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Giovedí, 25 Febbraio 2010

messaggio da P.Dionisio - 25/02/2010 21:25
Da un articolo su City:
In lavorazione ci sono tutta unaserie di film su vecchie conoscenze: un quarto Spider Man, l’ennesimo Batman, un nuovo Daredevil, un altro Hulk, il primo Thor, altri episodi di Wolverine e degli X-Men, il secondo Iron Man. Ma non solo. Come scrive l’Hollywood Reporter sul grande schermo arriveranno a breve anche tre nuovi supereroi: uno è un veterano, il secondo ha già fatto una comparsa con scarso successo molti anni fa interpretato dall’attuale governatore della California Arnold Schwarzenegger, mentre il terzo è inedito, anche se il suo nome fa parte della storia del cinema perché era il soprannome di Peter Fonda in "Easy Rider" di Dennis Hopper. Parliamo di Superman, Conan il Barbaro e Capitan America.
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Lunedí, 17 Agosto 2009

weblog/?4570
messaggio da M.Gremignai - 17/08/2009 20:05
Da un articolo del Corriere.it:
Dopo un viaggio lun­go 15 anni - e non per colpa del suo inseparabile Maggiolone scassa­to - Dylan Dog arriva finalmente a Hollywood. Tanto ci è voluto per portare l’eroe dei fumetti sul grande schermo dopo abboccamenti, rin­vii, pause e ripensamenti durati tre lustri. Giacca nera, camicia rossa, jeans e Clarks: l’indagatore dell’incubo (giunto all’indagine/albo numero 275) dal 1986 affascina lettori di ogni età con avventure in bilico tra l’horror e il noir, che a volte si inzup­pano di splatter, cercando di argina­re demoni e lupi mannari, vampiri e zombie: non a caso in principio (al­bo numero uno) fu «L’alba dei mor­ti viventi». In Dead of Night tocca a Brandon Routh - classe 1979, ruolo più pre­stigioso quello di Superman in Su­perman Returns (2006), allora quel­lo dei fumetti è un vizio - mettersi i panni di Dylan Dog.
Sceneggiatura originale, dunque non ispirata a un fumetto in particolare, Dead of Ni­ght racconta di come Dylan è diven­tato indagatore dell’incubo per sal­vare il suo assistente ucciso da uno zombie (e a sua volta diventato zom­bie). E siccome Dylan ha pratica­mente una fidanzata al mese (come la cadenza delle sue uscite in edico­la) al suo fianco avrà una donna (Anita Briem) che non sa a chi rivol­gersi - non certo alla polizia, sai co­m’è lì vogliono prove, non supposi­zioni - perché ha visto suo padre ucciso da una creatura mostruosa. La regia è affidata a Kevin Mun­roe (nel suo curriculum il film di animazione sulle Tartarughe Ninja TMNT ) che in un’intervista ha rac­contato perché è stato affascinato dall’indagatore dell’incubo: «Mi ha colpito la natura anticonformista del personaggio. Dylan Dog è un ra­gazzo normale, che, non sempre suo malgrado, finisce per farsi coin­volgere in situazioni bizzarre. È vani­toso, sarcastico ed ha un incredibile fiuto per i guai, ma ha in sé qualco­sa di assolutamente umano. È uno Sherlock Holmes contemporaneo. Nel film raccontiamo le sue pazze vi­cende in maniera leggera: sarà un film per tutti, per ragazzini come per adulti. Non è un horror, non è un thriller dark e violento in cui esplodono teste. Sarà un mistery ro­mantico con zombie e vampiri». Anche Brandon Routh è stato stre­gato da Dylan Dog: «È un personag­gio interessante perché, a differen­za dei consueti supereroi da fumet­to, è pieno di difetti, ed è anche sim­patico. È sarcastico, ma anche un cuore buono... Non gli piacciono le armi. Usa piuttosto la furbizia e l’in­telletto per combattere i mostri, in­tuisce le loro debolezze e colpisce i loro nervi scoperti. Certo qualche ar­ma la tira fuori pure lui...».
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Martedí, 8 Luglio 2008

weblog/?3944
messaggio da P.Dionisio - 08/07/2008 13:55
Su XL di Repubblica Renato Venturelli scrive un articolo dedicato ai film sui supereroi proponendo anche una guida di film divisi per categoria:
Beato quel cinema che non ha bisogno di supereroi, direbbe forse oggi Bertolt Brecht. Ma Hollywood i suoi supereroi se li coltiva e se li tiene ben stretti da quando ha rinunciato agli eroi classici, quelli semplicemente umani che ormai non sembrano interessare più nessuno in un'epoca postmoderna di metacinema e di metaeroi.
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Comincia tutto sul finire degli anni 70 (..) e da Superman in poi, parte l'inarrestabile escalation dei blockbuster miliardari ispirati ai supereroi
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Capita allora che i film smarriscano la complessità delle storie di Frank Miller o Alan Moore: con tutte le loro semplificazioni, il cinema e il nuovo linguaggio hollywoodiano passano proprio da qui, da comics e graphic novels che hanno soppiantato come modelli narrativi i romanzi e gli eroi d'altri tempi. E dopo Iron Man, arrivano il nuovo Hulk e il Batman di The Dark Knight (luglio): aspettando Watchmen, Thor e Captain America, tutti attesi dal 2009.

Sabato, 10 Maggio 2008

weblog/?3852
messaggio da O.Tamburis - 10/05/2008 19:25
E' di quest'oggi un lungo articolo pubblicato sia su Repubblica.it che nella sezione "spettacoli" dell'omonimo quotidiano, a cura di Silvia Bizio, in cui vengono fornite nuove succulente anticipazioni sul film incentrato sull'Indagatore dell’Incubo made in Bonelli. Secondo le dichiarazioni di Scott Rosenberg, presidente della Platinum Group (che ne acquistò nel 1997 i diritti televisivi, cinematografici e di merchandising oltre alla riproduzione dei fumetti), e Ashok Amritraj, amministratore delegato della Hyde Park:
...realizzare "Dylan Dog" è il raggiungimento di un sogno durato anni e perseguito da studi rivali come DreamWorks e Miramax. «Non vogliamo assolutamente scendere a compromessi nel modo di ritrarre Dylan Dog né avere a che fare con studios e gente che non conosce il fumetto come lo conosciamo noi» sostiene Rosenberg. «Mi piace perché è un film d' azione ma con un personaggio originale, mai visto prima sullo schermo e circondato da un mondo interessante che intrigherà senz' altro tutte le età. Dylan è un personaggio cool e all' avanguardia» aggiunge Amritraj. Nella storia del film, trasportata nella New York odierna dalla Londra in cui Sclavi aveva ambientato il racconto, Dylan Dog è costretto a tornare ad occuparsi delle indagini di cui è specialista dopo essere stato contattato da una donna che afferma di aver visto il padre brutalmente assassinato da una misteriosa creatura. Con la sua abilità, il revolver e armi paranormali, aiutato dal suo fedele braccio destro Groucho, Dylan sembra essere l' unico capace di riportare l' ordine sia sotto che sopra la superficie della terra...
A queste si aggiungono altre dichiarazioni, da parte dell'attore Brandon Routh, chiamato ad interpretare il ruolo di Dylan Dog, e del regista Kevin Munroe, su come il film verrà impostato e sulla possibilità di eventuali seguiti. Come quindi in passato (basti vedere l'esempio di Constantine) ci si augura che lo spirito originale della creatura di Sclavi non venga "eccessivamente" stravolto dalla macchina di guerra hollywoodiana.

Domenica, 28 Luglio 2002

messaggio da P.Dionisio - 28/07/2002 08:30
"Con l'aiuto di Hollywood i romanzi a fumetti acquistano popolarità", articolo di City, il quotidiano gratuito. "Per molto tempo, il business dei fumetti è sembrato limitato a supereroi, detective o alieni che, incontrastati, invadevano il pianeta. La clientela affezionata comprendeva per lo più adolescenti e collezionisti. Ma l'industria che vive nel "back stage" dei fumetti sta subendo una trasformazione del genere, grazie a una più impegnativa e letteraria "diramazione" chiamata "romanzo a fumetti". L'evoluzione è assecondata dagli scrittori di fumetti - sempre più determinati a raccontare personaggi più complessi - e da una sfilza di film di Hollywood adattati dai romanzi a fumetti, tra i quali l'ultima pellicola di Paul Newman e Tom Hanks, "Road to Perdition". "La nostra è una forma d'arte del tutto adatta a raccontare storie e intrattenere la gente", ha spiegato Max Allan Collins, autore di "Road to Perdition". "L'aspetto più interessante è che tutti capiscono il linguaggio e le dinamiche dei fumetti. La speranza è che la gente che vede e che apprezza il film possa interessarsi a esplorare nuove strade, finora considerate proibite, nel mondo delle vignette e dei romanzi a fumetti", ha aggiunto l'autore, che per 15 anni ha scritto storie di Dick Tracy. Le 300 pagine di "Road to Perdition" sono illustrate dalle vignette in bianco e nero del cartoonist Richard Piers, bravissimo nel rendere in immagini scene e azioni della letteratura tradizionale. Una pietra miliare nella storia della letteratura a fumetti è considerato "Maus", opera sull'Olocausto realizzata nel 1987 dal premio Pulitzer Art Spiegelman. Tra gli autori in voga oggi spicca invece Joe Sacco, che con il suo mix di humour, mistero e reportage giornalistico (vedi i suoi lavori su Bosnia e Palestina) ha creato un genere nel genere."

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