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Mercoledí, 23 Settembre 2009

weblog/?4641
messaggio da José Carlos Francisco - 23/09/2009 23:30
Intervista a Mauro Boselli e Corrado Mastantuono nel blog portoghese di Tex in versione italiana e portoghese.
La risposta di Boselli alla domanda "Allo stesso tempo, hai mostrato come le brave persone si trovino anche tra le fila dei cosiddetti schiavisti. Tra queste due fazioni, Tex non perde mai il controllo della situazione: è forse questo uno dei segreti del fascino del Ranger presso i lettori?":
Soprattutto Tex non perde il controllo delle proprie scelte. Lui è sempre libero, indipendente e padrone di sè. Questa è la sua essenza.
La risposta di Mastantuono alla domanda "Come ti sei trovato, in "Missouri!", a ricostruire quel particolare scorcio della Storia americana? E come hai cercato - riuscendoci a parer nostro - di differenziare il Tex attuale con quello più giovane in azione durante la guerra Civile Americana?":
L’epopea mi incuriosiva e mi entusiasmava. Chiaramente mi sono andato a rileggere il capolavoro di "Tra due bandiere" per cercare di sintonizzarmi con quelle atmosfere. Da quel racconto ho preso innumerevoli spunti che mi sono serviti per rendere più credibile e agile la storia. Prima di affrontare Tex giovane mi sono consultato con Boselli e la redazione, per chiedere quanto dovessi ringiovanirlo. Ci si accordò per un Tex impercettibilmente più giovane, quel tanto che bastasse a cogliere la differenza ma che non snaturasse o addirittura non rendesse irriconoscibile il nostro ranger.

Giovedí, 30 Luglio 2009

weblog/?4544
messaggio da José Carlos Francisco - 30/07/2009 09:55
Intervista a Mauro Boselli e Pasquale Frisenda sul Texone "Patagonia" con materiale inedito come i bozzetti a colori della copertina e altri studi dei personaggi nel blog portoghese di Tex in versione italiana e portoghese.
La risposta di Boselli alla domanda "E parlando delle cupe e toccanti scene finali, credi che sia possibile immaginare i un modo simile, seppure in un lontano futuro, la "fine" di Tex, cioè vedere il ranger impegnato a diffondere i suoi ideali di libertà e giustizia in altri parti del mondo, durante altre guerre dimenticate?":
Assolutamente no. Tex vivrà sempre e non voglio immaginare la sua fine. Ma, se fosse un uomo reale, non lo vedrei comportarsi da "sergente Kirk" o da Che Guevara al fianco dei nativi americani. Tex è capo dei Navajos e i Navajos tuttora hanno il loro territorio sovrano negli USA. Tex invecchierebbe e morirebbe sereno nella Riserva, dopo una vecchiaia trascorsa cacciando puma e cervi in Arizona.
La risposta di Frisenda alla domanda "Fin dall’incipit balza all’occhio la grande cura che hai messo nel tuo lavoro: gli ambienti sono così ben delineati e "vivi" che sembra di essere davvero catapultati sul battello, nelle Pampas ed infine sulle montagne andine; anche i personaggi sono dotati di una straordinaria mimica facciale e in tutte le scene la fa da padrone un realismo assoluto. Oltre che derivante dall’aver avuto agli inizi della tua carriera un Maestro del calibro di Ivo Milazzo, nella rappresentazione grafica di personaggi ed ambienti hai ricevuto precise indicazione da parte di Mauro Boselli o invece hai goduto di una totale libertà espressiva? Quale modello di Tex hai preso come riferimento?":
Intanto vi ringrazio per il giudizio espresso sulle tavole; cercare di "far entrare" il lettore nell’atmosfera della storia, e fin dalla prima pagina, è da sempre la cosa su cui punto di più, dunque non mi potevi dire nulla di più gradito. Il lavoro fatto al fianco di Ivo Milazzo è stato molto prezioso per capire questi aspetti. Molte indicazioni per gli ambienti e per i personaggi sono arrivate da Mauro Boselli in sceneggiatura o da foto ad essa allegate, ma sono abituato a metterci molto di mio in questo senso, e spesso la ricerca dura fino alla conclusione del progetto. Per Tex ho guardato molti dei disegnatori che lo hanno portato ad essere il mito fumettistico che è, a cominciare da Aurelio Galleppini, per poi passare a Ferdinando Fusco, Giovanni Ticci, Vincenzo Monti, Alfonso Font e Claudio Villa in particolare.

Martedí, 31 Marzo 2009

messaggio da José Carlos Francisco - 31/03/2009 21:55
Intervista a Mauro Boselli -autore di Zagor, Dampyr e Tex- che parla pure di Tex nel blog portoghese di Tex in versione italiana e portoghese.
La sua risposta alla domanda "Qual è stato il suo miglior lavoro su Tex, secondo lei? Ed il più difficile?":
La storia preferita, nel senso che mi soddisfa di più come riuscita professionale, cambia a seconda dei periodi della mia vita. Di sicuro, la mia storia texiana d’esordio, "Il passato di Carson", con Marcello, è servita egregiamente allo scopo, che era quello di lanciarmi come autore e di farmi apprezzare dai lettori... Un’altra storia che mi sembra ben riuscita, perché in linea col personaggio, epica, ma anche con riferimenti ai "cavalry films" di John Ford, è "Sulla pista di Fort Apache", realizzata con José Ortiz.
Io ho una predilezione per il Texone "Gli assassini", perché si trattava di una trama molto intrecciata e quindi difficile da scrivere, con indagini parallele e molti cambi di scenario per divertire Alfonso Font al suo esordio. Sì, tutto sommato le storie di cui sono più soddisfatto sono quelle che mi hanno impegnato di più, quelle con più fili narrativi da non "perdere per strada".

Martedí, 16 Settembre 2008

weblog/?4037
messaggio da Mauro Boselli - 16/09/2008 22:20
A proposito delle annotazioni sulla mia storia Terre Maledette, si dice che le mie bande sarebbero sempre composte da sette fuorilegge! Beh, sette sono i samurai... E' certamente un numero magico, il MASSIMO consentito per la caratterizzazione in un gruppo. Ma mi tocca in parte dissentire: gli Innocenti sono molto più di sette, addirittura un centinaio, anche se ne compaiono al presente solo NOVE. E gli Irlandesi non sono sette, bensì OTTO. Gli altri numeri sono esatti. Brava, Michela!
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messaggio da Jonathan - 16/06/2007 00:23
Buongiorno, sto cercando il nome di una serie di fumetti apparsa sul Corriere dei Ragazzi nei primi anni 70. la storia era ambientata nel periodo medioevale e l'unico personaggio che ricordo era un tipo famelico che finiva sempre col mangiare solo rape. Dallo stile dovrebbe essere un fumetto belga. Potreste aiutarmi? Grazie. Risponde G.Pelosi, uBC Staff
Non si tratta del Corriere dei Ragazzi, ma del Giornalino. I personaggi sono Bellocchio e Leccamuffo, che già nel nome richiamano le zingarate raccontate dal Boccaccio nel Decamerone con protagonisti Calandrino e Buffalmacco. Le storie, regolarmente ambientante "tra il basso e l'alto medioevo", erano spassose strisce umoristiche in cui i due disperati finivano regolarmente per mangiare rape. Non si tratta di fumetto belga, ma di italianissimi autori: Corrado Blasetti e Giovanni Boselli.

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