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Sog. e
Sce. Federico Memola
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Potenzialmente un'idea come quella di Cleopatra che si reincarna nei primi
anni del XXI secolo è molto interessante. Peccato solo per il fatto che
in realtà la povera Cleopatra rimanga quasi del tutto in ombra nello
sviluppo della storia, trasformandola in una semplice storia d'azione e di
spionaggio.
Peccato anche per la caratterizzazione dei personaggi, che risultano essere
stereotipatissimi, e non riescono ad esprimere affatto le loro
potenzialità. In particolare Yvette non acquisisce quei toni
epici che la trama le avrebbe richiesto. Anche il finale sembra tagliato
improvvisamente, forse per fare entrare in 70 pagine un storia che ne avrebbe
richieste di più.
La sceneggiatura si salva in corner dall'abisso dei voti bassissimi grazie ad
alcune perle di umorismo, come il dialogo in geroglifici a pag.155 e al
ritmo tutto sommato abbastanza frenetico.
A prescindere da queste considerazioni, è però doveroso notare
come in questo episodio compaiano dati storici che specificano
indiscutibilmente come universo narrativo lo stesso universo della miniserie
Legione stellare, naturalmente qualche secolo prima. Ciò dovrebbe fare
parte di un progetto più a lungo respiro cui Memola e gli altri
sceneggiatori stanno lavorando, progetto che consisterebbe nel creare
continuità tra alcune delle serie, facendole sviluppare tutte
all'interno dello stesso "universo". Un po' come accade, insomma, per i
supereroi Marvel o anche per altri personaggi bonelliani, che ogni tanto si
incontrano, ma che generalmente conducono vite (e serie) separate.
E` bene notare che in questo caso l'universo narrativo non è lo stesso
degli altri personaggi Bonelli, né è quello della Magic
Patrol: potremmo chiamarlo invece "universo Memoliano", visto che proprio
a questo universo fanno capo tutte le miniserie ed i classici prodotti da
Federico Memola. Per adesso, i legami sono molto esili, in futuro ci
ripromettiamo però di parlarne più diffusamente.
  

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Giacomo Pueroni
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Eccolo qua, uno dei rarissimi autori italiani che si ispirano al tratto francese anziché
a quello americano. Onore al coraggio, visto il trend attuale. Peccato che i risultati non
siano il massimo. Sembra quasi che Pueroni abbia cercato di contenere uno stile umoristico (se
ne notano le potenzialitè in alcune vignette in cui le espressioni grottesche sono
eccellenti), a favore di una maggiore attinenza ai canoni del disegno bonelliano, forse
inadatti al suo stile. Il risultato è abbastanza alterno, tra buon disegno, tratti
sproporzionati e vignette con poca profondità. Da notare come anche il lettering, opera
di Ileana Colombo, sia un po' diverso dai canoni classici, adattandosi perfettamente
allo stile di Pueroni.
  

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In definitiva, un episodio che non si farà ricordare nonostante
eccellenti premesse, collegamenti con la Legione Stellare e il deus ex
machina più apocalittico della storia del fumetto (i protagonisti vengono
salvati dal cattivo di turno grazie all'esplosione della Luna!), soprattutto
per la poca originalità del soggetto.
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