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" La casa sull'orlo
del nulla"


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Temis

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Quarto episodio della mini "Legione Stellare" e tentativo di cambiare lo spirito della serie.

Caro Fratello..
recensione di Marco Migliori



TESTI
Sog. e Sce.Federico Memola    

"Atmosfera cupa e algida" viene detto nella "Zona Postale". E in effetti abbiamo qui una storia di Legione Stellare che esce dai canoni della serie, tentando un piccolo approfondimento della psicologia dei personaggi principali.

Nella presentazione, avvenuta nel n.12, nell'ormai lontano Settembre 1995, si citava come punto di riferimento della serie, la Space Opera. Qui, si esce volutamente dal normale narrare della serie, per spiegare l'origine della freddezza di Temis e confessare che Rei e' innamorato della stessa Temis, come tutti avevamo ormai capito da un pezzo.

La storia viaggia sui classici due binari paralleli, che si riuniscono alla fine in un unica storia. Perche' Temis e' un maschiaccio? Risposta di Memola: il padre voleva un militare, e siccome il figlio e' uno smidollato, ripiega sulla figlia. Niente di sconvolgente insomma. Un soggetto (unito agli altri eventi del virus/terrorismo) che complessivamente mi lascia abbastanza indifferente: non e' certo da disprezzare, ma non riesco ad entusiasmarmi per esso.

La sceneggiatura va gia' meglio, forse aiutata dai disegni di Giardo. Cleo mantiene la sua caratterizzazione di buona amica, mentre Rei acquista maggior spessore, comportandosi con piu' autonomia e determinazione. Buona la trovata del cd illegale, che riesce a spiegarci bene i sentimenti di fraternita' di Leij (fratello di Temis).

Bella l'introduzione con la serie di vignette orizzontali che, pur statiche, ben preparano l'atmosfera. Il ritmo e' discreto, e devo dire che se trovo dei difetti, sono piu' che altro nella morale che sembra d'obbligo ormai in molte serie bonelliane. E su questa morale, si incentra tutta nel poco approfondimento psicologico dei personaggi che Memola si concede.

A pag.65 una tavola nel puro stile "moderno bonelliano": intrisa di buoni sentimenti, contro le macchine (il satana del 2000), e allo scopo si inserisce anche il colpo di scena di Godai androide. Forse la prima volta che vediamo Temis piangere, circostanza giustificata dagli eventi. Ah, questi uomini..



DISEGNI
Sergio Giardo    

(19k)
"Temis riflessiva, disegno di Giardo"
(c) 1998 SBE
   
 
Questa serie ha potuto contare su un unico disegnatore, che ci ha sempre dato delle storie ben illustrate, utilizzando un tratto pulito (che tende pero' a sofisticarsi con il progredire delle storie), che semplifica notevolmente la lettura. Rispetto ai primi due episodi, mi sembra di notare un certo sforzo (come gia' nel terzo episodio) per realizzare disegni meno "squadrati", con i personaggi che risultano "piu' tondeggianti".

Stupendo nella sua semplicita' il primissimo piano di Cleo a pag.37 in alto. Molto ben realizzata la sequenza a pag.50, con Temis che fugge nella neve; mentre invece non mi e' piaciuta per niente la tavola di pag.68, soprattutto nella prospettiva usata per l'ultima vignetta. Ottime le vignette in cui viene ripresa l'astronave dallo spazio, in cui Giardo usa forse il massimo dettaglio nel curare i particolari.

In generale un buon lavoro. Forse la cosa che mi soddisfa di meno (pur essendo lo stesso perlomeno sufficente), sono le espressioni dei personaggi, quando si tratta di rappresentare scene comiche, o comunque vignette che vanno dal buffo al grottesco.



GLOBALE
 

Un albo che vorrebbe essere importante nella serie, ma che invece lascia non del tutto soddisfatti per le considerazioni di cui sopra sui testi. I disegni forse meritavano qualcosa di piu', e da qui il voto finale.

A parte quest'avventura, che era volutamente fuori dai canoni della serie, resta pero' un interrogativo di fondo. Legione Stellare e' una Space Opera? Se riprendiamo l'albo n.12 di ZonaX, con la presentazione della miniserie, vediamo che sono citati alcuni pesi massimi della fantascienza del genere: Guerre Stellari,Star Trek (e qui avrei molto da sindacare), Yamato, Flash Gordon. Tutte queste serie hanno, a mio avviso, in comune non solo la fantascienza vista esclusivamente dal punto di vista avventuroso (a parte Star Trek), fregandosene di qualsiasi vincolo di realismo, ma anche una visione ottimistica del futuro, la certezza che il bene vince sul male.

In questa miniserie troviamo invece uno sfondo pessimistico che mi sembra abbastanza costante, senza riuscire a essere ironico. I personaggi non riescono ad appassionarci appieno, mentre (soprattutto ma non solo) nelle Space Opera sono il punto di forza in cui il lettore vorrebbe identificarsi. Del resto anche la redazione di ZonaX non sembrava del tutto convinta della miniserie fin dall'inizio, dato che l'hanno sempre dichiarata "a termine" (non sappiamo se durera' 5 o 6 episodi).

Per me, patito di fantascienza, la miniserie si salva lo stesso, soprattutto grazie ai disegni di Giardo. Per un lettore con diverse attitudini, e' senz'altro una occasione sprecata.
 

 


 
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