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Original Marines

il convincente ritorno di Capone ai testi di Zagor
Recensione di  |   | zagor/


Original Marines
Maxi Zagor 7 "Marines!"


Scheda IT-ZG-m7

Il Maxi Zagor dell'estate 2006 riserva una doppia, piacevole sorpresa ai più affezionati lettori dello Spirito con la Scure: il ritorno ai testi di Ade Capone, autore di episodi entrati nel novero dei classici della quasi cinquecentenaria serie (da "Il tempio del sacrificio", n.263-265, a "I mille volti della paura", n.289-291, e "I malefici di Diablar", n.307-310) nel periodo del "medioevo zagoriano", e la stessa storia, finalmente all'altezza del malloppo di pagine a disposizione dopo i mai pienamente convincenti maxi degli anni precedenti.

Con uno spunto di partenza basato sullo sfruttatissimo tema dei predoni indiani (e l'inizio, una capanna isolata di coloni attaccata all'improvviso, è un classico inevitabile del genere), Capone costruisce un soggetto ben più ampio e ricco, avvincente ed equilibrato, a dimostrazione che se, forse, dopo quarantacinque anni tutte le possibili situazioni di Zagor sono già state raccontate, la reinvenzione delle tematiche e le sfumature nella narrazione possono ancora fare la differenza sulla routine.

Se, forse, dopo quarantacinque anni tutte le possibili situazioni di Zagor sono già state raccontate, la reinvenzione delle tematiche e le sfumature nella narrazione possono ancora fare la differenza sulla routine.
Oltre che a dare la caccia ai predoni, infatti, Zagor si ritrova anche a fare da guida ad un gruppo di Marines per addestrarli a muoversi nelle foreste del lago Michigan. Quando, tuttavia, l'inflessibile ma cortese capitano Brosnan ci lascia la pelle, il comando passa al veterano ufficiale Owen, che detesta Zagor. Quest'ultimo è una figura complessa, non certo l'inesperto tenentino appena uscito da West Point, ma orgoglioso ed ottuso quanto basta: sente minare l'autorità che ha guadagnato in una vita di battaglie dal "giovane" Zagor e lo fa mettere agli arresti, per poi condurre i suoi uomini in una spettacolare trappola. Il capo dei ribelli è infatti l'ex-marine Laforge, che lo conosce bene e che rappresenta una sorta di alter ego e lato oscuro di Owen, quello del combattente incapace di adattarsi ai tempi cambiati e di smettere di combattere. E mentre tra Owen, prigioniero, e Laforge si accende un tagliente conflitto verbale sulle loro opposte visioni e scelte, Zagor diventa il solo punto di riferimento per i marines sopravvissuti, frastornati e braccati...

L'assalto dei marines
Maxi Zagor 7, pag.161, disegni di Raffaele della Monica

(c) 2006 SBE

L'assalto dei marines<br>Maxi Zagor 7, pag.161, disegni di Raffaele della Monica<br><i>(c) 2006 SBE</i>

Non si può dire che il racconto punti a stupire con sorprese o eventi inattesi: l'infallibilità dello Spirito con la Scure nel giudicare le persone (il trapper traditore) e nel fiutare le trappole (ma ascoltato quanto Cassandra da chi prende le decisioni) rende piuttosto prevedibile quanto avverrà. E l'eroica sorte di Kelson, marine raccomandato e detestato dai compagni, non sorprende. I punti di forza di questo speciale sono, piuttosto, la sensazione di pericolo incombente e di isolamento dei sopravvissuti in un ambiente selvaggio ed affascinante, nonché il legame di grande stima e rispetto che si crea tra i marines e Zagor. Uno Spirito con la scure anche dai forti risvolti umani: il ragazzino sopravvissuto all'attacco contro la fattoria che apre l'albo risveglia in lui i ricordi della Sua storia, che anche i marines vorrebbero conoscere ma che si possono rievocare soltanto con amici come Cico.

Uno Spirito con la scure infallibile, invincibile ma anche dai forti risvolti umani
E' un racconto piacevole ed intenso, che mantiene le promesse fatte in copertina ed in cui vengono sfruttate tutte le 318 tavole a disposizione dosando sapientemente i momenti di attesa (la prima parte introduttiva sui marines e sul forte spirito di corpo del gruppo, con tanto di note storiche), d'azione (scoppiettanti e variegati scontri e battaglie) e di riflessione (qualche momento più intimo è riservato a tutti i principali protagonisti) senza cadere nelle trappole, lamentate in altre occasioni, di allungare il brodo o di appesantire lo svolgimento con prolisse spiegazioni. Soltanto il finale mostra qualche debolezza: un corso accelerato di poche ore nel tiro con l'arco e con la scure in una grotta di Zagor ai marines, e la minaccia dei predoni si sgonfia con eccessiva facilità rispetto alle attese che si erano nel frattempo create.

Il tratto chiaro e pulito di Raffaele Della Monica illustra con funzionalità gli scenari naturali dell'episodio (prima vignetta di pag.14, ultima di pag.257) ed è efficace e dinamico nei momenti d'azione o di battaglia (la lunga sequenza notturna da pag.166 a 189, con cannonate ed esplosioni), in cui tutti i personaggi sono sempre ben riconoscibili. Un lavoro ordinato e professionale che accompagna ed integra la lettura senza sovrastarla, ed in cui le inquadrature più ardite (come la terza vignetta di pag.142) sono molto rare. Maxi Zagor n.7, Sergio Bonelli Editore, brossurato, 320pp b/n, in edicola dal 19 luglio 2006, 6 euro

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