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<dopolavoro> il blog di uBC

Lunedí, 29 Marzo 2010

messaggio da P.Dionisio - 29/03/2010 16:00
Da un articolo di Repubblica.it di Matteo Tonelli:
Storia di Stefano Cucchi. Entrato in carcere da vivo e uscito cadavere. Una storia che ha scosso l'opinione pubblica, inchiodata dalle pubblicazione delle foto di quel ragazzo, senza più vita, con il corpo pieno di lividi e il volto magrissimo. Esce in libreria Non mi uccise la morte (Castelvecchi, 113 pagine). Storia a fumetti, o graphic novel, come si dice oggi. Nasce dalla penna di Luca Moretti e Toni Bruno. E' storia "che riguarda tutti". La storia "di un abbraccio che è stato negato".
Sono tavole in bianco e nero. E di nero, di oscuro, c'è molto in questa vicenda. Dall'arresto di Stefano al suo arrivo in carcere, alla sua morte in ospedale. Nel mezzo lo stupore, l'incredulità dei genitori e della sorella che, a poco a poco, diventa sgomento. Loro, che sapranno della morte del figlio da una fredda comunicazione burocratica. C'è il calvario di Stefano e quelle celle dove è rinchiuso. Le percosse, i silenzi. Il buio della giustizia. E pagina dopo pagina, tavola dopo tavola, Stefano cambia. Il volto si scava sempre di più, gli occhi si riempiono di dolore. Fino a quelle piaghe sul corpo diventate pubbliche dopo la scelta della famiglia di pubblicare le foto sui giornali. C'è l'angoscia, crescente, della madre, del padre e della sorella, che si scontrano contro l'impossibilità di avere notizie del figlio ormai morente e ricoverato in ospedale. E quando l'autorizzazione per vederlo arriva è troppo tardi. Stefano non c'è più. Si è spento per "sopraggiunta morte naturale". Poteva finire così questa storia. Ma non è finita così.
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messaggio da P.Dionisio - 29/03/2010 15:30
Da un articolo de Il Messaggero:
L'antica Roma conquista il mondo dei manga giapponesi. Il nuovo eroe dei fumetti nipponici è un antico romano di nome Lucius, grande esperto di bagni termali finito nel Giappone moderno dopo un involontario viaggio nel tempo. La saga a fumetti, intitolata Thermae Romae, è diventata tanto popolare da vincere il gran premio manga, l'oscar 2010, tra i più prestigiosi riconoscimenti alle opere pubblicate nel 2009 e assegnato in base al responso degli stessi appassionati. Ambientato nella Roma dell'imperatore Adriano e nella Tokyo ipertecnologica del presente, la serie è un inno alla cultura dei bagni termali che curiosamente collega l'Antica Roma e il Giappone degli onsen, senza alcun apparente contatto diretto nel corso dei secoli.
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messaggio da P.Dionisio - 29/03/2010 15:25
Da un articolo de La Stampa:
Esce una biografia a fumetti fuori dagli schemi sui Sex Pistols, band che ha fatto la storia della musica punk (Sex Pistols. La biografia a fumetti, Bd Edizioni, pp. 96, euro 10,00).
Jim Mccarthy e Steve Parkhouse hano disegnato graphic novelin cui ripercorrono la folle parabola di Sid Vicious e soci.
La storia dei Sex Pistols comincia a Londra nel 1975. Una storia fatta di alcol, droga, violenza e concerti fuori controllo, ma anche di polemiche, come quelle che accompagnano il secondo singolo del gruppo inglese, "God save the Queen"(1977). Considerato come un attacco diretto alla regina, il brano, nonostante le 60 mila copie vendute, viene proibito e cancellato dalle classifiche, in cui in breve tempo arriva ad occupare le prime posizioni.
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Venerdí, 26 Marzo 2010

messaggio da V.Oliva - 26/03/2010 17:55
Da un articolo del blog Cartoonist globale di Luca Boschi:
Il 2009 ha confermato il record dei fratellini terribili Bibì e Bibò, figli della Tordella e del (definto? Ricoverato?) signor Katzenjammer.
La striscia a fumetti Katzenjammer Kids, distribuita dal K.F.S., è infatti rimasta in vita, confermandosi la serie più lomgeva nella storia della Nona Arte.
Com'è noto (e come si è già scritto altrove), i due monelli Bibì e Bibò vivono con la loro indaffarata madre Tordella (Die Mama), che presta i suoi servigi al vecchio Capitan Cocò Ricò (indicato talvolta anche Cocoricò, per esteso; Der Captain in originale), un vecchio marinaio che ama alzare il gomito, creato nell’agosto 1902.
A rappresentare l’Autorità, dal gennaio 1905 si unisce al gruppo anche l’ufficiale scolastico L’Ispettore (Der Inspector), supposto scienziato dalla lunga barba bianca e il cappello a tubo.
Il nome originale della coppia di discoli, The Katzenjammer Kids, denota a un tempo sia la loro origine tedesca (e l’ispirazione ai monelli delle storielle con didascalie rimate Max e Moritz, di Wilhelm Busch), che la loro personalità. L’espressione, infatti, in gergo tedesco indica "le conseguenze di una sbronza", vale a dire un fastidioso malessere diffuso.
Dirks crea il castano Hans e il biondo Fritz (noti anche come The Katzies) per The American Humorist, supplemento del quotidiano New York Journal, del titano della stampa William Randolph Hearst.
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Giovedí, 25 Marzo 2010

messaggio da P.Dionisio - 25/03/2010 18:50
Da un articolo de La Stampa di Franco Giubilei:
Schulz era evidentemente più grande di Salinger. Mi ricordo che nel '65 collaboravo a "Linus" come Vittorini e lui mi disse "Io avvicinerei i Peanuts al Giovane Holden". Io eccepii, e lui mi chiese "Vuoi dire che è più artista Schulz?". Tempo fa ho scritto un pezzullo in morte di Salinger, in cui sostenevo che a leggerlo adesso è datato, per il linguaggio e per lo slang. Schulz, no. Allora il vero poeta era lui, non è stato più toccato, dato che è impossibile aggiornarlo, perché era già buono per tutti i tempi, proprio come i classici».
Parola di Umberto Eco, che condensa in una frase il concetto per cui Charlie Brown ha sì sessant’anni, ma li porta molto meglio del suo celebre coetaneo, l’ormai ex giovane Holden. Il semiologo ha parlato così nell’aula universitaria di San Giovanni in Monte a Bologna - durante l’incontro «Charlie Brown: i suoi primi 60 anni» con Annamaria Gandini, il grafico di «Linus» Salvatore Grigorietti, Fulvia Serra e la vedova del disegnatore, Jeannie Schulz -, riscattando una volta di più il fumetto dal rango di arte di serie B, ma in realtà si è ripetuto, perché gli stessi argomenti avevano ispirato la sua introduzione al libro che segnò la primissima apparizione dei «Peanuts» in Italia nel 1963.
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