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L'unica pecca riguarda il soggetto che ha una base (la guerra senza tempo
tra Mu ed Atlantide) che non è delle più
originali, visto che utilizza temi ormai radicati in tutto l'universo
bonelliano e soprattutto in Martin Mystère.
A parte questo, i vari colpi di scena sono ben orchestrati dall'autore toscano,
soprattutto in fase di sceneggiatura, seminando indizi che non lasciano
trapelare la realtà, che diventa ovvia solo al momento della loro risoluzione.
"Burattini ha sceneggiato la storia intrecciando diversi piani
temporali"
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Burattini ha sceneggiato la storia intrecciando diversi piani
temporali (quattro per l'esattezza): la storia dell'Unicorno (passato prossimo),
il passato di Weiss e Van Dicke (passato recente), il presente e la guerra
tra Mu e Atlantide (passato remoto), senza mai stancare o confondere il lettore.
Pochi sono i cali di tensione nella storia, colmati da passaggi in cui ci viene
raccontato il passato.
Il finale, poi, ci mostra uno Zagor cinico come non mai, quando decide di
far saltare in aria la Santa Barbara della Unicorno senza pensarci su due volte,
per evitare la diffusione del contagio dovuto all'innesco delle "armi fatali",
pur sapendo di uccidere decine di persone, anche se delinquenti, ma comunque
esseri umani.
Piccolo appunto. All'inizio della storia manca un preciso riferimento alla
storia precedente. Zagor e Cico, nella loro prima apparizione, ricordano
l'avventura a Port Whale, albi n.386/388,
senza minimamente ricordare la parentesi in Scozia,
albi n.389/391. Ultimamente, eravamo stati abituati ad una continuity più
ferrea.
  

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Alessandro Chiarolla
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Terzo appuntamento sulle pagine di Zagor per Alessandro Chiarolla.
Giunto a Zagor passando per Martin Mystère, ha cercato nella sua prima
storia, "Le sette città di Cibola" (albi n.355/357), di attenersi molto ai canoni fissati dal disegno classico di
Gallieno Ferri. Con la storia successiva, "La terra dei Cherokee" (albi n.372/373),
ha cominciato a realizzare il
personaggio in maniera molto più personale. Con questa storia, si può
dire che ha completatato questa sua "maturazione" appropriandosi a pieno
delle caratteristiche fondamentali di Zagor e del suo mondo, senza però
dimenticarsi di realizzare il tutto con uno stile proprio.
"Con questa storia, si può
dire che Chiarolla ha completatato la sua 'maturazione'"
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Chiarolla dimostra una capacità incredibile di rendere al massimo la dinamicità
di scene di azione; notevole è anche l'espressività dei volti dei vari personaggi, vedi ad esempio p.22
dell'albo n.394, dove ci regala un primo piano di Zagor estremamente cattivo. Forse
la vignetta farà storcere il naso ai "puristi" amanti dello Zagor buono in
qualsiasi occasione, ma in questo caso, il risentimento che Zagor mostra nei
confronti, della apparentemente, dolce e indifesa Miss Adah, non può essere
raffigurato diversamente.
Per chiudere vorrei porre un'ipotetica domanda al curatore di Zagor, Mauro Boselli:
perchè non affidare una storia avente proptagonista un giovane Zagor, alla
matita di Chiarolla? A me sembra molto adatto ad una storia del genere, basta
sfogliare, anche velocemente, quest'ultima storia realizzata. Un esempio per tutti
è la vignetta realizzata a p.7 dell'albo n.393.
  
Nel complesso risulta una storia molto ben riuscita. Nota dolente le cover (tre) di Ferri.
Non rimarranno di certo negli annali, tutte e tre abbastanza anonime. Forse la prima potrebbe
essere considerata la migliore se non fosse per un evidente errore di anatomia sulla figura di Zagor
(il sedere inesistente).
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