Un giorno di straordinaria fobia

un'intera città in fuga dall'ignoto
Recensione di  |   | bonelli/

Un giorno di straordinaria fobia
Caravan 1 "Cielo su Nest Point, Il"

Scheda IT-CRVN-1

La nuova miniserie di Michele Medda si presenta fin dal titolo come un fumetto atipico per la Sergio Bonelli Editore, fin qui solita intestare i suoi prodotti seriali al protagonista, ma anche per la normalità e la quasi totale assenza d'azione di questo primo albo, considerata la tradizione avventurosa di lunghissimo corso della casa editrice.

Eppure, difficilmente si riesce a resistere al fascino dell'ordinarietà così ben raccontata da Medda. Che poi, intendiamoci, ciò che intriga di "Caravan" è l'incombente sconvolgimento di quest'ordinarietà, sconvolgimento del quale sappiamo ancora ben poco ma di cui già intuiamo la portata. Lo schema è quello ben collaudato di tante pellicole di genere catastrofico, dove una prima parte dedicata alla descrizione della quotidianità di un certo numero di personaggi fa da necessaria premessa all'evento che poi ribalterà tutto.

Possiamo dire che in quest'albo succede poco? Dipende. Se consideriamo l'evidente forzatura del figlio-di-papà assassino, succede pure troppo. Perché tutto in quest'albo fila liscio proprio fin quando si resta sui binari della semplice, e perfetta, descrizione del quotidiano, mentre qualche (leggera) stonatura arriva quando si cerca di movimentare la vicenda con un episodio che sarebbe stato del tutto normale su Nick Raider o su Julia, ma non qui, non con le premesse che si erano poste. Un tributo necessario alla tradizione della casa editrice? Può darsi, ma personalmente abbiamo trovato molto più riuscita, ed emozionante, la scena di panico collettivo provocato dalla scomparsa della corrente elettrica, un evento che nella sua preoccupante plausibilità mette a nudo quanto siano vulnerabili il nostro stile di vita e il nostro benessere.

Reminiscenze nathaneveriane?
Caravan 1, pag.14 - disegno di Roberto De Angelis

(c) 2009 Sergio Bonelli Editore

Reminiscenze nathaneveriane?<br>Caravan 1, pag.14 - disegno di Roberto De Angelis<br><i>(c) 2009 Sergio Bonelli Editore</i>

Certo, è necessariamente un albo introduttivo: 12 numeri di questo tenore non sarebbero digeribili, ma già nelle ultime pagine arriva una sterzata decisiva che c'introduce in medias res. Vedremo che cosa accadrà. Per il momento Medda è riuscito a creare aspettativa e tensione pur scoprendo pochissimo le sue carte. Al momento non sappiamo neppure se la minaccia sia di origine artificiale o naturale, terrestre o aliena, intenzionale o accidentale: essa è palpabile per gli effetti macroscopici che crea, come lo sfollamento di un'intera città sotto scorta militare, ma ancora nulla sappiamo della sua reale natura. Merito della narrazione "dal di dentro", tramite il diario di un ragazzo che ovviamente ignora quanto sta accadendo, che propizia il nostro coinvolgimento e il nostro interesse. Questo, per quanto ci riguarda, è saper scrivere.

Per il momento Medda è riuscito a creare aspettativa e tensione pur scoprendo pochissimo le sue carte

In rete qualcuno ha criticato la famiglia Donati, ribattezzandola "Perfettini", ironizzando sull'apparente mancanza di vizi e difetti dei suoi componenti e quindi sulla probabile noia nel seguirne le vicende. Rilievo che ha un suo fondamento, ma dal quale ci permettiamo di dissentire. Forse ci siamo troppo abituati alla falsa anormalità della "fiction" d'oltreoceano (e non solo), e se una famiglia non ha un padre fedifrago, una madre depressa e alcoolizzata, un figlio drogato e una figlia minorenne in procinto d'abortire non è più considerata "interessante"! Però, con ogni probabilità, la gran maggioranza di noi si riconoscerà più in una famiglia come la Donati che in quelle sconvolte e "maledette" di cui sopra. Certo, Medda ha le sue idee, e -coraggiosamente- una volta tanto descrive una famiglia piccolo-borghese per quello che è, non come un coacervo di ipocrisie, finti perbenismi e sozzerie varie, com'è consuetudine rappresentarle ormai da svariati decenni. Poi, chissà, siamo appena all'inizio, forse qualche scheletrino dallo stipetto del caravan dei Donati salterà pure fuori, ma forse anche no. Uno sviluppo a base di bugie e tradimenti sarebbe, salvo smentite, discretamente banale, e di Michele Medda si può dir tutto fuor che sia banale.

Le nuvole strane
Caravan 1, pag.54 - tavola di Roberto De Angelis

(c) 2009 Sergio Bonelli Editore

Le nuvole strane<br>Caravan 1, pag.54 - tavola di Roberto De Angelis<br><i>(c) 2009 Sergio Bonelli Editore</i>

Buono, ma non eccezionale, il lavoro di Roberto De Angelis. Se i suoi giochi di luce, i suoi bianchi e neri così netti, sono oltremodo suggestivi in ambientazioni fantascientifiche, risultano meno efficaci nel contesto "ordinario" di questo primo numero. De Angelis dà il meglio nella rappresentazione della tecnologia, del fantastico, dell'insolito; per questo riteniamo che i suoi passaggi migliori siano stati quelli legati alla nube misteriosa e all'entrata in scena dell'esercito. Per il resto, ripetiamo, sicuramente una buona prova, ma al di sotto delle potenzialità dell'autore. Non è, insomma, il De Angelis che svetta di una spanna sopra la media dei suoi colleghi. Caravan n.1, "Il cielo su Nest Point", di Michele Medda e Roberto De Angelis, miniserie in 12 albi mensili, 100 pag. b/n, brossurato, in edicola da giugno 2009, € 2,70, Sergio Bonelli Editore

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