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O capitano! Mio capitano!

il convincente esordio della nuova collana zagoriana
Recensione di  |   | zagor/


O capitano! Mio capitano!
Color Zagor 1


Scheda IT-ZG-col1

La lunga assenza del capitano Fishleg dalle pagine di Zagor seguita a "Il sigillo dell'imperatore" (1978) è stata uno dei simboli di quel periodo che i lettori chiamano "il medioevo" della serie, quando la testata dello Spirito con la Scure, nel post Nolitta, aveva smarrito la capacità di sognare (e far sognare) in grande. Non a caso, "L'esploratore scomparso" (1994), la storia che è tradizionalmente considerata l'inizio del "rinascimento" della serie, segnò anche il grande ritorno dell'amatissimo capitano e del variegato equipaggio della sua mitica imbarcazione Golden Baby. E in seguito, per non inflazionare troppo Fishleg (pur tornato in altre occasioni), gli autori hanno ideato un altro capitano ricorrente, Honest Joe, per risolvere le necessità narrative di far viaggiare Zagor e Cico via oceano di tanto in tanto.

Difficile dunque immaginare una scelta più felice di Fishleg per inaugurare il Color Zagor, la nuova pubblicazione fuoriserie dello Spirito con la Scure che, rispetto alle tante uscite extra che già lo caratterizzano, ha una genuina "ragion d'essere", oltre che nel colore (ormai sempre più di casa in Bonelli Editore), soprattutto nella stuzzicante promessa di incentrare ogni uscita su un importante personaggio della vastissima galleria di comprimari della serie.

Fishleg e Zagor
illustrazione di Walter Venturi, Color Zagor n.1, tratta dal frontespizio

(c) 2013 Sergio Bonelli Editore

Fishleg e Zagor<br>illustrazione di Walter Venturi, Color Zagor n.1, tratta dal frontespizio<br><i>(c) 2013 Sergio Bonelli Editore</i>

Per una serie abituata a dare il meglio di sé nelle vicende ad ampio respiro e a soffrire sulla "corta distanza", I fantasmi del capitano Fishleg si presenta, pur nella sua relativa brevità, ben equilibrato e scorrevole. E' un racconto lineare ed immediato, nel senso che non si presta a interpretazioni non letterali e legate alla psicologia dell'autore. Ed è una bella storia, tipicamente e classicamente zagoriana: onesta, sincera, semplice dell'asciuttezza dell'avventura ben concepita, con mistero, sensi di colpa, tradimento e grande amicizia.

Il soggetto di Moreno Burattini si rivela intrigante nella giusta misura e coinvolgente nel tratteggiare la figura di Fishleg e il dramma segreto in cui perse la gamba destra, mentre la sceneggiatura di Jacopo Rauch mette in campo ritmo giusto e personaggi ben caratterizzati, con un cattivo, Nicholas/Nathaniel, laido e senza incertezze, ma che non scade nella macchietta. Un racconto piacevole e rassicurante, e che procura un sano intrattenimento pur nel suo prevedibile sviluppo. Con un Cico eroico e determinante (ma nel rispetto delle sue caratteristiche) e con un bel finale che chiude il cerchio su Fishleg, sia nel confronto con il nemico tornato dal passato che con la sua storia personale, incisa sulla gamba artificiale ricavata da un osso di balena.

Difficile dire se una storia dall'impianto così tradizionale possa stimolare un neofita a comprare Zagor, però è certamente una storia che potrebbe invogliare chi ha abbandonato la serie, e acquista l'albo attirato dal colore, a dare un'altra occasione al personaggio.

Fishleg, finalmente libero dei suoi fantasmi
disegni di Walter Venturi, Color Zagor n.1, pag.130

(c) 2013 Sergio Bonelli Editore

Fishleg, finalmente libero dei suoi fantasmi<br>disegni di Walter Venturi, Color Zagor n.1, pag.130<br><i>(c) 2013 Sergio Bonelli Editore</i>

Convincente anche la prima volta di Walter Venturi come illustratore di Zagor, il cui stile, a metà tra tradizione e modernità, ha tutte le potenzialità per rappresentare in futuro un buon punto di incontro tra quei lettori che vorrebbero vedere all'opera solo disegnatori di stampo "classico" (meglio ancora se si rifanno a Gallieno Ferri, il papà grafico di Zagor) e quelli che apprezzano anche le personalissime e variegate rappresentazioni che ne hanno dato, solo per citarne alcuni con storie pubblicate di recente, Laurenti, Rubini o Bisi.

Venturi, oltre che rendere in modo eccellente i personaggi che qui appaiono per la prima (e unica) volta, si presenta a suo agio anche con le figure storiche della serie (generalmente il tallone d'Achille per ciascun esordiente), tratteggiando uno Zagor particolarmente grintoso e determinato. L'illustratore dà inoltre vita a pregevoli e dettagliati scenari gotici e disegni a forti tinte, sia grafiche che emotive, anche con l'uso di inquadrature dal taglio efficace e tutt'altro che tradizionale. I fantasmi del capitano Fishleg, Color Zagor n.1, di Moreno Burattini (soggetto), Jacopo Rauch (sceneggiatura) e Walter Venturi (disegni), 130 pag. a colori, brossurato, Sergio Bonelli Editore, 5,5 euro agosto 2013

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