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Zagor
Almanacco dell'Avventura 1997 | ||||
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Sulle Piste del Nord
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( 6 , 6 , 6 ) 2 + 3 | 83% | equiv. 6/7 | |
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Zagor e Tonka, sulle tracce del pericoloso criminale Lew Bradley, soprannominato
"Vento Mortale", lasciano Darkwood e arrivano a Rupert's Land, una zona
del Canada popolata dalla nazione Métis. Ma la caccia all'assassino si rivelerà
più complicata del previsto...
Ehi! Anche la mia pistola è sparita! recensione di Daniele Alfonso |
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Soggetto | 6/7 |
| Mauro Boselli |
La vicenda va ben oltre la semplice "caccia all'assassino": è molto verosimile
e perfettamente coerente con le vicende storiche del popolo dei Métis e della
Rupert's Land. Per una volta, viene chiaramente specificato anche l'anno,
il 1830, e Boselli va fino in fondo: nel 1830 non esistevano ancora le armi
da fuoco a ripetizione e in questa storia tutti usano pistole e fucili
a un colpo, ad avancarica. E quando dico tutti, intendo proprio
tutti, compreso Zagor, che non porta al cinturone la sua solita
Colt, ma un corno da polvere. Complimenti per il realismo storico. Piccolo particolare: Cico non compare neanche in una vignetta. |
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Sceneggiatura | 6/7 |
| Mauro Boselli |
Le vicende dei numerosi personaggi si intrecciano in modo credibile lungo
il filo conduttore che lega Zagor a Bradley, dando vita a una storia
movimentata -a volte cruda- e molto coinvolgente. I dialoghi sono
spesso divertenti e le poche didascalie funzionali, anziché ridondanti.
La sequenza in cui Zagor sorprende Lew Bradley nella vasca da bagno
è da antologia! Peccato per la fine di questo personaggio: meritava di
essere sfruttato ancora.
Unica nota di demerito: mi sembra che ci siano un po' troppi salvataggi in estremis, stile "all'ultimo momento arrivano i nostri". |
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Disegni | 6/7 |
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Raffaele Della Monica | Lo stile asciutto e privo di fronzoli di Della Monica è quanto di meglio si possa desiderare in un fumetto western. Tutti i passaggi sono molto chiari e le scene d'azione particolarmente ben fatte. La cura dedicata all'abbigliamento dei personaggi, alle acconciature e alle armi fa pensare ad una solida documentazione in materia. Peccato che alcune vignette, forse troppe, siano prive di sfondo. |
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Copertina | 2/3 |
| Gallieno Ferri | Ben fatti il paesaggio, la figura di Zagor e i due uomini in lontananza, ma gli indiani sono molto poco curati e sembrano disegnati frettolosamente. |
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Overall | 3/3 |
| Senza dubbio il miglior "fuoriserie" dello Spirito con la Scure. | |
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Oltre il fumetto. .
Come nella tradizione bonelliana, l'Almanacco si apre con le consuete rassegne dedicate al mondo dell'avventura: una sui libri e un'altra, impietosa ma divertente, sui film della passata stagione. Dopo il fumetto troviamo un primo articolo, molto interessante, dedicato alla storia dei Métis, protagonisti della storia recensita (articolo che io consiglio di leggere prima del fumetto), un secondo dedicato al mito di Indiana Jones, ricco di notizie cursiose (compresa un'anticipazione sul futuro quarto capitolo della serie), e un terzo su uno dei personaggi più famosi di Magnus: lo Sconosciuto. In seconda di copertina c'è una breve, ma brillante, presentazione del personaggio di Zagor. |
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