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"Cico agente segreto"


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Se pensate che James Bond sia il miglior agente segreto di tutti i tempi, beh... okay, avete ragione!

Licenza di farsi uccidere
recensione di Daniele Alfonso



TESTI
Sog. e Sce. Moreno Burattini    

Uno dei più grandi misteri che avvolgono il mondo del fumetto, e dell'arte in generale, è racchiuso nell'ingenua domanda "ma gli autori da dove prendono le idee?". Da profano del mestiere dello scrittore, rimango affascinato dall'abilità con cui certi autori riescono a costruire intrecci interessanti, e forse ancora più affascinato da quegli altri autori che riescono ad innescare nel pubblico l'imperscrutabile fenomeno della risata. Sono perciò stupito della prolificità di Burattini, che qui giunge all'onorevole traguardo del suo quattordicesimo albo dedicato al panciuto pard di Zagor, e sono maggiormente stupito perché questo "Cico agente segreto" è perfino migliore di altre avventure cichiane, dimostrando che la vis comica dell'autore, a dispetto del passare degli anni e delle numerosissime situazioni già visitate, non solo non si è inaridita, ma pare addirittura trovare nuovo vigore. Da dove vengano le idee è un mistero... mistero ancora più profondo se si pensa che l'autore deve rimanere legato ad un certo tipo di umorismo, che bandisce molti argomenti da cui si potrebbero trarre spunti di sicura efficacia, ma che sarebbero off topic in un albo di Cico: il sesso, la violenza, la satira più graffiante e salace sono sacrificati a favore di una comicità più viscerale - più ingenua, se vogliamo - fatta di equivoci, "torte in faccia" e giochi di parole.

"Questo albo è perfino migliore di altre avventure cichiane (..)"
   
Nonostante il campo di azione limitato (ma non così tanto limitato, dopotutto la Disney ha prodotto migliaia di storie di questo tenore), l'autore trova comunque il modo di infilare nella storia una certa dose di humor nero (il gas esilarante che provoca fragorose e inopportune risate nei convenuti ad un'orazione funebre), qualche blanda allusione sessuale (i commenti di Cico alla prima notte d'amore di due sfortunati sposini) e una grottesca rappresentazione dei malfamati bassifondi di Baltimora (nella Money Penny Inn, i cui avventori sono una schiera di pendagli da forca dediti all'alcool, al gioco, alla bestemmia, etc. etc). Il tutto sempre in modo molto casto ed innocuo, rispettando l'etica del fumetto all ages.

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La Money Penny Inn
Disegno di Gamba (c) 2000 SBE

Oltre alla consueta dose di equivoci e torte in faccia (un giorno o l'altro dovrò decidermi a fare un conteggio di tutti i pugni, i calci e le botte collezionate da Cico in questi albi!), la storia trae ulteriore motivo di divertimento da una simpatica, ancorché "facile", parodia dell'agente segreto più famoso del mondo, quell'improbabile (ma amatissimo, anche dal sottoscritto) James Bond, con il suo campionario di gingilli tecnologici di ogni tipo.

Dopo un inizio un po' stentato, fatto di un fiacco scambio di freddure tra Cico e Bat Batterton, la storia entra ben presto nel vivo e raggiunge l'apice del divertimento nella citata locanda Money Penny Inn, in cui Cico, tra le spassose imprecazioni dei maleducati clienti ("Bastardo d'una carogna di satanasso!") e le immancabili risse, vaga sperando di individuare un informatore grazie alla frase in codice "Sento odore di marcio", che diviene fonte di divertenti qui pro quo. Impossibile poi non concedersi una risata nell'assistere al brillante scambio di battute tra il messicano e la megera Money Penny che gestisce la locanda. Personalmente, ho anche trovato spiazzante il finale della storia: chissà perché, ero convinto che almeno stavolta Cico avrebbe avuto fortuna e sarebbe riuscito a completare la missione affidatagli, seppure per caso, e invece anche qui gli sganassoni non vengono lesinati...



DISEGNI
Francesco Gamba    

Dice il saggio che nella vita ci sono poche cose certe. Una di queste, probabilmente, è Francesco Gamba: un nome, una garanzia. :-) Chi conosce questo autore e il suo stile, sa che tipo di disegno aspettarsi, e sa anche che troverà esattamente proprio quello che si aspettava.

E' possibile muovere più di una critica ai disegni di Gamba: si può dire che sono eccessivamente semplici, che sono ripetitivi, che sono "fuori moda" e "rigidi" (un insospettabile, di cui taciamo il nome, lo chiamò una volta "Gambadilegno"!)... Ma chiediamoci questo: qual è la caratteristica essenziale che un disegnatore di Cico deve possedere, per poter fare bene il suo lavoro? Naturalmente è la capacità di rispettare la fondamentale caratteristica grafica del personaggio, così come è stato definito da Gallieno Ferri: ovvero, la straordinaria espressività e la mobilità del volto. I disegni di Gamba sono espressivi? Beh, date un'occhiata qua sotto e giudicate voi. A me pare proprio di sì.

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L'espressività di Cico
Disegno di Gamba (c) 2000 SBE



GLOBALE
 

Lunga vita agli speciali di Cico, finché la qualità si mantiene su questi livelli. E gli autori ci hanno mostrato che c'è ancora spazio per qualche miglioramento.
 

 


 
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