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Storia di Betty Wilding, La

il passato della madre di Zagor
Scheda di  |   | zagor/


Storia di Betty Wilding, La
Zagor Gigante 3


uBCode: ubcdbIT-ZG-g3

Storia di Betty Wilding, La
- Trama

Due uomini e una donna, braccati da feroci indiani Cayuga, sono diretti alla capanna di Clear Water dove Zagor è cresciuto con i suoi genitori, alla ricerca di una donna che lasciò l'Irlanda decenni prima. Per lo Spirito con la Scure è l'occasione di scoprire la storia di sua madre, Betty Wilding.

Valutazione

ideazione/soggetto
 5/7 
sceneggiatura/dialoghi
 5/7 
disegni/colori/lettering
 3/7 
 61
data pubblicazione 30 Mag 2013
testi (soggetto e sceneg.) di ubcdbMoreno Burattini
disegni (matite e chine) di ubcdbGallieno Ferri
copertine
Zagor Gigante 3<br>copertina di Gallieno Ferri<br><i>(c) 2013 Sergio Bonelli Editore</i>

Annotazioni

La commozione contrastata

E' uno Zagor profondamente umano quello protagonista del suo terzo albo gigante, in cui va alla scoperta delle radici della propria madre, Betty, attraversando anche le indelebili cicatrici del suo imprinting di eroe, legate alla tragica morte dei genitori nella capanna di Clear Water e a tutto quello che ne è seguito.

La sceneggiatura di Moreno Burattini è attenta al tumulto interiore vissuto da Zagor, sottolineato in varie sfumature (la commozione, il turbamento, gli scatti di nervosismo, l'impazienza) inserite con delicato equilibrio e senza la pretesa di trasformare lo Spirito con la Scure, tutto d'un tratto, in un "supereroe con superproblemi". In particolare è sorprendente la sequenza di apertura, con l'impossibile e surreale incontro tra Zagor e il tenente Mike Wilding, suo padre, nel luogo da cui sarebbe partita una serie di eventi che, anni dopo, avrebbero spazzato via l'infanzia felice del figlioletto Patrick Wilding, colui che un giorno sarebbe diventato lo Spirito con la Scure.

Uno Zagor coinvolto così personalmente e vivido è già di per sé un grande elemento di interesse, più che sufficiente per reggere una storia che alterna la trama avventurosa, essenzialmente funzionale e di servizio (gli scontri con gli indiani, i lupi e i contrabbandieri di armi e whisky), con la graduale scoperta delle origini della benestante e ribelle Betty Spencer e delle sue vicissitudini in Irlanda e in America, al fianco della giovane compatriota Lizzy Burton, di umili origini.

Il colpo di scena finale, tuttavia, anziché suscitare un plauso per l'inatteso cambio di prospettiva (la madre di Zagor è in realtà la giovane Lizzy, a differenza di quello che la situazione faceva credere), rende forzata l'impalcatura dell'episodio, dandole una tonalità cervellotica di mortimeriana memoria di cui non si avvertiva la necessità, considerato il tasso emozionale del racconto.

La commozione e il contrasto interiore sperimentati da Zagor nell'episodio sono gli stessi che si provano, in prima persona, di fronte alle tavole di Gallieno Ferri. E' dura e triste dover constatare che l'opportunità per il papà grafico dello Spirito con la Scure di illustrare un albo in formato gigante, invocata dai lettori da almeno un ventennio, è purtroppo arrivata soltanto adesso, con il periodo di splendore ormai alle spalle.

Note

  • La donna a cui fa riferimento il titolo è naturalmente la madre di Zagor, del cui passato in precedenza non era mai stato rivelato nulla, origini irlandesi a parte.
  • Per la quasi totalità dell'episodio si è portati a credere che la madre di Zagor sia Elizabeth Spencer, detta Betty, la benestante e ribelle irlandese scappata dal ricco, potente e dispotico padre, Liam Spencer, di cui è l'unica figlia. Il colpo di scena finale svela invece che la madre di Zagor era in realtà Lizzy Burton, giovane ragazzina di umili origini conosciuta da Betty sulla nave che ha portato entrambe in America, e di cui si è occupata negli anni successivi a Boston. Per la riconoscenza, in procinto di partire per le regioni interne con il futuro marito Mike Wilding, Lizzy accetta di scambiare il proprio cognome (Lizzy è un altro diminutivo di Elizabeth) con quello di Betty, per aiutare quest'ultima, rimasta a Boston, a far perdere le proprie tracce.
  • Pag.5-25, sorprendente e surreale incipit, con Zagor che si trova a Silver Lake nel momento in cui il padre, tenente Mike Wilding dell'esercito americano, sta per ordinare l'attacco di una pacifica tribù di indiani Abenaki. Zagor, dopo essersi presentato come il figlio proveniente dal futuro, cerca inutilmente di convincerlo a non ordinare l'attacco, per poi essere attaccato e ferito gravemente dai soldati. Naturalmente si tratta soltanto un sogno, o meglio di un incubo dello Spirito con la Scure. Quell'attacco si sarebbe risolto in un eccidio che avrebbe portato alla radiazione di Mike Wilding dall'esercito, a una vita di sensi di colpa e alla vendetta del predicatore Salomon Kinsky, condizionando l'intera giovinezza del figlio Patrick Wilding e il suo futuro desiderio di giustizia nei panni dello Spirito con la Scure (n.55-56 e n.400).
  • Pag.121, la frase "Sono io che devo chiedere scusa a te, amico mio" avrebbe avuto maggior senso se pronunciata da Zagor anziché Cico (vedere il dialogo): probabilmente è stata sbagliata la direzione del balloon.
  • Pag.130-131, Lone Wolf, braccio destro del contrabbandiere Cassell, dice di avere combattuto in passato al fianco del condottiero Kaimakan, sconfitto da Zagor nel Maxi n.8.
  • Pag.168, è presente una citazione che è al tempo stesso un indizio rivelatore della vera identità della madre di Zagor. In un flashback ambientato nella loro abitazione di Boston, infatti, Betty Spencer, "madre" di Zagor sino a quel momento per il lettore, regala alla più giovane Lizzy Burton una copia del libro Robinson Crusoe. Un romanzo che Zagor, educato dalla madre nell'infanzia a Clear Water, ne Il ritorno di Hellingen (n.278, pag.86-87) dimostrava di conoscere molto bene, suscitando la sorpresa del suo storico nemico.
  • Pag.207, ritorno di Carpenter e del variegato equipaggio della sua chiatta, incontrati per la prima volta nell'Almanacco Avventura 1999.

Incongruenze

  • La rivelazione finale dello scambio di identità tra le due Elizabeth (la benestante Betty e la povera Lizzy) fa apparire forzata l'impalcatura dell'episodio, e cioé che l'anziana "Lizzy Burton" (alias Elizabeth Spencer), dopo aver ricevuto la visita di Angus e Dwight, suoi nipoti alla lontana che stanno cercando "Betty Spencer" (cioé lei stessa, a loro insaputa), abbia indirizzato i due cugini sulle tracce di "Betty" a Clear Water, di cui non aveva più avuto notizie, anziché depistare i due (e continuare a sfuggire alle ricerche del padre che, decenni prima, ne era convinta, avrebbe fatto di tutto per riaverla con sé in Irlanda) o rivelarsi (in fondo non li ritiene pericolosi, non si sente più a rischio di rapimento dopo tutto quel tempo e non dubita che la ricerca sia ripartita solo perché il padre è in punto di morte). Stride, in particolare, il fatto che "Lizzy" non si sia messa nei panni di "Betty" che, fosse stata ancora viva (e "Lizzy" non lo escludeva a priori, dato che si era premurata, con la presenza di sua figlia e delle lettere, che "Betty" ricevesse rassicurazioni sull'autenticità della storia dei cugini), sarebbe stata quantomeno perplessa vedendosi arrivare della gente che l'avrebbe creduta la Spencer, addirittura grazie alle istruzioni della sua vecchia amica. Per di più, "Betty" avrebbe ragionevolmente finito con il dover rivelare il reciproco segreto senza sapere cosa aveva in testa "Lizzy". A questo proposito, non convince che "Lizzy", pur non sentendosi più in pericolo, abbia mantenuto il segreto della propria identità con la figlia Aurora anche dopo la visita di Angus e Dwight: essendosi unita alla ricerca, Aurora sarebbe stata il tramite ideale tra "Lizzy" e "Betty" all'insaputa dei due cugini.
  • L'iniziativa di far partecipare Aurora alla ricerca risulta confusa. A pag.105, Angus sostiene che "E' stata proprio la madre, la signora Lizzy Burton, a consigliarci di portare Aurora con noi..." e la stessa Aurora conferma "E' così... La mamma era certa che, vedendomi, Betty avrebbe subito riconosciuto in me i lineamenti della sua antica amica e non avrebbe avuto dubbi sull'autenticità della storia!". A pag.239 "Lizzy" afferma invece che "Angus e Dwight avevano insistito per portare Aurora con loro, dato che poteva aiutarli a ritrovare i Wilding...".

La frase

  • Zagor: "Per tutti i tamburi di Darkwood!... Chiudi quella bocca, messicano! Mi stai frastornando con tutte le tue dannate ipotesi e le tue maledette domande!"
    Cico: "Hai ragione, scusami. Credo che tornerò a fare la guardia dall'altra parte della capanna."
    Z: "No... aspetta. Ho esagerato... come quella volta che trovasti il quadro dei miei genitori nella nostra capanna e mi chiedesti chi erano."
    C: "Sono io che devo chiedere scusa a te, amico mio."
    Z: "Purtroppo sono sempre molto sensibile quando si tratta di mio padre e di mia madre... vieni, torniamo a sederci e parliamone."
    C: "Sì... ma non dirmi più di quello che ti senti di dire."
    Zagor e Cico, due veri amici, pag.120-121

Personaggi

Zagor
Cico
Elizabeth Spencer irlandese di origini benestanti
Liam Spencer ricco possidente irlandese
Mike Wilding (in sogno e flashback) tenente / padre di Zagor
Betty Wilding alias Elizabeth Burton (in flashback) madre di Zagor / giovane ragazzina
Angus Burke nipote di Liam Spencer
Dwight Burke [+] nipote di Liam Spencer
Sathami [+] capo dei Cayuga
Timothy Crown [+] trapper
Cassell contrabbandiere
Lone Wolf [+] braccio destro di Cassell
Carpenter battelliere
Dottor O'Connor [+] amico della Spencer
Peabody proprietario dell'emporio di Pleasant Point

Locations

Darkwood: Silver Lake (in sogno), Clear Water, Villaggio Cayuga, Pleasant Point
Irlanda: Maniero di Liam Spencer

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