Volto Nascosto, la fine

cala il sipario sulla miniserie storica di Manfredi
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Volto Nascosto, la fine
Volto Nascosto 14

Scheda IT-VNASC-14

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Il finale di Volto Nascosto è tutto per l'anima melodrammatica della miniserie. La controparte più "storica", quella con la S maiuscola e romanzata, è terminata con il n.12. Dell'uomo lebbroso dietro la maschera non ci è stato spiegato nulla, e la scelta di Gianfranco Manfredi appare indovinata, poiché qualsiasi rivelazione avrebbe soltanto tolto qualcosa, anziché aggiunto, al fascino della sua figura leggendaria. Ma neppure ci sono sorprendenti conseguenze degli eventi vissuti in Africa o delle criptiche trame dei sovrani d'Etiopia, che chissà quanti "castelli di carte" hanno fatto edificare ai curiosi lettori che aspettavano il finale (noi compresi). Superato questo parziale "smacco" si assiste, invece, "soltanto" al naturale ed intuibile sviluppo da "feuilleton" dei rapporti tra i tre protagonisti romani, con il suicidio di Matilde ed il duello tra Ugo e Vittorio.

La soluzione dei misteri in sospeso è quindi al tempo stesso la più semplice e scioccante possibile: Vittorio ha sostituito Volto Nascosto in talune situazioni -e questo ormai era piuttosto chiaro, tanti gli indizi disseminati- ma, ed è qui la vera sorpresa, lo ha fatto con piena consapevolezza, accettando la proposta della regina Taitù. Ha scelto di tradire il proprio paese ed i suoi compagni di battaglia, ed ha ingannato anche l'amico Ugo, con una finta prigionia. Capitolo dopo capitolo, il lettore ha seguito l'evoluzione della persona di Vittorio, ne ha colto le sfumature, il suo non riconoscersi in una specifica bandiera ed il suo auto-realizzarsi solo in battaglia. La sua decisione estrema può apparire dunque plausibile, e lo propone come personaggio più "ricco" di questa miniserie: coraggioso, traditore, insensibile alla morte di Matilde (almeno all'apparenza, il suo rientro silenzioso alla tenuta a pag.56 è carico di significati), ma sinceramente legato a Ugo, a cui risparmia la vita al termine del loro duello.

Il tatto di Vittorio nel rivedere Matilde dopo tanti mesi
disegni di Massimo Rotundo, Volto Nascosto n.14, pag.26

(c) 2008 Sergio Bonelli Editore

Il tatto di Vittorio nel rivedere Matilde dopo tanti mesi<br>disegni di Massimo Rotundo, Volto Nascosto n.14, pag.26<br><i>(c) 2008 Sergio Bonelli Editore</i>

La maschera di Volto Nascosto, che dapprima rivelava la verità (la lebbra) a chi sapeva leggerla, con Vittorio è diventata quindi un inganno. Infine è giunta ad Ugo, ora capace di uccidere quando è inevitabile. Ed il finale ad effetto di pag.98, se può suscitare qualche perplessità (che ci va a fare Ugo nella notte, verso Roma, mascherato da Volto Nascosto? Il difensore della Ciociaria?) per la caratterizzazione "umorale" dell'Ugo di questo capitolo finale, va visto al di fuori del flusso narrativo della serie. Come un affettuoso commiato ai lettori con una strizzata d'occhio. Ed al lettore, solleticato da un finale "aperto" e non spiegato con dovizia di dettagli, rimane la libertà di immaginare quale utilizzo farà Ugo della maschera e quale futuro lo attenda. Come con i personaggi di un libro. Lui è un uomo giusto, come gli ha detto Volto Nascosto quando gli ha idealmente affidato l'incarico in un sogno, e non ha bisogno di consigli.

La sceneggiatura è magistrale per ritmo e montaggio, scenografia e pathos, e trascina il lettore con precisione chirurgica sino alla conclusione. I tempi sono perfetti: come nell'enfasi della lunga sequenza dedicata al suicidio di Matilde che, passo dopo passo, ci fa provare il dramma e l'incapacità di evitarlo da parte di Ugo, in lotta contro il tempo, o nel serrato confronto tra Ugo e Vittorio in cui si sbroglia la matassa e che culmina con il loro duello, con conclusione a sorpresa.

Ugo sfida Vittorio a duello
disegni di Massimo Rotundo, Volto Nascosto n.14, pag.72

(c) 2008 Sergio Bonelli Editore

Ugo sfida Vittorio a duello<br>disegni di Massimo Rotundo, Volto Nascosto n.14, pag.72<br><i>(c) 2008 Sergio Bonelli Editore</i>

I disegni di Massimo Rotundo sono particolarmente riusciti, non solo per ricostruzione storica, architetture, varietà degli scenari (dalla Roma ottocentesca al palazzo del Quirinale, dalle vigne di Vittorio al paesello della madre del Verruca) e costumi (i festeggiamenti per la medaglia d'oro) ma anche per l'interpretazione e la recitazione dei protagonisti, caratteristica fondamentale per questo ultimo e melodrammatico capitolo. Come copertinista e realizzatore del frontespizio, la sua interpretazione grafica di Vittorio è anche quella ufficiale della testata, e non possiamo che osservare che sia stato il solo, nella pur invidiabile squadra di disegnatori della miniserie, ad averci trasmesso la complessità e l'ambiguo fascino del tenente, togliendogli quell'aria da bel damerino strafottente con baffetti alla Clark Gable come più spesso ci è apparso in altri albi.

Tirando le somme dei 14 albi, non possiamo che esprimere un giudizio fortemente positivo per Volto Nascosto, la prima miniserie bonelliana ad avere sfruttato appieno questa formula, con un lungo ed unico racconto basato su un'idea "forte", suddiviso in capitoli in continua evoluzione, senza riempitivi. Senza, dunque, le caratteristiche di un fumetto dalla vita potenzialmente infinita - ma con "contratto a tempo determinato" - che hanno invece contraddistinto (e contribuito a depotenziare) Brad Barron o Demian.
Un progetto di classe e qualità, a cui va anche il merito di avere utilizzato la narrazione romanzata di eventi realmente accaduti - una delle frecce più stimolanti di Manfredi - in un contesto insolito e più vicino ai lettori rispetto a quello (comunque affascinante) di Magico Vento, ricreando con credibilità e documentazione le molteplici sfaccettature di una pagina poco ricordata della nostra Storia.

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