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"Boselli riesce a raggiungere il cuore stesso della narrazione avventurosa"
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L'alchimia funziona, e se in mano ad un autore poco dotato "L'isola dei demoni" sarebbe probabilmente diventata una storiellina banale, Boselli riesce invece a raggiungere il cuore stesso della narrazione avventurosa, e -di conseguenza- anche il cuore di noi "vecchi" zagoriani, da sempre affezionati ad un certo impianto classico nel modo di fare fumetto che forse oggi alcuni lettori più "moderni" trovano un po' fuori moda, ma che invece, diciamolo, funziona sempre. Chi pensa che Zagor sia un fumetto fuori moda (ma che idee!) si ricrederà dando un'occhiata meno che superficiale alla sceneggiatura, in cui si trovano alcune soluzioni particolarmente inusuali. Osserviamo, ad esempio, la tavola di pag.83, il cui layout è una griglia regolare di 3x3 vignette, tutte con la stessa inquadratura, a parte un ribaltamento di angolazione tra la prima e la seconda striscia. Da notare anche la sequenza in flashback di p.116-119: quasi tre tavole intere senza una sola parola, a parte la pagina di un diario che però è in inglese e di cui non è fornita la traduzione, confidando, una volta tanto, che i lettori siano abbastanza colti da sapere il significato della parola "mutiny", o che almeno abbiano la voglia di alzare il posteriore per prendere in mano un vocabolario.
Ciò che è più importante è che, tra misteri, azione pura e alcuni momenti di umorismo, la storia scorre piacevolmente per tutte le 110 tavole, e vediamo in scena uno Zagor ottimamente caratterizzato. Lo Spirito con la Scure di questa storia è quasi lo stesso delineato da Nolitta per la bellissima "Il sigillo dell'imperatore" (ZG 157/161), e quindi un po' "cotto" della bellissima Virginia. Dico "quasi" solo perché Nolitta a quel tempo aveva un po' esagerato, rischiando di trasformare Zagor in Mister No; Boselli invece mette qualche freno al personaggio, che si dimostra sì interessato a Virginia (e vorremmo ben vedere!), ma non fino al punto di pomiciare in pubblico. Nel resto della storia lo Spirito con la Scure ricopre ottimamente il suo ruolo di eroe, dimostrando sia le sue eccellenti doti fisiche, sia l'intelligenza necessaria a smascherare la messinscena organizzata da Rasmussen. Insomma, un ottimo Zagor, abbastanza diverso dal personaggio un po' opaco che abbiamo trovato nella recente "Il ritorno di Cain" (ZG 420/422)
L'unico particolare che non ho gradito di "L'isola dei demoni" è la superflua vena ecologista, del tutto inattesa da un'autore come Boselli, che non indulge mai nel politically correct gratuito. Passi pure la morale sulla strage delle foche, ma dopo quarant'anni di avventure zagoriane speravo proprio di essermi salvato dagli ammonimenti sulla caccia alle balene. Povero Fishleg e poveri marinai della gloriosa Golden Baby, questa non ve la meritavate!
  

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Mauro Laurenti
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Una bellissima Virginia,
disegno di Laurenti (c) 2000 SBE
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Bravo Laurenti in linea di massima. E' sempre molto azzeccata la sua interpretazione di Zagor, di cui realizza degli ottimi primi piani, come ad esempio la terza vignetta di pagina 102, per non parlare dell'eccezionale abilità nella raffigurazione delle donne, sempre bellissime e sensuali (date un'occhiata a Virginia, qui a fianco!).
Purtroppo di quando in quando l'autore scade in una raffigurazione troppo frettolosa e imprecisa: per esempio è alquanto brutto il nostro Zagor a pag.129. Laurenti, però, si riscatta in pieno nella bella sequenza di pag.116-119, in cui pare quasi di vedere il tocco del bravo Giorgio Trevisan, e questo vuole essere un gran bel complimento.
  
Da un po' di tempo a questa parte, i fuoriserie di Zagor non deludono mai, e "L'isola dei demoni" rispetta quella che sembra essere ormai diventata una regola. Ottima ed interessante, come sempre, tutta la parte redazionale che accompagna il fumetto.
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