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Venerdí, 16 Novembre 2007

weblog/?3432
messaggio da Fabrizio Ghilardi - 16/11/2007 09:15
Da Se Diabolik diventa Super Pippo
E anche Diabolik cede al politically correct...
Il Re del Terrore, l'antieroe in calzamaglia (scomodissima) nera, il personaggio che negli anni Sessanta è stato accusato di incitamento a delinquere, quel criminale che con il pugnale e gli aghi avvelenati generalmente uccide da par suo agenti di polizia, ricchi debosciati e malavitosi vari, dopo quarant'anni di omicidi, si fa buonista.
Il cattivo par exellence, partorito nel 1962 dalle menti di Angela e Luciana Giussani, l'uomo dagli occhi di ghiaccio che terrorizzano Clerville, rinuncia ai colpi che l'hanno reso famoso per intraprendere la strada delle cause sociali.
Tu quoque!
Nel numero del gennaio scorso intitolato "Il segreto della Rocca" il delinquente più ricercato al mondo, invece di rubare tesori e diamanti, si lancia in una storia che sembra pensata più per Candy Candy che per un freddo assassino: Diabolik colpisce un gruppo di potere che mostra tutto il suo oscurantismo ostacolando unioni di fatto, aborto, procreazione assistita e omosessualità.
È proprio questo ultimo tema che viene affrontato con grande attenzione dal nuovo direttore della casa editrice Astorina che pubblica il fumetto, Mario Gomboli. Insomma, defunte le due sorelle degne del film "Arsenico e vecchi merletti", Diabolik si occupa sempre più di casi umani e di grandi temi sociali, mettendo da parte le sue manie omicide e il suo livore verso una società ricca, decadente e senza alcun codice etico.
Recentemente impegnato in diverse campagne sociali, come quella contro l'eccessiva velocità al volante e quella contro l'abbandono degli animali l'ex Diabolik privo di scrupoli (tanto che in un episodio non esita a far esplodere una nave per essere sicuro di colpire un passeggero in particolare), evolve in una direzione politicamente corretta e ammorbidita che lo rende decisamente alla moda.
Cosa direbbe l'ormai famoso Olindo di Erba che preparava i suoi piani leggendo pile di Diabolik e che per commettere il suo efferato assassinio si ispirava al suo eroe preferito? E che dire del polverone che stampa, sociologi e benpensanti vari scatenarono nella primavera del 1965 quando accusarono Diabolik di istigare i giovani al crimine, ai comportamenti immorali e deviati? Articoli sui giornali, interviste, interpellanze, sequestri della magistratura. Insomma Diabolik contro Ginko, anche nella realtà. Insomma, non ci sono più i delinquenti di una volta! Ma forse il nostro Diabolik, conscio del giro di vite che il Governo ha deciso a causa del dilagare della violenza, per la prima volta in tanti anni di crimine si è spaventato. Daspo preventivo, arresto in flagranza di reato entro le 48 ore, aumento delle aggravanti per resistenza e giudizio per direttissima riservati ai teppisti da stadio hanno fatto capire anche al Re del Terrore che stavolta si cambia. E aspettiamoci di tutto, ormai. E allora sarebbe bello saperlo convertito alla Fede e magari vederlo espiare, dopo aver preso i voti in un bel convento di Cappuccini, tutti i crimini commessi in quarant'anni.
In galera proprio non ce lo vediamo.
[NdR è possibile leggere la risposta di Mario Gomboli, Direttore della Casa Editrice Astorina, nelle news del 19 novembre 2007]

Lunedí, 23 Aprile 2007

weblog/?3113
messaggio da O.Tamburis - 23/04/2007 07:00
Nel passato di Altea, duchessa di Vallenberg, c'è una tragedia dai contorni oscuri il cui ricordo, dopo tanti anni, riaffiora per sconvolgere la sua vita. E per distruggere il suo rapporto con Ginko. Ma anche Diabolik ha vecchi conti in sospeso...
Nello speciale primaverile del 2007 viene chiuso il cerchio attorno al "poker" di personaggi principali dell'universo di Diabolik. Dopo il racconto del passato di Eva, il remake del n.1, i primi passi di Ginko nelle forze dell'ordine e gli anni "perduti nel sangue" della giovinezza di Diabolik, tocca all'algida duchessa Altea, compagna dell'ispettore Ginko, svelare cosa nasconde il suo passato, anche qui in un alternarsi di momenti presenti (disegnati da Barison e Cerveglieri) e sequenze in flashback (come sempre, opera di Giuseppe Palumbo).
Marco Berardi e Mario Gomboli firmano il soggetto, sceneggiato da Tito Faraci, in cui le strade di Diabolik e Eva da un lato, e quelle di Altea e Ginko dall'altro, si muoveranno a stretto contatto pur mantenendosi in qualche modo reciprocamente intangibili, in una vicenda destinata a porre un importante tassello nella già ben caratterizzata psicologia della duchessa di Vallemberg. Diabolik presenta I misteri di Vallemberg (Collana Il grande Diabolik n.1-2007) – Ed. Astorina, da aprile 2007 in edicola, albo brossurato, 196 pagine b/n, formato 16,5 x 21,0 cm – € 4,90

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