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"Il terrore dal mare"


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recensione di Daniele Alfonso

Port Whale è invasa da uomini-merluzzo, calamari giganti si aggirano per il Mar dei Sargassi... ci penserà Zagor, armato di lanciafiamme, a fare una bella grigliata mista!



TESTI
Sog. e Sce. Mauro Boselli    

Come nello stile di Boselli, si entra subito nel vivo della storia. Un prologo di 24 pagine, ambientato addirittura nell'Africa Nera, introduce i personaggi di Andrew Cain e Ben Yussur, impegnati nella classica operazione recupero-bella-figliola-in-pericolo: scena non originale, ma certamente ben fatta. Spese le meritate lacrimucce sul defunto Tuareg (in questa storia c'era un eroe di troppo), si passa a Darkwood, dove Cico sogna Ramath (di nuovo? Sì, di nuovo!), e gli eroi partono per Port Whale. Da qui in poi, e per tutto il primo albo, i dialoghi fra i personaggi sono ad un livello di eccellenza che probabilmente non era più stato raggiunto dai tempi di "L'esploratore scomparso". Cico è sfruttato ottimamente, nonostante non abbia un ruolo molto importante nella vicenda: le sue battute sono divertenti, quando devono esserlo, e i dialoghi con Zagor molto brillanti.

L'incontro/scontro di Zagor e Cain è spettacolare: una lunga scazzottata, con alcuni tocchi in stile "cappa e spada", condita da ottimi scambi di battute. Inutile dire che le migliori amicizie sono quelle che hanno un inizio burrascoso: l'eroe di Darkwood e il fanatico (a fin di bene) Cain si ritrovano alleati nel primo scontro con Wolfingham (personaggio un po' poco alla moda... il fatto che assomigli a Vincent Price la dice lunga) e coi suoi uomini-pesce, il cui puzzo avvolge la (ex)ridente cittadina di Port Whale.

E' solo a metà del secondo albo che finalmente, dopo tanta azione, ci si concede una pausa: gli eroi si siedono attorno ad un tavolo e preparano un piano ("Che facciamo?" "Li ammazziamo tutti!" "Okay, affare fatto!").

Il secondo scontro col barone W. è breve ma intenso, e si conclude con un bellissimo tuffo dalla scogliera e l'intervento, a colpi di cannone, del governo USA in persona: ed ecco ritornare gli agenti della "castelliana" Altrove, che tentano di dare una spiegazione alle mutazioni (ma c'era bisogno di tirare in ballo la genetica? Avrei creduto di più alla magia!) e consegnano ai nostri un po' di armi futuristiche per affrontare i cattivi. Problema: da dove arrivano queste armi? Residuati atlantidei? Prototipi sviluppati dal governo? Mah... in fondo non è importante.

E si arriva così al terzo e ultimo albo: il peggiore, purtroppo; non scadente, ma di qualità inferiore ai precedenti. Azione: ottima e superabbondante. Dialoghi: spesso pesanti e infarciti di retorica (cito solo una frase di Fishleg: "I marinari più pazzi, generosi e coraggiosi del mondo... e si sono imbarcati tutti sulla mia nave! Mi domando il perchè!" - Risposta di Zagor: "Forse perchè hanno il capitano migliore del mondo, Fishleg." - Commento del lettore: "Ugh! Che melensaggini!")

In conclusione, la storia è sicuramente avvincente, tenebrosa quanto basta, ben strutturata, con parecchi personaggi in azione (un po' trascurata la povera Virginia, che fa la parte della bella-figliola-in-pericolo n.2). Se tutti i dialoghi fossero stati al livello di quelli del primo albo, si poteva dare anche 7/7.



DISEGNI
Stefano Andreucci    

Notevoli disegni di Andreucci, che si dimostra egualmente abile nel disegnare gli ambienti esterni e interni, nel caratterizzare i volti dei personaggi, e nel raffigurare con il dovuto dinamismo le scene d'azione.

Alcuni particolari, fra i tanti, vanno segnalati:

  • L'ottima rappresentazione del tempio del Dio Oscuro nella città di Kush
  • Le inusuali inquadrature dall'alto e dal basso, ad esempio quando Zagor e Cico camminano sul ciglio della scogliera, e poi quando entrano nella locanda
  • La spettacolare scazzottata tra Zagor e Cain
  • Le notevoli inquadrature dei moli di Port Whale in sfacelo, e della città avvolta dalla fiamme
  • Il tuffo dalla scogliera di Wolfingham (da far invidia a Johnny Weissmuller!)
  • La nebbia sul Mar dei Sargassi: l'atmosfera opprimente del luogo è resa molto bene
Nei tre albi, ci sono varie vignette di dimensioni 2x2: tutte ottimamente realizzate, e che meritano di essere osservate con attenzione. Generalmente si tratta di paesaggi o comunque di immagini che presentano un luogo, ma nell'ultimo albo due vignette "giganti" sono dedicate alla battaglia col Kraken. Molto bella la prima, in cui si vede il Kraken che assale un vecchio galeone spagnolo, un po' meno bella la seconda, che mostra i tentacoli del mostro che scattano verso l'alto, circondando la Golden Baby: in questo caso, l'immagine sembra un po' indistinta, forse per voler dare l'idea del movimento.

Nel layout delle pagine, prevale il classico schema bonelliano a 6 vignette su tre righe, ma sono numerosissime le vignette a larghezza doppia, che danno una gradevole caratteristica "cinematografica" alla scena.

Wolfingham (14k) Cain (12k)

Il barone Wolfingham e Andrew Cain, di Andreucci (C) 1997 SBE



GLOBALE
 

Una storia decisamente buona: intrigante, ottimamente disegnata e importante per la continuity zagoriana. In pratica, da non perdere.

Buone le copertine di Ferri: soprattutto la prima, dettagliata e ben colorata. La seconda ha un'ottima impostazione, ma lo sfondo è troppo scarno, e si basa sulla sola colorazione del cielo.
 

 


 
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