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" Robinson Hart:
Tamburi di guerra"


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Uzi vs. Assegai
recensione di Gabriella Anzalone

Ennesima arma anacronistica...ennesimo naufrago...ennesimo viaggio nel tempo, ma stavolta c'è una sorpresa...



TESTI
Sog. e Sce. Luigi Mignacco    

La storia comincia come tante altre di Robinson Hart, con un breve prologo e relativo naufrago del tempo ma stavolta notiamo con piacere che il prologo è collegato alla storia come preludio ed è e assai importante per lo svolgimento della trama.

Siamo nel 1879, nello Zululand, e si sta svolgendo una battaglia tra le truppe della Regina di Inghilterra e gli Zulu... parallelamente a questi avvenimenti ci si ritrova con Robinson che deve riportare il suo naufrago nel proprio tempo... per l'ennesima volta capita poi che i naufraghi siano persone poco raccomandabili.

La trama, che inizialmente pare molto semplice e coerente, tanto da far venire in mente al lettore un finale già predefinito, prende improvvisamente un'altra piega da metà albo in avanti, facendo crescere l'interesse nel lettore.

Al semplice inteccio iniziale si collegano quindi altre trame, in un intreccio di tempi e casualità gradevole e appassionante. Così da un banale pretesto , un "uzi" da riportare nel proprio tempo la storia comincia a decollare e a diventare interessante.

Il problema della miniserie Robinson Hart è spesso proprio questo, il fatto di intervenire nel passato, nel nostro passato e di non poterlo cambiare limita di molto le capacità di svolgimento della trama, quindi, sta tutto nella bravura dello sceneggiatore a tenere desto l'interesse del lettore, utilizzando avvenimeti del passato non notissimi e piccole trovate, come in questo caso. I dialoghi sono i tipici della serie con un Robin che però si atteggia troppo da "superuomo".



DISEGNI
Alberto Castiglioni    

(25k)
"Robinson alle prese con gli Zulu"
(c) 1998 SBE
   
 
Nel complesso buona la prova di Alberto Castiglioni, che pare trovarsi perfettamente a suo agio nel mondo di Robinson Hart. Le vignette migliori sono quelle di ampio respiro con tanti personaggi e uno sfondo riconoscibile, mentre i disegni non sono così forti da caratterizzare i singoli personaggi con le relative espressioni, che quindi a volte appaiono esagerate e un po' grottesche.

Il tratto nei volti appare duro e poco fluido, soprattutto nelle espressioni "assorte" di Robin, dove quest'ultimo appare perlomeno "arrabbiato".

Buono l'uso dei retini, usati per le ombre e poco altro, ma con un tratto così dettagliato avrebbero finito solo per appesantire il disegno. Belle tutte le scene relative ai "fulmini neri", di grande effetto, e belle anche le scene di combattimento, cadenzate in vignette larghezza pagina ma sottili...come una pellicola, ma questo è anche un merito della scneggiatura.



GLOBALE
 

Trovo che questa storia, nella media delle storie della miniserie sia un albo gradevole e leggibile, disegnato con cura e ampio dettaglio, considerando anche che i disegnatori sono da sempre un punto di forza della serie.

La copertina di Alessandrini è gradevole ma fuorviante rispetto alla trama dell'albo; nella trama dell'albo non c'è traccia di nessuna "famigliola con bambino".
 

 


 
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