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Con la A maiuscola

come Zagor rilegge un classico della letteratura avventurosa
Recensione di  |   | zagor/


Con la A maiuscola
Zagor 575-577


Scheda IT-ZG-575-577

"Ragazzo, ogni fumetto viene creato per uno scopo preciso. Sii fedele alla tua natura e non sbaglierai!"

Il consiglio dato dal leggendario fumetto Brick Tempesta a un giovane "collega" di carta, l'ancora esordiente Rat-man (ci si perdoni la ripetitività, ma la già citata trilogia Yellow del superpasticcione creato da Leo Ortolani è un'inesauribile fonte di spunti di riflessione sul fumetto seriale), spiega perfettamente i motivi per cui Il mondo perduto è, per chi scrive, la migliore storia di Zagor pubblicata dai tempi ormai lontani de La palude dei forzati, nove anni fa.

Essere fedeli alla propria natura significa che si può partire da uno spunto classico del racconto d'avventura (la valle perduta popolata da creature e popolazioni preistoriche, in questo caso) e trasformarlo in qualcosa di nuovo, fresco e avvincente. Anche dopo 52 anni di avventure in cui si è già letto, su Zagor o altrove, di tutto e probabilmente è già stato raccontato tutto. Occorre tuttavia mettersi d'accordo su cosa si intende per "tutto": se si è alla ricerca di una fredda e artificiale originalità fine a se stessa, colpi di scena "shock" e personaggi afflitti da turbe psicologiche, o se si vuole che Zagor molli Cico e diventi più disilluso e carogna (perché essere affiancato da un pancione lamentoso o cercare di salvare nobilmente la vita anche del più crudele avversario possono renderlo poco attraente al lettore smaliziato di oggi), meglio rivolgere lo sguardo su altre testate. Se invece si è "semplicemente" alla ricerca di storie ben raccontate e che rispettino la natura del personaggio, allora le possibilità restano tante, praticamente infinite. In fondo, come è recitato ormai allo sfinimento nei redazionali della Collezione Storica a Colori (ma sfidiamo chiunque a non diventare ripetitivi a scrivere ogni settimana articoli sullo Spirito con la Scure, con la durata dell'opera che è continuamente allungata ;-)), "Zagor è il fumetto della contaminazione tra generi per eccellenza".

Zagor in azione
disegni di Michele Rubini, Zagor n.576, pag.79

(c) 2013 Sergio Bonelli Editore

Zagor in azione<br>disegni di Michele Rubini, Zagor n.576, pag.79<br><i>(c) 2013 Sergio Bonelli Editore</i>

E Il mondo perduto, pur debitore in ampia misura di idee e situazioni presenti nell'omonimo romanzo di Conan Doyle, è indubbiamente un racconto zagoriano sino al midollo.

C'è il fascino e il "senso del meraviglioso" suscitato da tanti classici della serie nell'avvicinamento prima e nell'esplorazione poi di uno scenario selvaggio e ignoto. Ci sono personaggi ben concepiti, alcuni dei quali al gradito ritorno dopo una lunghissima assenza dalla serie. C'è un Cico pasticcione e pauroso, ma non idiota.

E naturalmente c'è Zagor: eroico, massiccio e possente, impegnato al massimo sul piano fisico per fronteggiare anaconda, dinosauri e pterodattili, che conquista rapidamente lo status di semi-divinità agli occhi delle popolazioni primitive incontrate. Che nei momenti di tensione (la situazione di pericoloso stallo al campo degli indios Xavantes) o di grande effetto (l'arena del sacrificio, che richiama l'indimenticabile Odissea americana) fa la differenza o entra in scena alla grande. Ma che ci svela anche, finalmente, le sue umanissime motivazioni, perfettamente in linea con un personaggio per cui l'amicizia è un valore sacro, che lo portano ad inseguire Dexter Green da oltre due anni con tanta determinazione.

Già visto, su questo o altri schermi? Senz'altro.

Avvincente? Tanto.

Ci sono colpi di scena shock? No. E con questo?

Il mondo perduto è un racconto pressoché perfetto nel suo genere perché affascina e procura un genuino divertimento nella lettura, facendosi bastare il gusto e il respiro della grande Avventura, quella con la A maiuscola su cui la serie ha appoggiato storicamente le proprie basi, ma con un ritmo moderno e appagante e senza scorciatoie innaturali.

E' questo il modo in cui la leggenda di Zagor potrà continuare ancora molto a lungo.

Sul bordo del Grande Tepui
disegni di Michele Rubini, Zagor n.577, pag.5

(c) 2013 Sergio Bonelli Editore

Sul bordo del Grande Tepui<br>disegni di Michele Rubini, Zagor n.577, pag.5<br><i>(c) 2013 Sergio Bonelli Editore</i>

Il mondo perduto avvince anche grazie agli spettacolari disegni di Michele Rubini, che trasudano energia e dinamicità a ogni vignetta, ricostruendo il fascino del mondo perduto negli scenari selvaggi, nei suoi abitanti e nelle molteplici creature. Una prova che lascia a bocca aperta per il senso di vertigine suscitato dalle inquadrature paesaggistiche del mondo preistorico esplorato da Zagor e compagni. Memorabili, per citarne solo un paio, le sequenze ambientate nella palude dei giganti e nell'arena del sacrificio.

Giunto alla penultima prova del suo ritorno temporaneo su Zagor per questa "odissea sudamericana" (lo ritroveremo in scena per il capitolo finale), Mauro Boselli ha firmato la prima storia davvero notevole del ciclo. Purtroppo il suo rientro sulle pagine di Tex, di cui è il curatore, non avverrà da solo, da quel che si apprende dai rumors della rete: lo accompagnerà proprio Rubini, giunto al termine della sua collaborazione con Zagor. Ai due autori va il più sentito "grazie" per quest'ottimo episodio dello Spirito con la Scure, destinato probabilmente a diventare un classico nella sua lunghissima carriera.



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