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Esercizi di stile

quando c'è l'azione ma non la "ciccia"
Recensione di  |   | zagor/


Esercizi di stile
Zagor 583-585 e Speciale 26


Scheda IT-ZG-583-585

Scheda IT-ZG-sp26

Terra del fuoco, quarto e ultimo contributo alla saga sudamericana di Zagor firmato da Moreno Burattini, è un episodio dove l’azione, vera protagonista, permane sino all’ultima pagina grazie all’inserimento di nuove trame che scalzano quella precedente. Alla fine della corsa, tuttavia, si rimane soddisfatti solo parzialmente per come tali trame sono risolte.

La prima vicenda è quella dell’inseguimento di Dexter Green, con Zagor che ha finalmente per le mani l’amico che lo ha tradito e che sta inseguendo da quasi tre anni di vita editoriale: ovviamente il lettore è consapevole che non può trattarsi dello scontro risolutivo (chiunque bazzichi la rete sa benissimo che siamo alla penultima tappa del viaggio), ma vedere uno Zagor così umano, che parte lancia in resta, dimentico di ogni basilare elemento di prudenza non appena ha il sentore di avere Green per le mani, ha un che di commovente e appaga per il calore e il trasporto mostrato dal protagonista. In fondo è da tempo che ci si lamenta di come Zagor sia diventato, negli anni, un gelido calcolatore.

Il momentaneo faccia a faccia con Dexter
disegni di Giuseppe Prisco, Zagor n.583, pag.30

(c) 2014 Sergio Bonelli Editore

Il momentaneo faccia a faccia con Dexter<br>disegni di Giuseppe Prisco, Zagor n.583, pag.30<br><i>(c) 2014 Sergio Bonelli Editore</i>

Per giustificare il capitolo finale firmato da Mauro Boselli, è pertanto necessario che alla continuity subentri un’altra trama, che faccia ancora perdere tempo a Zagor a un passo dalla meta. Nello specifico, galeotti in fuga: una vicenda con cui Burattini somministra ai lettori l’avventura reinventando situazioni, inevitabilmente, già viste. Non che questo rappresenti un vero problema: anche se di storie di evasi ce ne sono state tante in oltre cinquant’anni di vita della serie, la freschezza è infatti garantita dagli approfondimenti storici, da una precisa documentazione delle località, da un profilo dei brutti ceffi più accurato di un tempo e dal mix inedito dei luoghi comuni dell’avventura (la fuga degli evasi tramite il sequestro della nave di Zagor e lo scontro con gli stessi nell’ennesima tempesta marittima). Tuttavia neppure la vicenda degli evasi capeggiati dal carismatico Spyro è sufficiente per sviluppare e completare l'episodio così come è stato concepito.

Battagliando sotto la pioggia
disegni di Giuseppe Prisco, Zagor n.584, pag.32

(c) 2014 Sergio Bonelli Editore

Battagliando sotto la pioggia<br>disegni di Giuseppe Prisco, Zagor n.584, pag.32<br><i>(c) 2014 Sergio Bonelli Editore</i>

Occorre infatti una terza trama, preceduta da un lungo flashback storico che, smaltita la sensazione di pesante corpo estraneo, rivela la sua centralità nel finale, con un colpo di scena ben assestato, a posteriori coerente e intuibile dai dettagli disseminati ma non scontato. Il tradimento dell’insospettabile Jemmy Button (indigeno "civilizzato" alla corte del re e della regina d’Inghilterra) ricorda al lettore che sono una forma di discriminazione sia attribuire a un popolo virtù negative per pregiudizio, sia considerarlo in modo superficialmente idealistico, dimenticandosi, magari a causa di atavici sensi di colpa per gli scheletri nell’armadio del progresso e del benessere delle civiltà occidentali, che chiunque può avere i nostri stessi difetti. Alla fine però il colpevole Jemmy la fa apparentemente franca (sarà catturato e sottoposto a processo dalla sua gente dietro le quinte della narrazione, ma non è proprio lo stesso che essere castigati dal titolare della testata), mentre gli evasi escono di scena in sordina rispetto alle premesse. Tirato il fiato, l’inseguimento a Dexter Green può finalmente ripartire per l’ultima volta.

Il racconto di Jemmy Button
disegni di Giuseppe Prisco, Zagor n.585, pag.18

(c) 2014 Sergio Bonelli Editore

Il racconto di Jemmy Button<br>disegni di Giuseppe Prisco, Zagor n.585, pag.18<br><i>(c) 2014 Sergio Bonelli Editore</i>

I disegni di Giuseppe Prisco, pur non raggiungendo lo straordinario dettaglio ed i livelli mostrati ne La mummia delle Ande, soprattutto per un evidente calo verso la metà finale della terza parte, restano sempre efficaci e spettacolari nelle sequenze di azione, in particolare nell’eccellente sequenza in cui Zagor fronteggia i galeotti durante la burrasca, e per la caratterizzazione dello Spirito con la Scure.

Quel che resta alla fine è un episodio difficile da etichettare, che rimane qualche passo indietro rispetto alla già citata La mummia delle Ande, il più pregevole contributo di Burattini alla saga sudamericana, raffrontato alla quale ha convinto meno il mix tra continuity e avventura specifica dell’episodio, spezzettata in nuove trame la cui risoluzione non è del tutto appagante. In Terra del fuoco Burattini si è confermato ben capace di orchestrare brillanti sequenze di azione, specie se supportato da un disegnatore di talento e dalle variegate inquadrature come Prisco, ma ha confermato qualche difficoltà nel rendere intrigante la narrazione quando non c’è da menare le mani, aspetti che avevano penalizzato gli altri suoi episodi sudamericani (Le donne guerriere e La profezia). Ecco quindi la necessità, nel caso di Terra del fuoco, degli innesti di nuove trame a perdifiato che scalzino la precedente. Il risultato finale assomiglia però a un esercizio di stile della pura azione, che intrattiene senza avvincere, perché mancano un intreccio appassionante o personaggi che lascino il segno.

Un esercizio di stile, ma del filone fanta-horror della serie, si è visto anche nello speciale Risvegli, scritto da Burattini su misura per i disegni, raffinati e tenebrosi e con un efficace uso del contrasto tra bianco e nero, di Emanuele Barison, al suo esordio con lo Spirito con la Scure, raffigurato quanto mai massiccio e tutto d’un pezzo.

Un suggestivo Zagor
disegni di Emanuele Barison, Zagor Speciale 26, pag.128

(c) 2014 Sergio Bonelli Editore

Un suggestivo Zagor<br>disegni di Emanuele Barison, Zagor Speciale 26, pag.128<br><i>(c) 2014 Sergio Bonelli Editore</i>

Nel rispetto dell’ortodossia nolittiana, secondo la quale Darkwood è il luogo in cui ogni elemento avventuroso e fantastico può trovare casa, in Risvegli abbiamo morti che risorgono dalla tomba in un tipico villaggio western e la risoluzione del relativo mistero, senza però andare molto oltre a una suggestiva entrata in scena di Zagor durante un temporale e a un racconto allungato oltremisura, caratterizzato da una serie di variegati e impegnativi duelli fisici tra Zagor e il "ridestato" di turno.

Anche qui tanta azione, ma poca "ciccia", insomma.

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