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Se a Darkwood giungesse Mister No

il doppio omaggio di Zagor a Jerry Drake
Articolo di  |   | zagor/


Se a Darkwood giungesse Mister No
Zagor e Mister No


Se a Darkwood giungesse Mister No

Scheda IT-ZG-565-567

Scheda IT-ZG-m18

L'altra creatura nolittiana

Mister No, il personaggio della maturità artistica di Guido Nolitta, è ancora una presenza costante nelle edicole italiane sebbene abbia cessato dal 2009 la pubblicazione di episodi inediti. Merito delle Edizioni If, che stanno proseguendo la ristampa delle sue storie. Il pilota nordamericano è stato poi recentemente rispolverato dalla stessa Bonelli Editore, con la riedizione a colori del classico nolittiano Il Re del Sertão (MN Speciale 3) all'interno dell'Almanacco dell'Avventura 2013, interamente dedicato a Sergio Bonelli, a un anno dalla sua scomparsa.

Il ricordo dello storico anti-eroe nolittiano, tuttavia, aleggia ancora sugli autori che vi hanno lavorato: Luigi Mignacco, il principale sceneggiatore del periodo post-nolittiano; i fratelli Di Vitto, colonna grafica della testata; e Gallieno Ferri, primo copertinista e che ha dedicato la sua vita artistica all'altra creatura nolittiana, Zagor. Proprio sulla testata dello Spirito con la Scure questi autori hanno voluto, indirettamente, omaggiare Mister No in due storie, pubblicate tra luglio e ottobre 2012.

Dall'Amazzonia a Darkwood...

Nel Maxi n.18, La prigione sul lago, di Mignacco e i Di Vitto, a Pleasant Point (il piccolo villaggio fluviale nella foresta di Darkwood da dove hanno avuto inizio le storie di Zagor nel 1961) arriva il battelliere Rick Rogers. Il personaggio ha evidenti caratteristiche in comune con Mister No ed imprime una brusca svolta alla sonnolenta quotidianità della comunità: è un allegrone, irruento, attaccabrighe (ma è pronto a stipulare trattati di pace "santificati" da bicchieri di whisky), dongiovanni e perdigiorno nel Trading Post del vecchio Peabody, tra avvenenti fanciulle e rudi uomini di frontiera.

Differenti priorità
disegni di Stefano e Domenico Di Vitto, Maxi Zagor n.18, pag.226

(c) 2012 Sergio Bonelli Editore

Differenti priorità<br>disegni di Stefano e Domenico Di Vitto, Maxi Zagor n.18, pag.226<br><i>(c) 2012 Sergio Bonelli Editore</i>

Con questo personaggio, il lettore può divertirsi a vedere come sarebbe potuto essere un impossibile incontro tra Zagor e Mister No, personaggi le cui avventure sono separate da circa 120 anni di storia. Anche se, a dire il vero, per oltre 200 pagine Rogers e Zagor non si incrociano, pur sentendo parlare spesso l'uno dell'altro da amici comuni. Per di più, Zagor non sa se può fidarsi di Rogers, poiché sta cercando dei banditi la cui identità è ignota. Quando i due finalmente si incontrano, Zagor si rende conto che Rogers è beffardo, strafottente, ribelle e bastiancontrario, e che non ha in simpatia i militari, che ricambiano l'antipatia. Esattamente come Mister No, che ha gettato la divisa da soldato alle ortiche e che è famigerato presso le forze dell'ordine di tutto il sudamerica, a causa della frequenza con cui entra ed esce di galera per le scazzottate o i casi sporchi in cui, suo malgrado, resta coinvolto.

Tra Zagor e Rick sono sùbito scintille: dapprima soltanto verbali, perché l'eroe Zagor, che ha fatto della propria vita una missione in aiuto dei più deboli e della giustizia, e l'anti-eroe Rogers, che vorrebbe vivere nella tranquillità e nell'ozio ma che diventa "eroe per forza" quando lo ritiene giusto, hanno visioni ed approcci differenti sulle vicende che stanno vivendo. Poi arriveranno anche alle mani, confermando la regola di tanti cross-over del fumetto supereroistico (ma in ambito bonelliano è capitato lo stesso tra Dylan Dog e Martin Mystère), in cui i protagonisti, dei quali siamo abituati a leggere le storie in testate diverse, sono inizialmente contrapposti tra loro.

Un approccio beffardo
disegni di Stefano e Domenico Di Vitto, Maxi Zagor n.18, pag.211

(c) 2012 Sergio Bonelli Editore

Un approccio beffardo<br>disegni di Stefano e Domenico Di Vitto, Maxi Zagor n.18, pag.211<br><i>(c) 2012 Sergio Bonelli Editore</i>
Alla fine, naturalmente, anche Zagor e Rick Rogers si capiscono e si "riconoscono", combattendo dalla stessa parte. Anche perché, come riconosce Rick, "A me non piacciono le giacche blu, ma la tua casacca è di un rosso fiammante". Un personaggio interessante, comunque, al di là delle evidenti similitudini con Mister No, con il quale Luigi Mignacco ha confermato l'abitudine di inserire spesso nelle sue storie zagoriane personaggi ambigui e caratterizzati da molteplici sfaccettature, che non si limitano a "timbrare il cartellino" quel tanto che basta per consentire lo svolgimento ordinato della trama.

Riconoscimenti reciproci
disegni di Stefano e Domenico Di Vitto, Maxi Zagor n.18, pag.240

(c) 2012 Sergio Bonelli Editore

Riconoscimenti reciproci<br>disegni di Stefano e Domenico Di Vitto, Maxi Zagor n.18, pag.240<br><i>(c) 2012 Sergio Bonelli Editore</i>

... e da Darkwood all'Amazzonia

Nella serie regolare, con l'episodio Labirinto Verde (n.565-567), sono invece Zagor e Cico a spostarsi in Amazzonia, la terra adottiva di Mister No, all'interno del ciclo di storie dell' Odissea Sudamericana in corso da oltre un anno.

Dal punto di vista narrativo Labirinto verde è una storia di modesto spessore, sia nei contenuti che nei personaggi proposti. In particolare, malgrado l'ambientazione nell'inferno verde, non si coglie un reale "senso del luogo": la vicenda (sanguinaria vendetta di una tribù di indios Jivaros per il rapimento del loro stregone da parte di una spedizione di bianchi) con pochi adattamenti si sarebbe potuta svolgere anche a Darkwood. L'Amazzonia, del resto, non ha esaurito con questo episodio il suo spazio su Zagor, e si ritrova al centro anche nella storia successiva, che sviluppa le sottotrame della continuity atlantidea.

Labirinto verde è comunque un episodio che sarà ricordato, anche se per motivi extra-narrativi: l'omaggio a Mister No di Luigi Mignacco e Gallieno Ferri consiste, infatti, nell'inserimento di decine di citazioni grafiche delle storiche copertine firmate dal maestro genovese per il pilota di Manaus, a partire dalla vignetta di apertura qui riprodotta.

Zagor nella stessa posa della copertina n.1 di Mister No
disegni di Gallieno Ferri, Zagor n.565, pag.57

(c) 2012 Sergio Bonelli Editore

Zagor nella stessa posa della copertina n.1 di Mister No<br>disegni di Gallieno Ferri, Zagor n.565, pag.57<br><i>(c) 2012 Sergio Bonelli Editore</i>

Copertina Mister No n.1
disegni di Gallieno Ferri

(c) 1975 Sergio Bonelli Editore

Copertina Mister No n.1<br>disegni di Gallieno Ferri<br><i>(c) 1975 Sergio Bonelli Editore</i>
Un omaggio divertente, sia per gli appassionati di Mister No che per i "profani", che possono confrontare le copertine originali con le vignette zagoriane (sul portale Dime Web è possibile visualizzare il tutto). Un gioco in cui si può vedere come il maestro genovese sia ancora capace di virtuosismi grafici, riuscendo così a far passare in secondo piano un certo numero di vignette incerte che, a questo "viaggio nel passato", aggiungono purtroppo un retrogusto di tristezza e nostalgia.

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