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| Destinazione Africa!
Quindici
uomini. . . senza la cassa del morto
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A distanza di un paio d'anni dall'ultimo viaggio di Zagor, la scorribanda scozzese, riecco lo Spirito con la Scure alle prese con le insidie di una nuova trasferta. La storia è un lungo preludio allo sbarco dell'eroe in terra d'Africa. Burattini prepara molto bene il terreno. Nel nuovo continente ci si arriva molto gradatamente. Cominciamo dal ritorno di Digging Bill, a caccia dell'ennesimo tesoro mentre, nel frattempo, Zagor e Cico giungono in Louisiana, dove subito tornano alla mente gli avvenimenti della storia Vendetta Vudu" (ZG 366/367). Prende il via così una vicenda che sarà un turbillon di avventura, azione, romanticismo... il tutto, sapientemente mescolato dall'autore toscano. Numerosi sono i momenti in cui vengono narrate vicende passate, ma sempre ben distribuite all'interno di una storia lunga ben tre albi.
I personaggi in ballo sono molti. Ritroviamo vecchi amici come Digging Bill, John Connor ed Jacques Lasalle (vedi sempre la storia "Vendetta Vudu"), e facciamo la conoscenza di nuovi personaggi, quali il temuto pirata Jean Lafitte e la bellissima figlia Denise. Se poi mettiamo che sui protagonisti aleggia l'inquietante figura di Marie Laveau, ne viene fuori un'avventura densa di avvenimenti (scazzottate, scenate d'amore, bombardamenti), mai noiosa. Il plot di base, la caccia al tesoro, non è di certo originalissimo (ecco il perchè della valutazione un po' più bassa per il soggetto); resta il fatto, comunque, che Burattini riesce a costruirgli intorno una trama di buona fattura. Un po' prevedibile è il finale, con l'ennesimo tesoro che Digging Bill si vede sfuggire, ma per il resto davvero una gran bella storia, a conferma dell'ottimo stato di salute che gode la testata creata da Guido Nolitta.
Più passano le storie (questa è la quarta), più Chiarolla si impadronisce di Zagor e delle atmosfere delle sue avventure. Un poco più impacciato con la figura di Cico, ma basta vedere gli splendidi ritratti della bella Denise (in numerosi primi piani del volto) a far passare il tutto in secondo piano. I personaggi sprizzano dinamicità ed espressività da tutti i pori; il tratto denso di chiaroscuri, in alcuni casi è graffiante, tanto da dare l'impressione che l'autore realizzi delle vere e proprie tele e non delle tavole a fumetti. Il suo stile pittorico trasforma ogni vignetta in un'illustrazione. Inoltre, si muove con notevole buona disinvoltura su tutti i terreni. In questa storia passa dalle zone urbane della Luisiana, alla foresta africana; dal dedalo di canali del Mississippi, alle palafitte della laguna di Barataria; il tutto senza dare l'impressione di preferire un luogo più che un altro. E quest'estate potremo leggere altre due storie da lui disegnate per il primo MaxiZagor. Nel complesso davvero una bella avventura. Il duo Burattini & Chiarolla sembra essere davvero ben affiatato. L'autore toscano, ormai, realizza storie che calzano alla perfezione sullo stile grafico di Chiarolla. Per quanto riguarda le copertine, niente di nuovo. La cover dello sbarco
in Africa è forse la migliore delle tre, ma mi aspettavo di più
per celebrare al meglio l'arrivo in un continente come quello Africano. |
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