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La stirpe di Elän:
Sull'orlo dell'abisso

Codice: [11] 306pp
Rating:
scheda di Vincenzo Oliva

    Soggetto/Sceneggiatura:
    Federico Memola
    Disegni:
    Gino Vercelli 37a-38a
    Stefano Martino39a
    copertina:Giancarlo Alessandrini
    lettering:Cristina Bozzi

    SERIE REGOLARE
    n.37a "La stirpe di Elän: Sull'orlo dell'abisso" - 120pp - 98.07
    n.38a "La stirpe di Elän: La fine di un impero" - 66pp - 98.08
    n.39a "La stirpe di Elän: Armageddon" - 120pp - 98.09


In due parole.

Riuniti finalmente i grifoni, con l’involontaria complicità di Dagon, ed avvenuta la (ri)fusione della Terra e di Elän in un nuovo mondo, riunificato e dimentico del passato diviso, Anith può scatenare l’offensiva dei demoni suoi figli contro l’umanità, per distruggerla completamente e trionfare dove aveva fallito millenni prima. Il suo disegno fallirà grazie a Ran che per fermarla sacrificherà, oltre a sé stesso, l’amata Selene. La vittoria finale è dunque per la "nuova" umanità terrestre-elänita, ma a quale prezzo...


Note

    Anche questo episodio conclusivo in tre atti, come quelli che lo hanno preceduto negli ultimi mesi, mostra le pecche che sono via via venute alla luce dopo il brillante inizio della serie.

    Un soggetto ovvio, se vogliamo, quello di questo trittico conclusivo, ma comunque promettente (oltre che necessario, essendo l’episodio finale della serie); con tutte le trame e sottotrame intessute da Federico Memola che vengono a concludersi: sciogliendo le situazioni di tensione createsi tra i personaggi, portando a compimento le numerose storie d’amore disseminate dall’autore, svelando il piano di Anith (il cui primo sentore risale addirittura alla prima puntata della serie, con i primi dubbi e incubi di Astrid).

    Su questo soggetto complesso ed in potenza interessante, l’autore innesta una sceneggiatura insufficiente: la narrazione rimane spezzettata in troppi quadri distinti che non riescono a fondersi in quell’affresco corale che - qui più che in precedenti episodi - sarebbe stato necessario; dalla puntata finale - che tirava le somme della Stirpe di Elän - sarebbe stato lecito attendersi una maggiore unità d’azione. Forse è la sovrabbondanza di personaggi, l’accavallarsi delle loro tante storie, a ridurre la narrazione ad una serie di bozzetti consecutivi, ma tra loro slegati. Sempre il numero eccessivo di personaggi impedisce a Memola di poterli sviluppare degnamente: a parte Jakara - ancora una volta unica ad elevarsi ed acquisire una personalità vera in poche pennellate - nessuno degli altri personaggi principali riesce ad innalzarsi al di sopra della propria funzione di puro elemento della narrazione. Ancora una volta assistiamo ad uno "spreco" di personaggi affrettato ed immotivato: la morte di Brent avviene in modo così repentino da toglierle ogni pathos, lo scontro tra Friel ed Anith sembra tirato via tanto si esaurisce in fretta (sono solo due esempi). Certo, lo spazio è tiranno e si era alla fine dell’albo, ma si sarebbero potute sfruttare altrimenti le pagine a disposizione, magari non introducendo del tutto i personaggi di Margot Miller e Jack Remington, la cui funzione si rivela pleonastica: se non ci fossero stati non sarebbe cambiato nulla.

    Lo sforzo di Federico Memola nel voler dare un finale non banale alla serie rimane, tuttavia, evidente, ed è encomiabile. Ciò non toglie che su questo "grande scontro finale" aleggi un’aria di fretta, di approssimazione che va ad inficiare le buone intenzioni dell’autore.

    Anche i disegni contribuiscono a comunicare l’impressione di fretta che caratterizza la trilogia. Il tratto di Gino Vercelli, di solito così accattivante, appare meno curato del consueto; i suoi personaggi non trasmettono quella corrente di simpatia che è abituale per l’artista e finiscono per risultare troppo stereotipati. Con tutto questo, la prova di Vercelli singolarmente non sarebbe insufficiente, dato che il suo stile ben collaudato dà comunque una buona resa dei volti degli "attori" del "dramma" e degli ambienti in cui essi si muovono. A risultare insufficiente è soprattutto la prova di Stefano Martino nella terza e ultima parte della trilogia finale: il personaggio di Anith - centrale in questa puntata - appare caratterizzato in modo nettamente contrastante con il resto della serie; il suo personaggio cupo e minaccioso (cosa naturale, dato il suo ruolo nella vicenda) assume troppo spesso i tratti di una ragazzina sbarazzina (pag. 5, seconda vignetta di pag. 20, terza di pag. 66, vignetta centrale di pag. 95, pag. 105 ecc.); o quelli di una seduttrice, laddove il suo personaggio dovrebbe essere freddo e distaccato (terza vignetta pag. 6, quarta di pag. 107). Altre volte, poi, sono difficilmente riconoscibili alcuni dei personaggi fissi (Selene con il volto "schiacciato" a pag. 33 e a pag. 59, Jessica Hammond nella terza vignetta di pag. 70, Astrid nella prima a pag. 73, Roman nella terza di pag. 94 e nella prima di pag. 106). E’ un peccato questa cattiva resa dei protagonisti, perché nel complesso la prova di Martino risulterebbe tutt’altro che disprezzabile. E’ un fatto, però, che in più di un’occasione per il lettore è difficile raccapezzarsi e riconoscere immediatamente quello che vede.

    In conclusione, anche questo ultimo atto della serie finisce per perdersi in mille direzioni narrative divergenti senza mantenere le promesse iniziali della Stirpe di Elän. Federico Memola era riuscito ad evitare questo problema con "Legione Stellare"; dove, grazie ad una solida presa sui personaggi era riuscito a farli "recitare" in modo convincente e dare loro una personalità concreta, emancipandoli dal ruolo di macchiette. L’operazione non gli è riuscita una seconda volta con La Stirpe di Elän, particolarmente nella trilogia finale.


Citazioni

  • Il tenente Bashir porta il nome dell’ufficiale medico di Star Trek: Deep Space 9, Julian Bashir, interpretato dall’attore Siddig El Fadil
  • La frase di Anith "e ora... un piccolo passo per me... un balzo nelle tenebre per il genere umano" riecheggia la celeberrima frase pronunciata dall’astronauta Neil Armstrong al momento di mettere piede sulla Luna - primo uomo a farlo - il 21 Luglio 1969 nel corso della missione Apollo 11
  • Anith che assiste dal balcone alla distruzione della capitale imperiale ricorda l’imperatore Nerone che - nell’iconografia popolare - assiste all’incendio di Roma suonando la lira sul balcone del palazzo imperiale
  • Il "Guerriero d’acciaio" ricorda i vari super robot dei cartonati animati giapponesi, in particolare i primi: Goldrake e Mazinga
  • La conclusione della vicenda con lo scontro finale tra Anith e Friel, che si rivelano sorelle, riecheggia lo scontro simile tra il mago "buono" Elchin e quello "cattivo" Mord - anche loro rivelatisi alla fine fratelli - nell’epopea di "Zagor contro il signore nero" di Tiziano Sclavi e Franco Donatelli


Incongruenze

  • La "fusione" della Terra con Elän ed il conseguente oblio della precedente divisione da parte dei protagonisti, rende quasi inutili gli sviluppi precedenti della serie.
  • Nulla viene detto della sorte finale di Altea, pretendente al trono di Ardell e referente di tutta la resistenza
  • Margot Miller viene più volte descritta come l’elemento indispensabile per la riuscita del rituale che avrebbe dovuto dischiudere a Dagon le porte di un potere immenso (e che farà invece il gioco di Anith); in realtà la sua presenza non trova giustificazione narrativa

Personaggi

Dagon Tarkas cancelliere (poi imperatore) dell'Impero Tarkassiano Selene Keidam già capitano delle forze di Astartis, ora della resistenza antitarkassiana Ran Sterden della resistenza antitarkassiana Grayne Hornblower ex capitano delle forze ardelliane, ora della resistenza antitarkassiana Margot Miller fotografa Jack Remington giornalista Brent Malone ex operaio terrestre, ora della resistenza antitarkassiana Roman mago tarkassiano Tarmin mago tarkassiano Anith maga, madre dei grifoni e signora dei demoni Astrid veggente al servizio di Tarkas Jessica Hammond amante di Dagon Tarkas, presidente del comitato per lo sviluppo tecnologico Hafgan pirata elfo, membro della resistenza antitarkassiana e compagno di Elphin Magee Elphin Magee ex operaia terrestre, ora pirata elfa, membro della resistenza antitarkassiana e compagna di Hafgan capitano Bakhtag capo pirata antitarkassiano Finn Blevins già ufficiale ardelliano, ora della resistenza antitarkassiana Altea pretendente al trono di Astartis e capo della resistenza antitarkassiana Cirroc membro della resistenza antitarkassiana tenente Bashir della resistenza antitarkassiana Friel entità, sorella di Anith mago (senza nome) mentore di Ran imperatrice moglie sottomessa di Dagon e madre dell'erede al trono Jakara incantatrice capitano del "Goliath" delle forze tarkassiane Corinne guardia del corpo di Jessica Hammond Daisy guardia del corpo di Jessica Hammond i grifoni e i demoni

Locations

base della resistenza palazzo imperiale antico studio del mago mentore di Ran capitale imperiale isola magica una piccola cittadina covo dei pirati nave pirata nave di Dagon antro di Anith città volante cimitero

Elementi

magia entità maligne l'amore come sacrificio

 

 


 
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