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"Cico soldato"


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TESTI
Sog. e Sce. Moreno Burattini    

Quanti autori di fumetti hanno già detto la loro sul tema della vita militare? Così tanti che probabilmente è impossibile contarli (ricordiamo almeno il nostrano Bonvi, con le sue Sturmtruppen). Nonostante questo, Burattini è stato in grado di costruire una storia che, oltre ad essere molto divertente, non sa affatto di déjà vu. Come già in altri albi precedenti della serie, ad esempio "Cico detective" e "Cico galeotto", l'autore riprende e sviluppa alcune idee precedentemente sfruttate da Nolitta: in questo caso Cico torna a vestire la divisa militare, come in "Cico Story" e si occupa anche di consegnare pacchi, come in "American Cico" (indimenticabile lo slogan "comprachetiporto"). Niente di male in tutto ciò: quindici anni fa Nolitta poteva anche permettersi di "bruciare" idee a ripetizione, ma oggi, con la semestralità delle uscite, è comprensibile che Burattini tenda a sfruttare in modo più approfondito ogni trovata.

"(..) una storia che, oltre ad essere molto divertente, non sa affatto di déjà vu (..)"
   
La vicenda ha una costruzione molto vivace, che alterna gag fulminee a complessi meccanismi che si sviluppano in diverse tavole. Ogni tanto si ripresenta il problema della prevedibilità delle battute, ma in misura minore rispetto ad altri albi, come il precedente "Cico archeologo". Eppure, come ho già avuto occasione di dire, anche le gag prevedibili spesso si rivelano comunque esilaranti, come la storia dei "problemi di stomaco" del povero Homerus, a cui viene servito il solito brodino.

Indispensabile, ed immancabile, deuteragonista della situazione è il sergente Muller, archetipo del graduato dispotico, urlatore e manesco, con un perverso senso dell'umorismo di cui a fare le spese è la malcapitata recluta Lopez y Martinez y Gonzales. Muller è un personaggio molto ben riuscito, grazie anche ad un variegato campionario di improbabili esclamazioni di matrice militaresca ("Per le corazze di Roncisvalle!"). Colgo l'occasione per implorare gli autori zagoriani di limitare esclamazioni di queso genere agli speciali di Cico, in cui risultano divertenti, e di bandirle definitivamente dalla serie regolare di Zagor, in cui fanno capolino ogni tanto suscitando infinito sconforto, anziché ilarità.



DISEGNI
Francesco Gamba    

(15k)
Tutto il patriottisimo di Cico in un disegno di Gamba
(c) 1998 SBE
   
Discreti, come sempre, i disegni di Gamba. Di certo non colpiscono per l'originalità, ma hanno il pregio di essere di comprensione immediata, e non costringono a rallentamenti nella lettura.

Oh! Temo di aver già scritto tutto questo nella recensione precedente! Francamente, non è che ci sia molto da dire sui disegni di Gamba, che già non sia stato detto. Constatata la soddisfacente qualità media del lavoro, si può puntare l'indice su qualche difetto qua e là. Ad esempio, uno scadentissimo Zagor a p.26, con una scure davvero mal fatta, e una fondina per la pistola disegnata in modo incomprensibile.

Per pura pignoleria, evidenzio una breve sequenza a mio parere insoddisfacente: a p.9, vignetta 5, qualcuno tira un pasticcino oltre un muro; nella vignetta successiva, Cico fa uno scivolone sul pasticcino. Secondo me, ci sarebbe voluta una vignetta intermedia, dove poter vedere il pasticcino che cadeva a terra, e, magari, anche il piede di Cico che stava per calpestarlo. Questo piccolo difetto della sceneggiatura è imputabile non solo a una costruzione non certo brillante della scena, ma anche alla classica "griglia" bonelliana di 2x3 vignette, che ha i suoi pregi e i suoi difetti, come tutti sappiamo. Un possibile difetto è che tutte le vignette hanno in generale le stesse dimensioni, e quindi la stessa importanza nella narrazione. Forse per questo motivo è stata saltata la vignetta di importanza secondaria in cui il pasticcino doveva cadere a terra. In un fumetto americano, questo particolare avrebbe potuto essere messo in evidenza da una vignettina piccola, in "sovraimpressione" ad una più grande, ad esempio. In un fumetto bonelliano, e soprattutto in una serie classica come Zagor, questo è impossibile, e bisogna arrangiarsi in altro modo.



GLOBALE
 

Una delle migliori prove dell'ormai indivisibile e affiatata coppia Burattini-Gamba. Tuttavia, sono costretto a togliere un punto dal voto globale, per via di un fastidioso particolare: la qualità della carta, stranamente scadente. Data la trasparenza delle pagine, ci si può esercitare a leggere l'albo senza sfogliarlo, e senza avere la vista a raggi-X come Superman (quello di una volta).

Infine, devo esprimere la mia perplessità sulla presentazione dell'albo in seconda di copertina. Brutta no, ma superflua sì. Ho il dubbio che l'unico scopo fosse quello di riempire una pagina altrimenti vuota. Interessante notare che questa presentazione è "firmata" dallo stesso Cico: forse Janine Spengler, dall'Alfacom di Nathan Never, sta facendo scuola?
 

 


 
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