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La missione di Cassidy

la conclusione della miniserie
Articolo di  |   | bonelli/


La missione di Cassidy
Cassidy 16-18


La missione di Cassidy

Scheda IT-CSSD-16

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Scheda IT-CSSD-18

Il canone bonelliano

Una possibile chiave di lettura dell'intera miniserie noir Cassidy, edita dalla Sergio Bonelli Editore per diciotto numeri nel biennio 2010-2011, può essere rintracciata nella sequenza conclusiva, quando il protagonista, il rapinatore Raymond Cassidy, affronta a tutta velocità un posto di blocco della polizia, consapevole di essere arrivato alla fine del suo cammino, cantando a squarciagola il classico jazz When the Saints go marchin' in, cavallo di battaglia di Mister No, personaggio tra i più celebri della scuderia bonelliana, ormai da qualche anno non più in edicola con storie inedite.
Sembra quasi che con tale omaggio il creatore del personaggio, Pasquale Ruju, abbia voluto in maniera diretta ed evidente collocare il proprio eroe all'interno del pantheon bonelliano; una scelta in linea con il background dello sceneggiatore sardo, all'opera da svariati anni su Dylan Dog, e che nell'ultimo periodo è andato a rinforzare l'esigua eletta schiera degli scrittori nientepopodimeno che di Tex, senza dubbio i due personaggi principali della casa editrice milanese.
D'altraparte un altro segnale di continuità con il canone classico bonelliano è rappresentato dalle ambientazioni in cui le vicende sono raccontate; il primo numero è ambientato proprio in Arizona, nei pressi di Tucson, tra gli scenari classici delle avventure western, e anche nei numeri seguenti sono numerosi gli scorci abituali per i lettori western bonelliani, come la Valle della Morte.

When the Saints Go Marchin' In
Vignetta di Armitano & Furnò, Cassidy n.18, pag.98

(c) 2011 Sergio Bonelli editore

When the Saints Go Marchin' In<br>Vignetta di Armitano & Furnò, Cassidy n.18, pag.98<br><i>(c) 2011 Sergio Bonelli editore</i>

L'immaginario americano degli anni '70

Non di solo richiami bonelliani è ovviamente farcito il menù preparato da Ruju per Cassidy, anzi la fonte di ispirazione più evidente è costituito dall'immaginario cinematografico e televisivo degli anni '70 americani, riferimenti ben sottolineati dalla puntuale rubrica mensile Seventies, e dalle continue citazioni musicali.
Un altro aspetto rimandabile all'ambientazione temporale degli anni '70, che allontana in una certa maniera il personaggio dalla tradizione bonelliana, permettendo al contrario di assimilarlo tra le nuove figure di anti-eroe prodotte negli ultimi anni dalla casa editrice come Lilith e Greystorm, è il ruolo sociale che Cassidy è costretto a recitare: egli è un autentico fuorilegge, un ladro, duro e spietato con i suoi avversari, che arriva talvolta a torturare, e pronto a sfruttare tutti i suoi conoscenti, tra cui numerose avvenenti fanciulle, per raggiungere i suoi obiettivi.
Ma chi è in realtà il Raymond Cassidy che abbiamo conosciuto sulle pagine della miniserie? E' molte persone in una: un ladro, per nulla gentiluomo, un reduce dal Vietnam, incastrato da militari corrotti, costretto a divenire un fuorilegge, quasi come il mitico gruppo dei telefilm A-Team, un rapinatore come Diabolik, per cui non sono importanti i soldi, dato che si tratta di un uomo alla ricerca della sua vendetta, novello Conte di Montecristo.
Come già anticipato, l'ambientazione negli anni '70 è fondamentale all'interno dell'economia della serie, dato che Ruju decide consapevolmente di mettere in scena un mondo decadente, dove se Cassidy è un rapinatore, nessun personaggio pare innocente, incapace di opporsi a un destino avverso, a partire dalla sua ex-moglie Dottie, cui nonostante tutto Cassidy rimane sempre fedele, ovviamente solo idealmente. Cassidy ci accompagna quasi in un giro d’America, attraverso i luoghi classici del crimine, da cui emerge un mondo corrotto, senza pietà, dove i farabutti fanno i senatori (con evidenti richiami al Watergate, ma anche a qualche scandalo sessuale che ha contraddistinto i politici di casa nostra), dove agli eroi di guerra è chiesto di venire a patti con la propria coscienza per salvaguardare la propria esistenza. Il destino finale di Raymond Cassidy e le sue scelte dimostrano che la società americana in cui si trova è irriformabilmente senza speranza.

L'implacabile Cassidy
Tavole di Luigi Siniscalchi, Cassidy n.17, pag.94-95

(c) 2011 Sergio Bonelli editore

L'implacabile Cassidy<br>Tavole di Luigi Siniscalchi, Cassidy n.17, pag.94-95<br><i>(c) 2011 Sergio Bonelli editore</i>

Tra classicità e rinnovamento

Dal punto di vista della narrazione Ruju introduce nel corso della miniserie numerose particolarità, insolite nel fumetto bonelliano. Il primo aspetto riguarda la serrata continuity che caratterizza tutta la vicenda, tanto che ogni albo inizia dove si è concluso il precedente, generalmente con un colpo di scena che dovrebbe avere il compito di mantenere viva l'attesa per il numero successivo. In questa maniera, oltre a sfruttare appieno le possibilità date dalla formula della miniserie, si è resa più avvincente l'intera narrazione, che procede spedita verso il climax finale, con la risoluzione dell'intera vicenda. Probabilmente ciò va però a discapito della resa narrativa dei singoli albi, dato che nessuno tra questi brilla in maniera particolare, scorrendo fin troppo velocemente nella lettura, anche perché le storie sono incentrate completamente sull'azione.
Un altro aspetto interessante da sottolineare riguarda il tempo della narrazione che corrisponde alle uscite dell'albo in edicola: le avventure di Cassidy, che si aprono con il n.1, si concludono dopo 18 mesi nella finzione e dopo i 18 mesi delle uscite mensili.
Parzialmente inedita anche la parte lasciata ai flashback dell’infanzia di Cassidy, sequenze che aumentano con l'approssimarsi della conclusione della miniserie, dato che custodiscono la chiave del rapporto tra Raymond e il Bluesman cieco, che lo protegge durante la sua ricerca di redenzione.
Notevole poi la presenza di così tante relazioni parentali all'interno di una serie Bonelli, con crisi, litigi e riconciliazioni; così come il numero dei comprimari, positivi e negativi, solitamente ben caratterizzati, che si avvicendano costantemente, anche nei momenti più inaspettati.

Riunione della famiglia Cassidy
Tavola di Fabio Valdambrini, Cassidy n.16, pag.98

(c) 2011 Sergio Bonelli editore

Riunione della famiglia Cassidy<br>Tavola di Fabio Valdambrini, Cassidy n.16, pag.98<br><i>(c) 2011 Sergio Bonelli editore</i>
Il paragone con Demian, la precedente miniserie creata da Ruju, è inevitabile. Una tra le tante assonanze è, per esempio, il fatto che il passato di Cassidy venga svelato durante un'Indagine dell'F.B.I., con tanto di lettura del dossier personale del rapinatore dell'Arizona, aspetto che richiama in parte il primo numero di Demian, in cui il biondo cavaliere veniva presentato tramite i risultati delle ricerche di uno scrittore, che voleva svelare la sua esistenza leggendaria.
Cassidy si giova rispetto alla precedente miniserie (che, ricordiamo, ha avuto tre uscite di speciali dopo la chiusura, testimonianza evidente del buon successo di vendita) di una maggiore coesione narrativa, e di episodi più facilmente leggibili, forti anche della riduzione del numero di pagine, da 126 a 94, e del ringiovanimento del gruppo dei disegnatori, dalla resa complessiva sicuramente più omogenea. Alcune forzature sono ancora presenti nella scrittura di Ruju, come anche alcune cadute di tono della tensione narrativa, ma mentre Demian sfociava troppo spesso nella melensaggine, Cassidy, meglio congeniato e raccontato, eccede esclusivamente nella troppa azione, peccato sicuramente veniale per una serie noir.

Del riuscito mix di disegnatori all'opera sulla parte grafica, alcuni veterani in Bonelli, qualcuno addirittura esordiente, occorre sottolineare sicuramente le prove di Elisabetta Barletta e della coppia Furnò & Armitano, rispetto ai quali è possibile ravvisare un’evoluzione stilistica tra il primo e il terzo albo disegnato, oltre che ovviamente del copertinista Alessandro Poli, che è sempre riuscito a rendere appieno con le sue illustrazioni la dinamicità delle avventure che Cassidy ha vissuto.

Il taglio narrativo moderno che ha contraddistinto l'intera miniserie, permette di inserire pienamente Cassidy nella nuova fase produttiva della casa editrice Bonelli, in bilico tra la volontà di proseguire lungo un percorso maggiormente legato alla tradizione e la necessità di rincorrere nuovi sbocchi narrativi, all'insegna di un rinnovamento dei personaggi e delle ambientazioni presentate. La miniserie Cassidy, comunque di discreto livello, non si può dire però completamente riuscita, segnale forse che attualmente manca ancora qualcosa agli autori bonelliani prima di riuscire a coniugare alla perfezione tradizione e rinnovamento.

Cassidy n.16, 17, 18, di Pasquale Ruju (testi) e Fabio Valdambrini, Luigi Siniscalchi, Paolo Armitano & Davide Furnò (disegni) - Sergio Bonelli Editore, € 2,70

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