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" Magic Patrol:
Il segreto
del re degli elfi"


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recensione di Luigi Ferrini

La figlia mezzelfa di Aldous Morrigan ha bisogno dell'aiuto di suo padre per andare a Glorindal a combattere Feanor e Vanderghast. Saranno aiutati da Adrian e dal drago Flanker... Tutto chiaro, no?



TESTI
Sog. e Sce. Vincenzo Beretta    

Un capolavoro? Beh, ci siamo davvero vicini, stavolta! Vincenzo Beretta, complice con molta probabilità la sua lunga esperienza con il mondo della fantasy "pura" e dei giochi di ruolo, ha saputo davvero partorire un episodio fuori dal comune.

Particolare è, prima di tutto, l'ambientazione: pur essendo una storia della Magic Patrol, essa si svolge quasi completamente in un classico universo fantasy, con gli elfi, i draghi, i mostri e tutte queste cosine qua. Forse sono stati in pochi ad accorgersene, ma questa è in assoluto la prima storia di fantasy "classica" pubblicata da Bonelli.

E che storia! Moltissimi sono i luoghi comuni narrativi del genere che sono stati inseriti nella storia, e grande è la capacità di Beretta nel darli quasi per scontati, ponendo l'accento più sulla trama che sugli "effetti speciali".

Risultato? Trama avvincente, personaggi riuscitissimi, ambientazione indimenticabile, gioia profonda di tutti i lettori appassionati di fantasy. Peccato solo per il "cappello" introduttivo, che appesantisce un po' l'inizio della storia.

Una cattiveria: scommettiamo che Beretta ha raccolto buona parte degli spunti "giocando" questo episodio con il suo gruppo di giocatori di ruolo?



DISEGNI
Giancarlo Alessandrini    

Se nel tessere le lodi di Beretta siamo stati decisamente generosi, nei riguardi di Giancarlo Alessandrini dobbiamo esserlo ancora di più. Questa storia è decisamente la migliore da lui prodotta per un albo bonelliano, sia per la ricerca stilistica che per la cura del dettaglio.

Non solo infatti è presente in tutto il suo splendore l'Alessandrini "classico", capace di fornire espressività deliziose con pochi colpi di pennello (memorabili le espressioni di Aldous alle pag.133-134!), ma in questo albo sono presenti influenze della scuola fantasy francese (la striscia centrale di pag.129 sembra disegnata da Moebius, tanto per fare un esempio!) e di moltissimi altri artisti. Le fonti di ispirazione dichiarate sono infatti, oltre al già citato Moebius, Mézièrs, Caza, Gustav Doré, Larry Elmore, Roger Dean (anche Jeff Easley, aggiungiamo noi), oltre alle architetture gotiche europee. E Alessandrini, come forse si sarà capito, è veramente bravo a rielaborare tutti questi stili nel suo tratto, che conferma essere personalissimo e inimitabile.



GLOBALE
 

Cosa si può aggiungere ancora? Una storia decisamente "particolare", strabordante di citazioni (ad esempio, Valeria, la protagonista, ha le sembianze di Valeria Mazza, ma ne troverete molte altre, ampiamente svelate, nella scheda della storia), con dei disegni veramente eccezionali, e per finire una splendida copertina. Imperdibile.
 

 


 
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