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Zagor n.376 (Zenith n.427)
" Ombre su Darkwood "
(1k)
( 3 , 3 , 5 ) 3 + 1
48% equiv.
4/7
Prima parte. Vedere anche la Scheda della Storia nell'uBC Database.


Mentre lo scrittore Edgar Allan Poe intrattiene gli avventori di una taverna di New York con uno dei suoi racconti, su un astronave persa nello spazio Wendigo si appresta a resuscitare un misterioso personaggio. Nel frattempo, Zagor e Cico, ormai giunti a Darkwood, devono fare i conti con un vecchio nemico e le sue mostruose creature...

Casa, dolce casa
recensione di Daniele Alfonso
Zagor



Soggetto
(1k)
3/7
Mauro Boselli Questa sarebbe stata un'ottima storia, se solo fosse uscita nel 1960. Oggi, invece, tutto appare decisamente stantio e demodé, a cominciare dal "Re delle Aquile", Ben Stevens, che in passato era stato un ottimo personaggio, e che ora è costretto negli angusti limiti dello stereotipo del classico supercattivo sadico e sghignazzante, con velleità di conquista del pianeta (e maschera da gallinaccio, come dice Doc). Se ci fossero idee da criticare, le criticherei, ma vista la quasi totale assenza di spunti con almeno qualche parvenza di originalità, non so proprio che cosa dire.

Il mio primo impulso è stato quello di assegnare un voto di 1/7 (più o meno equivalente a "disgustorama disgustomatico"), ma ho preferito largheggiare un po', per due motivi. Primo, perché l'idea di inserire Edgar Allan Poe fra i personaggi mi sembra molto interessante, e prelude a qualcosa di veramente buono. Secondo, perché questo è solo il prologo di una lunga saga che proseguirà ancora per diversi mesi e che si annuncia ricca di sorprese. Diamo fiducia.

Sceneggiatura
(1k)
3/7
Mauro Boselli Viste le ben note capacità di Boselli, sono rimasto piuttosto deluso. Le situazioni sono ben presentate e la vicenda ha il giusto ritmo, ma i dialoghi sono decisamente deboli e per niente credibili, a cominciare da Zagor e Cico, che rievocano le recenti avventure per motivi non ben chiari, ai centauri che vanno alla carica gridando "Morte a Zagor!" (Wow! Che battuta grandiosa!), a Ben Stevens, che pronuncia frasi da antologia tipo "Sono tornato a vivere per la tua dannazione!" oppure "A me, mie creature, aiutate il vostro padrone!" (leggermente barocco, non vi pare?).

Assolutamente assurda, poi, la scena in cui un centauro si ribella a Stevens e lo uccide; motivo: "è stato il colpo di scure di Tonka a farmi rinsavire"; e basta questo per annullare gli effeti di un'operazione chirurgica sui lobi frontali? Mah! E cosa dire, poi, di Liya, che viene rapita da Wendigo per aver superato i confini della terra Wakan? Benedetta, ragazza! Non poteva fare un po' di attenzione?

Alla fin fine, la cosa migliore di tutto il fumetto sono le battute sul contrariese di Heyoka e le tavole dedicate a Edgar Allan Poe, che propongono anche brani dalle opere del famoso scrittore.

Da notare l'enigmatica frase pronunciata da Poe nella penultima vignetta: "Vado... ad Altrove!". Se volete saperne di più andate in Via Buonarroti.

Disegni
(1k)
5/7
Gallieno Ferri Ferri fa il suo lavoro con la consueta abilità, anche se sembra che qualcuno abbia voluto risparmiare sull'inchiostro di alcune tavole, che appaiono un po' sbiadite.

Un particolare negativo: mi trovo decisamente d'accordo con Doc: Stevens sembra proprio un tacchino!

Copertina
(1k)
3/3
Gallieno Ferri Indubbiamente terrificante, anche se non capisco perché Zagor e Cico guardino in due direzioni diverse.

Overall
(1k)
1/3
Deludente prologo per la nuova saga dello Spirito con la Scure che ci accompagnerà per i prossimi mesi, segnando il ritorno del famigerato Hellingen (e se anche stavolta ci mettono in mezzo Perry e La Plume mi arrabbio). Spero ardentemente che in futuro le cose migliorino.

Merita la lettura, come sempre del resto, la rubrica della posta, in cui Sergio Bonelli dice la sua sulla violenza nei fumetti. Come si fa a non dargli ragione?

Piccola segnalazione, infine, per il cambiamento di veste grafica nella pubblicità al prossimo numero. Non capisco il motivo del colore giallo, che tendenzialmente dovrebbe essere quello di Nick Raider. Perché non hanno usato il verde?



Edgar Allan Poe, chi era costui?
(1k)

I riferimenti alla vita e alle opere di Edgar Allan Poe contenuti nel fumetto potrebbero risultare un po' oscuri. A vostro (e mio) beneficio, ho fatto una piccola ricerca sulle vicissitudini del famoso scrittore.

Edgar Poe nasce a Boston il 19 Gennaio 1809. In seguito alla morte della madre e alla sparizione del padre, viene accolto, ma non adottato, dalla famiglia del ricco zio John Allan; assume quindi il nome di Edgar Allan Poe. Dopo aver condotto i suoi studi in Inghilterra, nel 1826 si iscrive all'università della Virginia, dalla quale viene cacciato per via della sua condotta dissoluta. In quegli anni, comincia a pubblicare alcuni poemi. Nel 1830 entra nell'accademia militare di West Point, dalla quale viene poi espulso. Nel 1833 vince un premio per il racconto Message Found in a Bottle e inizia un'intensa attività giornalistica a Richmond, New York e Filadelfia. Nel frattempo, pubblica The Fall of the House of Usher e The Narrative of Arthur Gordon Pym, e sposa la cugina quattordicenne Virginia Clemm. Nel 1840 esce la sua prima raccolta di racconti, Tales of Grotesque and Arabesque, e di seguito The Murders in the Rue Morgue, che si può considerare come il capostipite del genere poliziesco. Tra il 1842 e il 1843, nonstante le precarie condizioni di salute della moglie e l'abuso di alcol, pubblica alcuni dei suoi racconti più famosi, come The Pit and the Pendulum, The Oval Portrait e The Black Cat. Raggiunge il successo nel 1845, anno in cui pubblica la sua più famosa poesia, The Raven. Nel 1847 muore la moglie Virginia, e per Poe inizia un periodo di prostrazione. Pubblica il saggio The Rational of Verse e tiene una celebre conferenza su The Poetic Principle. Nel 1849 viene trovato in stato di incoscienza presso un seggio elettorale a Baltimora; ricoverato, muore in ospedale il 7 Ottobre.

Il suo lavoro ottiene maggiore celebrità dopo il 1852, grazie all'interessamento di Baudelaire. Oggi Poe è ricordato principalmente come inventore del genere letterario cosiddetto del terrore.


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