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600 titoli zagoriani

le parole più utilizzate
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600 titoli zagoriani
Zagor


600 titoli zagoriani

      Qual'è il parassita più resistente? Un'idea.
      (Inception, 2010)
Chi scrive non può che confermarlo, perché quando nel cervello del sottoscritto si è formata la bizzarra curiosità di conoscere le parole più utilizzate nelle prime 600 copertine della serie regolare di Zagor, non si è potuto fare a meno di organizzarsi metodicamente per ritrovare la pace.

L’esame del lavoro finale permette di evincere un identikit della serie e dei suoi contenuti. La chiave di lettura che si fornisce va vista ovviamente come puro divertissment, con il solo scopo di scaldare i freddi numeri. Nei conteggi sono state totalizzate le varianti di una stessa radice (singolare, plurale, aggettivo, verbo, ad es. orrore-orrendo-orribile, ritorno-ritornano-tornando, monti-montagna ecc.), versioni straniere incluse (es. pietra-stone, freccia-arrow ecc.). Non sono considerati gli elementi di sintassi (articoli, congiunzioni, preposizioni ecc.).

I termini più ricorrenti

La parola più ricorrente in assoluto, un po’ spiacevole ma coerente con le domande che l’uomo si pone sin dalla notte dei tempi, è morte, che compare in ben 20 copertine zagoriane. Il contraltare di quelle domande, vita, è invece stato utilizzato in sole 6 occasioni, spesso associata a situazioni rischiose.

Al secondo posto si piazza uomo, con 18 utilizzi. Del resto la nostra è una razza egocentrica che tende a vedere sé stessa ovunque. E Zagor è una lettura tradizionalmente rivolta al sesso maschile: termini femminili come donna o ragazza sono comparsi soltanto una volta. Questo è capitato, comunque, nella seconda metà della serie, a testimoniare un certo cambiamento nei tempi.

Il terzo gradino del podio va a ritorno, con 14 utilizzi, un termine che evoca la nuova sfida di un avversario irriducibile, ma anche la ricomparsa di un vecchio amico o il ritorno a casa dopo una delle tante trasferte dello Spirito con la scure.

Ai margini del podio si posizionano, a pari merito, notte e sangue (11).

"Morte" è il termine più utilizzato, varianti incluse
Zagor 52, copertina di Gallieno Ferri

(c) 1969 Sergio Bonelli Editore

"Morte" è il termine più utilizzato, varianti incluse<br>Zagor 52, copertina di Gallieno Ferri<br><i>(c) 1969 Sergio Bonelli Editore</i>

Le più usate per tipologia

Molte parole contengono riferimenti alla natura, un elemento importante delle storie di Zagor, che vive nell’immaginaria e selvaggia foresta di Darkwood. Domina la parola fiume (10), seguita a distanza da montagna (6), isola (6), palude (5), foresta (5) e valle (5).

Ricorrenti anche i termini che evocano la frontiera: vince indiani (7), seguita da popolo (4), villaggio (3), trappers (3) e forte (3). La più civile città è invece utilizzata 9 volte. Da segnalare che i Mohawk, la tribù del fratello di sangue Tonka, sono citati in copertina ben 3 volte.

Zagor è un combattente, che per difendere la giustizia deve spesso alzare le mani (guerra 10, sfida 6, duello 4) e confrontarsi con gli aspetti peggiori dell’umanità (vendetta 10, assassino 6, selvaggio 5, furia 3). Tra le armi, vince la freccia (4), mentre la scure, l’arma preferita da Zagor, è stata utilizzata due volte, come pure il fucile.

Zagor è un eroe che affronta prove impossibili che farebbero impazzire chiunque. Le emozioni citate nei titoli sono quindi spesso conseguenza di eventi drammatici: terrore (8), paura (6), orrore (6), tragico (5), follia (4), disperazione (3). Speranza non è mai stato utilizzato.

Tra gli animali, i più ricorrenti sono i lupi (5) e i serpenti (4). Gli altri animali citati più volte sono l’avvoltoio (2) e uno appartenente al fantastico, il drago (2). Restando sul fantastico, i mostri più ricorrenti sono i fantasmi (4), i vampiri (4).

Tra gli elementi, vittoria schiacciante per fuoco (9) e terra (8) rispetto ad acqua (4) e aria (1).

La casa editrice di Zagor ha sede a Milano e forse non a caso i colori più ricorrenti sono il rosso (10) e il nero (10), che battono in scioltezza verde (6) e bianco (6). A distanza seguono giallo (4) e blu (2).

Tra i termini legati all’oscurità, ombre (10) stravince su buio (3) e tenebre (3). Non sorprende pertanto che, nelle fasi della giornata, notte (11) superi nettamente giorno (5).

Tra le materie prime, vincono oro (5) e pietra (5), mentre ferro si ferma a 3.

Signore (6) è il titolo nobiliare più utilizzato, mentre il mezzo di trasporto più citato è la nave (3).

I numeri due (5) e sette (4) sono stati quelli più utilizzati, seguiti dal sei (3) e tre (2).

Tra i termini che profumano di zolfo, inferno (5) supera diavolo (4).

Gli aggettivi più utilizzati sono ultimo (10) e grande (7).

"Ritorno" è la parola più utilizzata senza varianti
Zagor 460, copertina di Gallieno Ferri

(c) 2003 Sergio Bonelli Editore

"Ritorno" è la parola più utilizzata senza varianti<br>Zagor 460, copertina di Gallieno Ferri<br><i>(c) 2003 Sergio Bonelli Editore</i>

Curiosità

La parola più utilizzata senza varianti è ritorno (12).

Le parole più regolari, sempre senza varianti, sono Morte, Terrore e Fuoco, uniche ad essere apparse in ogni ciclo di 100 albi di Zagor (da 1 a 100, da 101 a 200 e così via). Darkwood è stata usata regolarmente 1 volta in ogni ciclo di 100 albi, ad eccezione dell’ultimo (501-600).

Il "signor Emilio", un famigerato lettore che scrisse a Sergio Bonelli lamentandosi di un cruento rito azteco presente in una storia, probabilmente si era accorto che la parola sangue era diventata molto più utilizzata nella seconda metà della serie (8 volte su 11 totali). Non aveva però notato che il contrario è successo ad assassino (5 volte su 6 nei primi 300 albi).

I lettori che si lagnano del fatto che nel tempo Zagor è diventato troppo cerebrale e detective non hanno tutti i torti: nella seconda metà della serie, parole come mistero (6 volte su 8 totali) e segreto (5 su 7) sono diventate molto più utilizzate.

Al contrario, termini forse datati come fantasma (4) e mostro (3) sono stati utilizzati solo nella prima metà della serie. Anche magia è diventato nel tempo una rarità (1 sola volta nella seconda metà della serie su 6 totali).

"Terrore" compare con regolarità ogni 100 albi
Zagor 261, copertina di Gallieno Ferri

(c) 1987 Sergio Bonelli Editore

"Terrore" compare con regolarità ogni 100 albi<br>Zagor 261, copertina di Gallieno Ferri<br><i>(c) 1987 Sergio Bonelli Editore</i>

Fuori concorso: Punteggiatura

I Punti esclamativi sono stati utilizzati in 37 occasioni. Il ciclo centenario in cui sono stati usati meno, i n.201-300 (solo due volte), coincide sostanzialmente con il "medioevo" della serie, il periodo post-nolittiano in cui la testata dello Spirito con la Scure aveva perso buona parte del suo smalto, e che a quanto parte aveva influito anche sulla "forza" dei titoli da mandare in stampa.

Virgole e Apici sono comparsi 4 volte ciascuno, una in più dei trattini. In una sola occasione sono stati utilizzati i Due punti.

Fuori concorso: Nomi propri

Il nome proprio più utilizzato in assoluto è, ovviamente, Zagor, che compare ben 19 volte. Il nome è diventato nel tempo sempre meno utilizzato: solo nei primi cento albi era apparso 8 volte, ma appena 4 nella seconda metà della serie.

Alle sue spalle si piazzano i supercattivi: Mortimer (5), di introduzione relativamente recente, e nemici storici come Hellingen e Kandrax (3 ciascuno, ma Hellingen già nel n.601 è salito a quota 4).

Tra gli amici di Zagor, il non sempre affidabile Guitar Jim e il fakiro Ramath sono i soli ad essere comparsi due volte. Si tratta di due comprimari con caratteristiche avventurose, mentre tra quelli buffi soltanto Digging Bill ha avuto l’onore di essere nominato in un titolo. Il nome di Cico, l’inseparabile compagno d'avventura di Zagor, non è mai apparso in un titolo della serie regolare, ma si può ricordare che nella collana fuoriserie a lui dedicata il pancione è nominato in tutti e 27 i titoli.

Le donne nominate sono state soltanto quattro, una sola volta ciascuna: nella prima metà della serie l’unica è stata la brutta e cattiva strega Dharma, alla quale nella seconda metà hanno fatto compagnia le ben più affascinanti Frida e Gambit (due delle rare fiamme di Zagor), e la vampira Ylenia.

"Fuoco" compare con regolarità ogni 100 albi
Zagor 16, copertina di Gallieno Ferri

(c) 1965 Sergio Bonelli Editore

"Fuoco" compare con regolarità ogni 100 albi<br>Zagor 16, copertina di Gallieno Ferri<br><i>(c) 1965 Sergio Bonelli Editore</i>

I titoli più rappresentativi

Dulcis in fundo, quali sono i cinque titoli più rappresentativi dei termini impiegati nelle prime 600 copertine di Zagor?

Al primo posto si piazza Morte sul fiume (n.52), che ottiene un punteggio di 30 (morte 20 + fiume 10), e che ha scalato la classifica grazie al massiccio impiego di fiume nella seconda metà della serie (7 volte su 10 totali).

A pari merito, seguono La regina della città morta (n.423, punteggio 29 = città 9 + morte 20) e La laguna dei morti viventi (n.367, punteggio 29 = laguna 3 + morte 20 + vita 6).

L’uomo ombra (n.259, punteggio 28 = uomo 18 + ombre 10) è il primo titolo rappresentativo in cui non compare la parola morte, che tuttavia ritorna in quinta posizione con Sfida mortale (n.539, punteggio 26 = sfida 6 + morte 20).

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