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Una guerra maledetta

la missione della pattuglia del capitano Artz
Recensione di  |   | bonelli/


Una guerra maledetta
Le Storie 7


Una guerra maledetta

Scheda IT-LSTR-7

Il conflitto del Vietnam

A scorrere velocemente gli argomenti trattati nei numeri precedenti del mensile Le Storie, e soprattutto la rubrica d'apertura Story Teller, sembra che la maggiore fonte di ispirazione degli autori di questa collana sia rintracciabile, nella gran parte dei casi, nell'immaginario cinematografico. A maggior ragione questo sembra essere vero per l'avventura proposta ad aprile, La Pattuglia, una vicenda di guerra, con venature horror, ambientata in Vietnam, durante la guerra civile che vide impegnato anche l'esercito americano, e che tanto è rimasta impressa nella memoria collettiva, grazie in primo luogo ad alcuni straordinari film, che a partire dalla fine degli anni '70 sono stati prodotti negli Stati Uniti d'America. In questa occasione però la maggiore fonte di ispirazione della coppia dylandoghiana Fabrizio Accatino e Giampiero Casertano, stando ai rumors provenienti dai forum, sembra sia stato un misterioso film della Corea del Sud del 2004, R-Point diretto da Su-chang Kong .
Al di là della fonte di ispirazione del soggetto alla base, occorre rendere merito agli autori di essere riusciti a costruire una vicenda inquietante e disturbante, condita da alcune scene veramente notevoli: il massacro nel villaggio vietnamita e a seguire la folla di bambini che circondano i soldati responsabili, senza tralasciare lo scatto della foto di gruppo, primo inquietante segnale dell'anormalità della spedizione di soccorso.

Inizia la missione
Tavola di Giampiero Casertano, pag.27

(c) 2013 Sergio Bonelli editore

Inizia la missione<br>Tavola di Giampiero Casertano, pag.27<br><i>(c) 2013 Sergio Bonelli editore</i>

La missione di recupero della pattuglia del capitano Artz, incaricata di scovare nella giungla vietnamita un'analoga pattuglia sperdutasi un anno prima, si trasforma in un fallimento totale. I soldati si dimostrano incapaci di non ripercorrere i passi del gruppo di soldati che devono ritrovare, in una sorta di circolo vizioso, che sembra essere scatenato da una maledizione vera e propria, con allucinazioni e apparizioni di fantasmi fino alla tragedia finale, con tanto di suicidi e atti di autolesionismo dei soldati americani, quasi a simboleggiare la sconfitta statunitense nel conflitto, con la società a stelle e strisce ripiegata su stessa ed incapace a dare al proprio esercito il sostegno adeguato.
Un'avventura non semplicemente di guerra, ma con risvolti horror, come si è già detto inquietanti, favoriti anche dallo stile di disegno del maestro Casertano, sempre in bilico tra realismo e grottesco, anche se forse in una prova qui nel complesso leggermente inferiore rispetto al suo esordio nella collana nel n.1, Il boia di Parigi.

Massacro al villaggio
Tavola di Giampiero Casertano, pag.43

(c) 2013 Sergio Bonelli editore

Massacro al villaggio<br>Tavola di Giampiero Casertano, pag.43<br><i>(c) 2013 Sergio Bonelli editore</i>

Un difetto della storia è forse uno scarso approfondimento generale della psicologia dei soldati protagonisti, legato probabilmente alla scarsità delle pagine a disposizione. Il capitano Artz nella prima parte della storia sembra assurgere a protagonista assoluto nella vicenda, con le terrificanti ferite che porta sul volto, specialmente quando si dimostra implacabile nel giustiziare il soldato responsabile della morte degli innocenti vietnamiti. In realtà ben presto è il giovane Ken Barbet ad essere al centro del racconto, vera voce narrante grazie alle lettere che scrive la madre, in cui emerge gradualmente una sua visione più critica del conflitto, dopo l'entusiasmo iniziale, in un percorso di presa di coscienza rispetto alla realtà forse un poco scontato.
Tutto il gruppo dei nove soldati, in cui è resa appieno la composizione etnica variegata dell'esercito statunitense, è poco approfondito, quasi a voler rendere l'anonimato delle divise indossate, che li rende tutti egualmente responsabili delle atrocità commesse, soprattutto ai danni dei bambini, il cui massacro si ripercuote sugli stessi soldati, dato che le loro immagini ritornano più volte durante il loro cammino.

Arrivano i fantasmi
Tavola di Giampiero Casertano, pag.110

(c) 2013 Sergio Bonelli editore

Arrivano i fantasmi<br>Tavola di Giampiero Casertano, pag.110<br><i>(c) 2013 Sergio Bonelli editore</i>

L'introduzione sembra voler indulgere nel mostrare la vita dei soldati americani in Vietnam, una vera e propria forza di occupazione per quasi 10 anni, con i momenti di tempo libero, il golf e il concerto rock, che sembrano quasi vissuti come una colpa dagli stessi soldati. Quasi assenti sono invece i Viet Cong, che fanno capolino soltanto nel momento della trappola iniziale a Saigon e quando nella giungla eliminano i soldati che cercano di sottrarsi al loro terribile destino. La loro assenza sembra quasi voler ribadire che il vero nemico che l'esercito americano ha dovuto affrontare in quel conflitto era la stessa forza armata statunitense.

La pattuglia, Le Storie n.7, di Fabrizio Accatino e Giampiero Casertano, 114 pg. b/n, brossurato, Sergio Bonelli Editore, aprile 2013, € 3,50

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