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Sog. e
Sce. Federico Memola
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La Stirpe di Elän è alla frutta: questo
episodio, che fa probabilmente parte di quel gruppetto
di storie inserite in mezzo alla saga per
farla durare un po' di più, si regge in piedi
a malapena e fa man bassa di luoghi comuni dozzinali,
senza stemperarli neppure con un minimo di ironia.
Non solo: anche la storia d'amore tra Selene
e Ran, che sembrava ormai consolidata e
destinata a durare, d'improvviso va in crisi, per un
motivo quasi futile. Anche Dagon Tarkas si salva
per miracolo, in particolar modo perché due
gruppi di protagonisti scelgono il luogo e il momento
meno indicato per ricongiungersi.
Insomma, la storia risulta evidentemente "costruita"
e, anche per questo, piuttosto prevedibile. Anche la
sceneggiatura, pur senza presentare errori evidenti,
non riesce a dare il giusto tono alle scene chiave;
ad esempio, si sarebbe dovuta enfatizzare di più
tutta la tematica del rito della campana e della
religione del mondo di Elän, anche per dare
completezza e spessore ad un'ambientazione che, nonostante
tutti gli episodi pubblicati fino ad ora, rimane
ancora quasi del tutto sconosciuta al lettore.
  

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Gianni Sedioli
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Il tratto di Sedioli, purtroppo, non convince
affatto. Personaggi cupi e poco espressivi, un
tratto pesante e troppo disomogeneo, la scarsa
presenza di fondali accurati, sono gli elementi che
caratterizzano il suo stile.
Dagon sembra un'insalatiera, la sua scena "erotica"
con la Guardiana della fonte è assai
poco evocativa, le scene di battaglia sono statiche e
confuse. Escludendo le prime tavole, inoltre, le
scene di alto impatto visivo (come ad esempio a pag.162)
risultano piatte e un po' sproporzionate.
Non ci sono, comunque, errori di anatomia evidenti,
né errori di disegno veri e propri. A Sedioli
è forse richiesto ancora un poco di impegno
dal punto di vista tecnico e da quello della fantasia
grafica.
  
Come ormai sta diventando consuetudine per gli
episodi della Stirpe di Elän, anche questa puntata
si è fatta attendere per diversi mesi e ha
poi puntualmente deluso le aspettative. Forse è
per questo che questa miniserie piace tanto al
lettore medio? O forse è per storie come
questa che Zona X vende sempre meno?
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