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"La corsa sul fiume"


Pagine correlate:

River Zagor
recensione di Daniele Alfonso

I battellieri della "Rosebud" e della "River Arrow" sono impegnati in una spericolata gara lungo il corso del fiume Sesquehanna, e una sola idea alberga nelle loro menti: la pelliccia o la pellaccia!


TESTI
Sog. e Sce. Moreno Burattini    

La cattiva notizia è che si tratta di una storia di 94 pagine, e cosa ci si può aspettare da una storia così breve? Generalmente non molto, dato che le avventure dello Spirito con la Scure si sviluppano al meglio in almeno due albi della serie regolare. E' anche vero che abbiamo già letto ottime storie brevi, come il precedente Almanacco dell'Avventura, o lo speciale n.9. Proprio per questo ho cominciato la lettura di "La corsa sul fiume" con una certa fiducia, nonostante il titolo banale. Fiducia che, purtroppo, sembra essere tradita già da subito, quando si prospetta una trita rimasticazione del filone "attraversamento di fiume pericoloso, con immancabili rapide", già visto più e più volte. Infatti, l'argomento è proprio questo, ma la storia non è affatto semplice e lineare come si potrebbe pensare, anzi da un certo punto in poi diventa addirittura sorprendente e imprevedibile: entra in scena una tribù di pellerossa della zona e... ma preferisco non rivelare niente, visto che l'albo è uscito da pochi giorni, e qualcuno potrebbe non averlo ancora letto. Basti dire che le idee ci sono, e Burattini si diverte più di una volta a cambiare il corso della storia, per cui, proprio quando si pensa di poter prevedere facilmente il contenuto delle tavole seguenti, accade qualcosa di impensato.

"La cattiva notizia è che è una storia di 94 pagine... la buona notizia è che è una storia di 94 pagine"
   
La buona notizia è che si tratta di una storia di 94 pagine, e questo costringe lo sceneggiatore a sfruttare al meglio tutto lo spazio a disposizione, senza perdersi in chiacchiere. Il risultato è una storia incisiva, veloce (a volte frenetica) e coinvolgente. La sparatoria iniziale, l'attraversamento delle rapide del Runny Creek, l'abbordaggio della Rosebud, il tragico epilogo della vicenda, sono tutte scene ben studiate, e meritano di essere lette lasciandosi trascinare dal ritmo incalzante. Burattini riesce a introdurre un gran numero di personaggi, e a caratterizzarli con la massima accuratezza consentita dall'esiguo numero di tavole a disposizione. Anche i dialoghi sono scorrevoli e naturali, ma mi ha infastidito un'affermazione di Zagor, a p.53: "A me non piace minacciare gli altri... ma mi piace ancora meno vedere tanti che si accaniscono contro uno solo!". Okay, sappiamo che Zagor è un "buono", e che, come anche Mister No, si è sempre rammaricato di dover fare la pelle a qualcuno, ma che ora si dica addirittura dispiaciuto di dover solo puntare la pistola, mi sembra proprio eccessivo! E' ugualmete fastidioso vedere Zagor che spiega a Rochas le regole della loro famosa gara di "pungo in lungo" (c'è forse qualche trapper di Darkwood che non le conosce?), ed è terribile vedere "Doc" che spiega a Zagor la "filosofia" del Rendez-vous dei trapper (come se Zagor non la sapesse meglio di chiunque altro). Questi tediosi dialoghi sono giustificabili col fatto che non tutti i lettori dell'Almanacco dell'Avventura sono necessariamente zagoriani di vecchia data, e quindi hanno il diritto di essere informati. E' un buon motivo... purtroppo. Mi chiedo solo se, invece di forzare i dialoghi, non sarebbe preferibile riprestinare le buone, vecchie didascalie. Chissà?



DISEGNI
Raffaele Della Monica    

(10k)
Scambio di battute tra Cico e il "Reverendo",
disegno di Della Monica (c) 1998 SBE
   
Per questo albo, Della Monica ha usato un segno molto simile a quello del precedente Almanacco dell'Avventura, e certamente più gradevole di quello di "Vampyr" (ZG 397/399), attualmente in corso di pubblicazione sulla serie regolare: i disegni sono qui più luminosi, meno sporchi, a volte un po' meno accurati nei dettagli, ma anche più gradevoli. A parte Zagor, con un volto un po' troppo spigoloso, i numerosi personaggi in gioco sono tutti ben caratterizzati, sia nei volti che nell'abbigliamento, specialmente il cattivo Bridge, e sempre riconoscibili con un colpo d'occhio. L'autore realizza al meglio tutte le numerose scene d'azione del racconto, e i vari paesaggi naturali. Mi lascia un po' perplesso, però, il raduno dei trapper, in cui sembra quasi che gli unici presenti siano i personaggi principali della storia: qualche "comparsa" in più avrebbe trasmesso maggiormente l'idea di gioiosa confusione che dovrebbe caratterizzare ogni rendez-vous.

Al classico disegno "al tratto" (cioé con un contrasto netto fra bianco e nero, eseguito con pennino o pennello), Della Monica affianca, un po' timidamente, alcuni retini e alcune "nuvole" di china spruzzate direttamente sul foglio. L'effetto è pregevole in alcuni casi, fuori luogo in altri, come ad esempio nella prima vignetta (quegli spruzzi di china non si capisce cosa stiano a rappresentare) o alle p.99-100 (la fiancata della Rosebud è scurita con un retino a p.99, ma è chiara a p.100). Diciamo che la tecnica va affinata un po', ma gli esperimenti vanno comunque fatti, e la buona volontà va apprezzata.



GLOBALE
 

Un'ottima variazione sul tema dell'attraversamento di pericolosi corsi d'acqua, già visto molte volte in Zagor. Come sempre, il fumetto è accompagnato da interessanti articoli:

  • Avventura libri rassegna dei volumi di argomento avventuroso pubblicati negli ultimi mesi.
  • Avventura film il feroce Maurizio Colombo mette impietosamente all'indice le insulsaggini che Hollywood continua a propinarci, e non si salva nemmeno Ridley Scott!
  • Ammutinamento! istruttiva rievocazione dei più famosi episodi di rivolta contro l'autorità costituita, dall'ammutinamento del Bounty al caso della corazzata Potemkin.
  • Charlton Heston: la stoffa dell'eroe sincera e condivisibile celebrazione di uno dei più grandi miti del cinema.
  • Dick Fulmine tutto ciò che c'è da sapere sul fumetto incentrato sul pugile italiano degli anni '40.
 
 


 
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