Zagor 562-565
Scheda IT-ZG-562-565
- Mummia delle Ande, La
valutazione (5,5,6) 79%
L'episodio delinea un preciso ambiente geografico che non resta una cartolina sullo sfondoLo stile narrativo di Burattini sembra beneficiare dellinserimento dellepisodio in un disegno di maggiore ampiezza. L'autore, "esonerato" dal dover necessariamente stupire il lettore in un episodio "chiuso" con una sorpresa shock (lidentità del colpevole o unidea originale, fattori che hanno spesso condizionato e a volte sacrificato la narrazione di interi episodi negli ultimi anni, come La morte sospesa o Zagor contro Mortimer, ma anche lultimo gigante), può infatti "limitarsi" a raccontare una "semplice" storia d'avventura. Anzi, tre storie come si diceva, che si alternano con equilibrio, passando con disinvoltura (è una delle caratteristiche principali di Zagor) dall'avventura realistica al fantastico e alla fantascienza, dando un tono frizzante alla lettura anche con transizioni efficaci (pag.23-24 e 45-46 del n.563) o con flashback per dinamicizzare la narrazione quando necessario. E anche se, a ben vedere, la vicenda di Don Torres che "distrae" Zagor è a tutti gli effetti pura routine (un agguato scampato, una successiva cattura e la fuga, in un tripudio di azione sfrenata), lepisodio è impreziosito dal valore aggiunto rappresentato dalla programmazione a puntate della trasferta sudamericana. In altre parole, risultano appaganti i collegamenti con gli episodi precedenti (il prologo del viaggio in A volte ritornano) e il finale che lascia aperte alcune trame (gli scopi misteriosi di Barranco) e che fa da trampolino per le prossime avventure, in cui lo Spirito con la Scure andrà alla ricerca delle Amazzoni, che nella continuity zagoriana diventano eredi delle conoscenze atlantidee, come le figlie di Viracocha conosciute ne La mummia delle Ande. I disegni hanno avuto un ruolo, naturalmente, essenziale per un racconto che delinea un ambiente geografico così preciso e plausibile. Giuseppe Prisco si rivela felicemente in sintonia con la sceneggiatura di Burattini, e non solo per la parte scenografica e costumistica. Decisamente scoppiettanti sono anche le sequenze di azione, che offrono una grande varietà di inquadrature dinamiche e, pertanto, non annoiano né danno l'impressione di "allungare il brodo": da ricordare, in particolare, la lunga parte ambientata a Villa Torres, con Zagor che, privo della scure, si difende efficacemente anche a colpi di tegole e secchiate. Il lavoro di Giuseppe Prisco aggiunge inoltre linfa alla caratterizzazione rocciosa e tosta dello Zagor di questo episodio (vedere la frase), che sfoggia espressioni da vero duro, come le situazioni affrontate richiedono. Una tempra che emerge anche quando il nostro sorride.
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Scheda IT-ZG-562-565
- Mummia delle Ande, La
valutazione (5,5,6) 79%



















