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" Legione Stellare:
Verso le stelle"


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La fine delle storie
recensione di Vincenzo Oliva

Un’arma mostruosa minaccia la Terra, la Legione Stellare è fuori gioco, ma, alla fine, proprio il suo agente più negletto salverà la nostra vecchia, amata, palla di fango... e chissà che alla fine di tutto non sbocci l’amore...



TESTI
Sog. e Sce. Federico Memola    

Puntata antologica, questa ultima, della Legione Stellare, in occasione della chiusura della miniserie. Su un soggetto essenziale - all'osso si riduce tutto alla guerra su scala galattica e all'ultimo sangue tra la Terra e il pianeta Korel - molto ben delineata nelle sue linee di base; ma la sintesi è tutta qui - il creatore dell'epopea, Federico Memola innesta i molti temi e le fila sparse della storia generale, che vengono a conclusione, e ci mostra una parata di amici e nemici vecchi (con qualche new entry).

Puntata, dunque, ricca di trame e sottotrame, spezzettata in vari momenti narrativi, a seguire - oltre i vari avvenimenti che si susseguono - gli sviluppi dei drammi personali di Temis Nakamura e Rei Noah, tormentati dal loro passato, incerti sul loro futuro (specie Temis), messi in crisi dal loro presente (Rei in modo particolare, diviso tra la fedeltà dovuta al pianeta natale Korel e la sua lealtà alla Legione). A tutto questo si sovrappone, sin dall'inizio la scoperta che la saga di "Legione Stellare" nasce come racconto di una vecchia signora ai propri nipotini, nella Praga contemporanea. Come era intuibile, e come verrà poi svelato, la vecchia signora altri non è se non la legionaria Cleo Haddad, sbalzata all'indietro nel tempo durante la battaglia per la salvezza della Terra dal dispositivo di dislocamento temporale generosamente donato :-) da Pandora - avida di vendetta contro la Terra - alla flotta Korelliana (Pandora e il dispositivo sono solo una delle tante fila sparse - e qui riunite, come il capo pirata Silver e il pianeta dei pirati che fanno una sorta di guest appearance all'inizio dell'episodio).

Il rischio era, ovviamente, di non riuscire a gestire questo coacervo di spunti, di rimandi interni agli episodi precedenti; questo calderone dove l'autore ha dovuto mischiare tutti gli elementi del mondo di Legione Stellare, per sciogliere tutti i nodi rimasti insoluti.

"... la storia è una degna conclusione della saga. Lasciando, intelligentemente, sullo sfondo gli eventi, l'autore si è concentrato sui personaggi e sulle loro storie personali."
   
Possiamo dire che Memola ha saputo uscire indenne dalla prova e che la storia è una degna conclusione della saga. Lasciando, intelligentemente, sullo sfondo gli eventi, l'autore si è concentrato sui personaggi e sulle loro storie personali.

Egli ha dato una conclusione consolatoria ma non banale al difficoltoso rapporto Temis/Rei le cui tensioni hanno costituito un vero e proprio asse portante della serie; ha messo a nudo il problema della diversità culturale di Rei rispetto ai valori della propria patria, diversità acuita dal contrasto personale col padre; ha mostrato, con semplicità ma anche con efficacia, i sensi di colpa che hanno portato alla chiusura emotiva di Temis, ma anche il suo senso di lealtà e di giustizia; ha ribadito la positività del personaggio di Cleo, la cui disposizione ottimistica nei confronti della vita la porta a superare lo shock culturale del viaggio nel passato.

Non meno ben caratterizzati, anche se con poche - essenziali - pennellate, sono i personaggi minori:

Pandora ossessionata dal suo odio per la Terra e disposta a tutto per ottenere la vendetta; l'ammiraglio Noah, padre di Rei e comandante della flotta Korelliana, a metà tra il ritratto del tipico militare dalle vedute ristrette e il padre problematico di un figlio ribelle ai valori e ai modelli trasmessigli: la conclusione agrodolce del loro conflitto, nel finale, restituisce ai due il rispetto reciproco, ma sancisce anche, con tutta evidenza, l'impossibilità di comprendersi al di là del rapporto d'amore padre/figlio;

il capitano Tirus, il successore di Temis (e suo comandante) nel comando dell'astronave Lutezia: la sua figura ricorda, per certi versi, quella dei commodori o ammiragli che capitavano sull'Enterprise della serie originale di Star Trek e finivano - per un motivo o un altro - per togliere il comando a James Kirk e fare poi la figura degli stupidi. Per altro verso è un personaggio ben sfruttato per far risaltare le doti dei characters principali ed assolve perfettamente a tale compito;

"In conclusione, Memola è riuscito ad essere un eccellente "regista di attori" e ci ha consegnato una storia di buona fattura."
   
la famiglia di Cleo, infine. I personaggi del figlio e della nuora di Cleo Haddad, nella Praga a noi contemporanea, sono il simpatico e realistico ritratto di una coppia giovane e moderna dei nostri tempi: una coppia felice, che sa affrontare i problemi di oggi con il sorriso sulle labbra.

In conclusione, Memola è riuscito ad essere un eccellente "regista di attori" e ci ha consegnato una storia di buona fattura.



DISEGNI
Sergio Giardo    

Buoni come sempre i disegni di Sergio Giardo. Nel lungo percorso dal primo episodio della Legione Stellare (in Zona X n.12 "Il giorno della vendetta"), il suo tratto ha perso qualcosa in essenzialità (e forse in leggibilità) ma ha acquisito nella ricchezza del tratto e nella capacità di conferire espressività ai personaggi.

"Speriamo che.. Giardo possa proseguire la sua evoluzione verso un disegno sempre più espressivo."
   
Si sono fatte più curate e ricche anche le scene di ambientazione spaziale; il disegno è più "caldo", meno scarno. Davvero buona, ormai, la caratterizzazione di un personaggio duro e tormentato come Temis, personaggio reso con partecipe distacco (se mi si perdona l’ossimoro :-) ); forse l’unico modo per non farne un personaggio smielato o, al contrario, privo di ogni umanità.



GLOBALE
 

Trentasette mesi intercorrono tra il primo ed il quinto - ed ultimo - episodio di Legione Stellare.

"La serie ha sofferto molto dei lunghi periodi di silenzio tra un episodio e l'altro ed i lettori non hanno avuto modo di affezionarsi a personaggi e situazioni..."
   
Uno iato davvero lungo per una serie in soli cinque atti; uno iato che con ogni evidenza ha nuociuto alla saga: ricordare a distanza di mesi e mesi quello che era successo in precedenza era impossibile. Questa considerazione vale un po' per tutte le serie che si sono alternate in Zona X, ma per Legione Stellare in particolare.

La serie ha sofferto molto dei lunghi periodi di silenzio tra un episodio e l'altro ed i lettori non hanno avuto modo di affezionarsi a personaggi e situazioni (a parte la battagliera pattuglia di fedelissimi - responsabile dell'allungamento della serie da tre a cinque puntate - come ricordato nell'introduzione al terzo episodio, in Zona X n.23 "Biosfera").

Questa relativa indifferenza del pubblico è stata forse dovuta anche alle atmosfere cupe e fredde della serie, sorta di versione oscura di Star Trek, le cui storie sono state sempre velate da un fondo di pessimismo. Emblematico in questo senso il quarto episodio (in Zona X n.31 , "La casa sull'orlo del nulla"): claustrofobico set di drammi familiari irrisolti e intrecciati nella vita di Temis Nakamura e dell'amore "impossibile" di Rei Noah per Temis, la cui personalità appare ancora troppo vulnerabile ed immatura per accettare il sentimento del giovane; sarà solo il quinto episodio ad aprire uno spiraglio per una possibile conclusione positiva della storia.

Tuttavia la serie, pur non raggiungendo mai vertici artistici di assoluto rilievo, ha mantenuto nell'arco dei suoi cinque episodi una qualità media invidiabile: nessuna delle storie - pur ognuna molto classica nell'impostazione - ha mancato di essere interessante, ed ha saputo rivisitare in modo non banale i topoi più rappresentativi della fantascienza spaziale.

Non brillante in modo eclatante, Legione Stellare ha un fascino discreto che merita di essere ricercato tra le sue pagine: una lettura frettolosa o disattenta non rende giustizia agli sforzi di Memola/Giardo; il lettore rischia di lasciarsi fuorviare dagli aspetti di superficiale freddezza dei personaggi e banalità delle tematiche, trascurando quanto hanno fatto (e non è poco) gli autori per dare spessore e verosimiglianza alle storie.

La tensione del difficile rapporto Temis/Rei permea l'intera saga, con il personaggio di Cleo Haddad, solare, ottimista e meno problematico a fare da contraltare, ago della bilancia e stimolo positivo ai dubbi, alle paure ed alle difficoltà di Temis. Il quarto dei protagonisti iniziali: Breen Loy, viene fatta morire troppo presto per acquisire uno sviluppo sufficiente.

Molte le fonti di ispirazione della serie, spesso rese esplicite dalle numerose citazioni buttate qua e là nel corso degli episodi (ma praticamente assenti in questo ultimo, come se Memola e Giardo avessero voluto essere più "seri" e concentrati esclusivamente sulla storia): si va da Star Trek, riletta in chiave pessimista, a Guerre Stellari; dalla space-opera più classica, stile Edmond Hamilton e Murray Leinster, alle più raffinate (ma non necessariamente migliori) evoluzioni del genere degli anni '80; dalle figure degli eroi spaccamontagne (certe sequenze di pura azione in cui i personaggi affrontano e sconfiggono nugoli di nemici sono talmente eccessive da sconfinare nella citazione e nel metafumetto), all'eroe problematico assediato dal proprio passato.

L'ossatura ed il senso profondo della serie rimangono, tuttavia, da ricercarsi nell'appeal che l'avventura spaziale - in quanto simbolo, in questi nostri tempi moderni, dell'avventura più assoluta - ancora oggi esercita nell'Uomo.

"Pur con le sue inevitabili debolezze, Legione Stellare è stata l'unica delle serie nate ex novo su Zona X a non tradire le aspettative di partenza...(...)né La stirpe di Ëlan né Robinson Hart, partite in modo estremamente brillante hanno retto alla distanza"
   
Rileggere oggi, in modo continuato e senza cesure, l'intera sequenza della Legione permette di cogliere questi elementi unificanti - persisi nelle lunghe attese da episodio a episodio - e di apprezzare l'evoluzione stilistica di Giardo, alla ricerca di uno stile in grado di coinvolgere maggiormente l'attenzione del lettore.

Pur con le sue inevitabili debolezze, Legione Stellare è stata l'unica delle serie nate ex novo su Zona X a non tradire le aspettative di partenza ed a mantenere una coerenza narrativa dall'inizio alla fine (Magic Patrol esclusa, dunque, dato che il suo universo narrativo era già nato sulle pagine di Martin Mystère ).

La stirpe di ËlanRobinson Hart, partite in modo estremamente brillante hanno retto alla distanza: la prima si è conclusa affrettatamente e stancamente; la seconda vivacchia in attesa della chiusura della testata.

Speriamo che nel prosieguo della sua carriera Memola sappia sempre far appello alla sapienza artigianale messa in mostra con la storia di Temis, Rei e Cleo, e che Giardo possa proseguire la sua evoluzione verso un disegno sempre più espressivo.
 

 


 
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