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L'assoluzione

quando Zagor non può affidarsi alla giustizia della legge
Recensione di  |   | zagor/


L'assoluzione
Zagor 573-574


Scheda IT-ZG-573-574

Sertão è un racconto solido che condensa in appena due albi spunti interessanti, senza dilungarsi oltre il necessario né apparire, per questo, affrettato o inconcluso.

L’incontro di Zagor con i cangaceiros e la realtà del Sertão brasiliano sono resi efficacemente da Mauro Boselli che, tramite personaggi ben caratterizzati e dialoghi brillanti, evita di cadere nella trappola di una narrazione banalizzata o romantica dei celebri banditi, che agli occhi del ragazzino José appaiono invece generosi come l'antesignano Robin Hood. L'approccio adottato è invece ben più realistico e, senza sacrificare gli aspetti avventurosi e di intrattenimento del fumetto seriale, lascia intuire una situazione complessa, mostrando aspetti nobili e controversi di entrambe le parti in lotta e non tacendo gli "effetti collaterali" del banditismo a presa popolare.

In un bel dialogo tra Zagor e il capo dei cangaceiros, il "Diavolo Nero", emergono le differenze tra la giustizia inseguita da Zagor e quella dei banditi, che lo Spirito con la Scure, in qualche modo, comunque ammira. Ma nel finale, che ha suscitato perplessità in alcuni lettori, Zagor non può ottenere l'equilibrio della giustizia della legge come riesce a fare, il più delle volte, a Darkwood. E' in una terra dove gli arroganti e i sanguinari come il fazendero Moreira sono la legge e possono permettersi di comandare a bacchetta l'esercito. E quando la legge non è giusta, allora anche Zagor non può né vuole fermare la giustizia sommaria dei cangaceiros, lasciando il crudele nemico nelle mani del "Diavolo Nero", pur sapendo quel che gli capiterà.

Pragmatica e singolare è anche la soluzione dello Spirito con la Scure per evitare inutili scontri tra i cangaceiros del "Diavolo Nero" e i soldati del leale capitano Gaudencio: un inganno. I due capi delle opposte fazioni, aiutati dall'esperta regia di Zagor, scendono infatti a patti con il proprio idealismo e la fedeltà alla causa e, per convergenza di interessi, creano una versione dei fatti diversa dalla realtà, che sarà utile a entrambi nei confronti delle autorità e della popolazione.

Zagor fa ragionare il capitano Gaudencio
disegni di Paolo Bisi, Zagor n.574, pag.87

(c) 2013 Sergio Bonelli Editore

Zagor fa ragionare il capitano Gaudencio<br>disegni di Paolo Bisi, Zagor n.574, pag.87<br><i>(c) 2013 Sergio Bonelli Editore</i>
Gli spettacolari e dinamici disegni di Paolo Bisi, caratterizzati da un tratto moderno, realistico e ricco di dettagli, con un sapiente uso delle ombre e del contrasto bianco-nero, hanno il solo difetto di comparire troppo di rado tra le pagine di Zagor.

Un bell'episodio, pertanto, ben scritto ed illustrato, che arricchisce la 52ennale carriera dello Spirito con la Scure, ma riguardo al quale sono anche apparse alcune critiche in rete (Zagor e Cico che si prendono una pausa dall’inseguimento di Dexter Green per accompagnare una coppia di amici, Kismeth che passa dall’essere animata dalla volontà omicida nel precedente episodio a fare la casalinga in Sertão, l’ennesimo "ragazzino-meraviglia" di Boselli, il Cico non pervenuto, il prevedibile traditore tra i cangaceiros).

Cosa replicare a questo proposito?

Può essere opportuno citare la trilogia Yellow di Rat-Man, capolavoro meta-fumettistico con cui Leo Ortolani ha fatto ragionare e commuovere sul senso dell'esistenza di un personaggio a fumetti e sul rischio di snaturamento che si corre nel dare ai lettori quello che chiedono "di pancia". In quella storia Brick Tempesta, immaginario e celebre personaggio a fumetti i cui consolidati schemi narrativi non sono più in sintonia con il pubblico, finisce sotto processo. Verrà assolto, per infermità mentale, con la seguente formula: "E' un fumetto di 70 anni... nessuno dovrebbe pubblicare un fumetto per così tanti anni. Diventa un pericolo per sé e per i lettori". ;-)



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