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Cico e Kirk, da ZG N.10
Disegno di Ferri, (c) 1963-1999 SBE
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Bob non si può dire nemmeno un campione di simpatia, visto come apostrofa in malo modo il povero Cico, che per di più scalza dall'abituale ruolo di spalla dell'eroe di Darkwood. Sembra quasi di tornare indietro nel tempo di circa quarant'anni, quando G.L. Bonelli forniva a Zagor alleati più validi -e più antipatici!- di Cico. Gli zagoriani più affezionati ricorderanno, ad esempio, il rude Kirk, che maltrattava il pancione messicano in "Il piccolo popolo" (ZG 9/10, di G.L.Bonelli/Ferri), di cui qui a fianco vedete un'esemplare vignetta.
Qualche difetto si riscontra anche nella sceneggiatura, in cui alcuni passaggi sono realizzati in modo troppo forzato. Un esempio è a p.58-59 del N.409: Zagor ha appena deciso di incontrare una delegazione Creek, quando questi si presentano improvvisamente allo Spirito con la Scure. La spiegazione di Bob non convince molto: "Sapevo che avresti voluto parlare con loro, così ho organizzato l'incontro prima di venirti a trovare!".
Insomma, la storia non è certo priva di difetti, tuttavia bisogna riconoscere a Colombo il merito di una scrittura spesso agile e frizzante, ricca di battute divertenti e di situazioni inedite e "a effetto", che -anche se lontane dalla "classicità" zagoriana (i modelli western di Colombo devono essere piuttosto diversi da quelli di Nolitta)- rendono la lettura piacevole. Interessante, ad esempio, il prologo della storia, che riesce a conciliare ottimamente l'azione con il character building. Memorabile anche il gestore del saloon che, per fermare una scazzottata che gli stava mandando a pezzi il locale, minaccia il suicidio!
  

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Maurizio Dotti
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Bob il Guercio. Disegno di Dotti, (c) 1999 SBE
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Maurizio Dotti, qui alla sua seconda esperienza per lo Spirito con la Scure, e alla prima sulla serie regolare dopo ZG sp9, fornisce una prova adeguata, anche se non brillante. Il suo west, sporco e polveroso, si adatta bene ai testi di Colombo... ma non tanto bene al gusto del sottoscritto: troppo distorte certe anatomie, troppo dissimili i volti di alcuni personaggi da una pagina all'altra, troppo spigolosa la mascella di Zagor, troppo repentini e ingiustificati alcuni cambi di inquadratura. Nel complesso, però, il giudizio non può essere negativo, e alcune tavole, come ad esempio i duelli sotto la pioggia a Badwater, sono innegabilmente realizzate con grande cura.
  
L'accoppiata Colombo/Dotti non fa scintille, ma si difende sufficientemente bene, pur non riuscendo a sollevare la media di un'annata Zagoriana un po' opaca. Riponiamo molta fiducia nell'avventura successiva, "Fratelli di sangue" (ZG 411/414), realizzata dal duo Boselli/Marcello, che riesce ad essere presente in contemporanea sia su Zagor che su Tex!
Un'ultima annotazione è d'obbligo: Nolitta è tornato ai testi, ma non su Zagor, bensì sulle pagine del ranger bonelliano. Ah, invidia!
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