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Sog. e
Sce. Federico Memola
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Una storia di collegamento che ha come scopo principale quello di tirare le fila di molte
vicende rimaste in sospeso precedentemente. Vediamo così il ricongiungimento di
Brent ed Elphin, nonché una stabilizzazione della telenovela sui loro
rapporti sentimentali con Jakara ed Hafgan; tutto ciò unito alla
ricostituzione di un nutrito gruppo di ribelli, alla morte di Belenos (quando c'è
un personaggio simpatico...) e al progressivo indebolimento dell'impero Tarkassiano, minato da
un male ancora misterioso che sta covando in seno.
Mescoliamo il tutto a fuoco lento, infiliamoci un gruppo di cacciatori di draghi ed un
intermezzo che non c'entra niente, ambientato nella classica città maledetta, ed ecco
il risultato: una storia sicuramente interessante, ma sovraccaricata all'inverosimile di
avvenimenti e personaggi.
I dialoghi abbastanza brillanti ed il ritmo serrato riscattano comunque in parte le attese
dell'episodio e la godibilità della storia. Interessante l'utilizzo
massiccio di vignette molto grandi, che danno all'episodio un carattere molto epico.
  

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Stefano Marino
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I disegni sono sufficientemente buoni, e riescono a rendere coinvolgente l'atmosfera narrativa.
Si può muovere però un appunto, riguardo all'utilizzo molto pesante dei retini che,
se in alcune vignette (soprattutto quelle con gli incantesimi) svolgono adeguatamente il loro
compito, in altre (alcuni fondali e personaggi) restituiscono un effetto non troppo
soddisfacente. Inoltre, nelle ultime tavole il retino è del tutto assente o posizionato
forse con poca cura (fretta per rispettare i tempi di consegna?); la cosa si nota.
  
Tra tutte le critiche che si possono muovere nei riguardi di questo episodio,
sicuramente la prima è quella verso la copertina; critica che
ripresenta un annoso problema della testata, e cioè
quello di avere immagini poco evocative nei riguardi dei contenuti.
La tipa in copertina dovrebbe infatti essere Jakara, almeno in relazione
all'episodio narrato, ma, tranne che per il vestito, dove sta la somiglianza?
Una nota si impone inoltre proprio nei confronti di Jakara. Che cosa si intende
esattamente con il termine di "incantatrice"? Appurato che si tratta di una
particolare "specializzazione" in campo magico, non se ne capisce molto di
più. In letteratura, gli incantatori sono quei maghi che fanno grande il
loro potere attraverso l'utilizzo e la creazione di oggetti magici, appunto,
incantati, come ad esempio amuleti, anelli, armi, eccetera. Ammettendo anche che su
Elän un incantatore possa essere una cosa diversa da un creatore di medaglioni
(e fin qui non c'è niente di strano), risulta comunque piuttosto difficile
comprendere appieno la "specializzazione" di Jakara. La abbiamo vista infatti
utilizzare oggetti magici per guarire Elphin (magia da incantatore o da
guaritore), tirare scariche di energia (tipiche di un elementalista), eseguire
incantesimi rivelatori di forze maligne (prerogativa della magia "bianca"),
animare scheletri di draghi (classico compito da necromante, in genere
identificato con la magia "nera"). A guardare bene, inoltre, Jakara non si
è cimentata nell'evocazione di demoni (che su Elän sembrano essere la
stretta prerogativa della magia nera), non tanto perché non ci sarebbe
riuscita, quanto perché "con queste cose non si scherza".
Tutta questa dissertazione giustifica un voto lievemente più basso
del previsto, poiché in una serie fantasy che si rispetti non si
possono e non si devono lasciare appena abbozzati dei particolari che si
rivelano necessari per la raffigurazione di un mondo altrimenti del tutto
alieno agli occhi del lettore.
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