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"I cavalieri del Graal"


Pagine correlate:

Zagor e l'ultima crociata
recensione di Daniele Alfonso

Se un cavaliere in armatura medievale, e armato di spada, vi chiede "Scusi, ha mica visto il Graal?", voi cosa rispondete?


TESTI
Sog. e Sce. Moreno Burattini    

Come nel miglior stile del BVZM, la vicenda prende le mosse dalla realtà storica, e dalle mysteriose leggende che la circondano. In questo caso si parla dei Cavalieri Templari, che, accusati di eresia dal re Filippo il Bello, fecero vela verso una destinazione ignota, portandosi dietro il Graal, di cui erano custodi. L'ipotesi fatta è che si siano recati in America, dalle parti di Darkwood, dove ancora si troverebbe la famosa reliquia. Una storia certamente fantasiosa, ma resa almeno plausibile da tutte le informazioni storiche fornite, sotto forma di numerosi (e istruttive) "lezioni" alla Martin Mystère. Pregevole l'idea di coinvolgere nella narrazione anche George Catlin, il famoso pittore, vissuto proprio ai tempi di Zagor. Sarebbe bello vedere insieme i due personaggi, se non fosse che il "ladro di ombre" di Boselli ruba la scena a Catlin.

"Il soggetto è il vero punto di forza di quest'avventura"
   
Il soggetto è il vero punto di forza di quest'avventura, che, per quanto riguarda la sceneggiatura, non convince appieno. Posso elencare almeno tre punti a sfavore.

Anzitutto, la storia segue uno schema classico, indubbiamente "funzionante" (del resto è ampiamente collaudato), ma poco avvincente. I cattivi sono alla ricerca del Graal, ma per trovarlo hanno bisogno dei buoni: Zagor deve quindi liberare "Beau" Whyndam e Kee-Noah dalle grinfie del perfido Rosencrantz. Una storia di inseguimenti, sparatorie e agguati, che merita la sufficienza perché scritta con mestiere, ma manca di "ispirazione".

Inoltre, ci sono alcuni elementi che rendono la vicenda abbastanza improbabile. Non mi riferisco alla presenza del Bafometto, o al fatto che il Graal si trovi a Darkwood: questi sono elementi fantastici perfettamente accettabili nella storia. Ciò che non convince, ad esempio, è che i Templari per la loro "cerca del Graal" abbiano organizzato una spedizione in massa, e che vadano in giro bardati come guerrieri medievali, mulinando le spade contro i pellerossa della zona: sembra il modo migliore per attirare l'attenzione delle autorità militari di Darkwood. Un secondo elemento che fa storcere il naso è che il castello dei templari si trovi sommerso dalle acque di un lago a forma di croce: una ben strana coincidenza...

Terzo particolare a sfavore: manca un qualsiasi tentativo di caratterizzazione dei personaggi. Si ha l'impressione che Whyndam, Kee-Noah e Bezukoff siano presenti solo perché devono esserci, visto che la storia tira in ballo gli indiani Mandan. Ma se al posto di "Beau" ci fosse stato un John Doe qulsiasi, la storia non sarebbe cambiata di una virgola. Bezukoff, poi, ha una parte quasi insignificante, ma anche lui deve esserci, perché se i lettori vedono Whyndam e non Bezukoff, hanno il diritto di chiedersi "Che fine ha fatto quel grosso russo pelato?", e il meccanismo della storia, purtroppo, si inceppa. Rosencrantz, invece, fa la sua bella figura: un supercattivo classico, ma convincente.

Interessante il finale ambiguo, stavolta in "stile Dylan Dog": Rosencrantz è stato ucciso dal Bafometto oppure no? Se la risposta fosse sì, rimarrebbe qualche dubbio sulla relazione esistente tra una reliquia cristiana e una divinità pagana...



DISEGNI
Gallieno Ferri    

(8k)
Zagor da bambino con la madre,
disegno di Ferri (c) 1998 SBE
   
Come sempre, un buon lavoro di Ferri, che mantiene i suoi elevati standard. Dopo più di un anno di assenza, il creatore grafico di Zagor ritorna contemporaneamente sulla serie regolare e su quella speciale, con due storie di ambientazione molto diversa (questa e "Colpo da maestro", ZG 394/396, appena cominciata). Dobbiamo elogiare ancora una volta la cura dei dettagli, l'espressività dei personaggi, la dinamicità delle scene d'azione, i migliori primi piani di Zagor che si possano fare, eccetera eccetera? In questa storia, Ferri dimostra una volta di più di saper raffigurare qualsiasi tipo di ambientazione, dalla foresta di Darkwood agli angusti corridoi di un castello medievale.



GLOBALE
 

Qualche mese fa è circolata una voce secondo cui una certa "storia sul Graal" doveva essere pubblicata nel primo Zagorone della SBE; voce che è stata poi smentita nel corso della fiera di Lucca del Novembre '97. Niente di male. "I cavalieri del Graal" è una storia interessante, ma non all'altezza di un "evento storico", quale dovrebbe essere il primo Zagorone, che aspettiamo fiduciosi per il quarantennale dello Spirito con la Scure, nel 2001 (ma è solo una speranza).
 

 


 
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