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<dopolavoro> il blog di uBC

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Martedí, 9 Marzo 2010

messaggio da P.Dionisio - 09/03/2010 22:00
Da un articolo su Corriere di Bologna.it:
Vasco diventa Comandate Brasko. E la storia può cominciare: ritiratosi a vita privata in un tranquillo paese tra le colline, il famoso musicista viene convinto a tornare sulle scene per risollevare le sorti del festival canoro più famoso del Paese. La storia si svolge tra il teatro Arroston e Lazooka, il paesino tra i monti. E a tessere le fila del racconto c'è Zio Paperone.
Il tutto, naturalmente, raccontato a fumetti. Nel numero in edicola da domani, Topolino trasforma il Blasco in un papero, protagonista dell'avventura Zio Paperone, Paperica e il concerto del Comandante, sul numero in edicola da domani.
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Lunedí, 8 Marzo 2010

messaggio da P.Dionisio - 08/03/2010 21:15
Da un articolo su Il Tirreno:
C’è un fumetto manga che sta spopolando su internet. Il primo episodio è uscito in rete il 14 febbraio, il secondo è atteso a giorni. È disegnato da una fumettista pistoiese innamorata dei manga, i fumetti giapponesi, nome d’arte Wish. È sceneggiato da Ileni, 15 anni, anche lei pistoiese, che voleva parlare attraverso il fumetto della convivenza con la disabilità.
"Le ruote magiche" si ambienta in una piccola città della Toscana, dove Emi Sheffield abita con la sua famiglia. Emi è una studentessa dodicenne italo-britannica che frequenta la seconda media alla scuola privata parificata Saint-Exupery (un omaggio all’a utore de "Il piccolo principe"). È disabile fin dalla nascita.
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Domenica, 7 Marzo 2010

messaggio da P.Dionisio - 07/03/2010 21:05
Da un articolo su Repubblica di Roberto Saviano:
Storia di Astarte è un sogno bellissimo, l'ultimo di Andrea Pazienza. Un'opera incompiuta. È un sogno classico, di quelli che quando ti svegli ti senti al centro dell'universo, come se avessi fatto parte della storia e il tuo fosse stato un ruolo attivo. Quando mi sono arrivate le tavole, quando per la prima volta le ho avute tra le mani, confesso di esserne rimasto folgorato. I disegni sono meravigliosi, precisi anche quando appena tratteggiati. E il testo è epica. Andrea Pazienza riesce, attraverso un cane, a costruire una atmosfera di combattimento e scontro, dove ogni parte del conflitto diviene chiaramente una scelta tra bene e male. Tutto attraverso un cane.
Le sperimentazioni che aveva fatto negli anni precedenti, spingendosi da un estremo all'altro delle possibilità espressive del linguaggio a fumetti, hanno trovato in Storia di Astarteuna ricomposizione naturale e perfetta. Non ci sono sbavature, non c'è nulla di manieristico, non c'è l'errore in cui cadrà chi dopo di lui si cimenterà nel racconto classico, ossia la retorica da centurione che tutto deve dire con flemma e ieraticità. No, le sue tavole sono naturali, anche quando sono grumi d'inchiostro soltanto. E muscoli da cane combattente.
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Mercoledí, 3 Marzo 2010

weblog/?4836
messaggio da M.Gremignai - 03/03/2010 20:05
La crisi dell'editoria coinvolge anche Spider-Man, come è possibile vedere nella videonotizia di Repubblica di Ermanno Accardi
Nemmeno i super eroi sfuggono alla morsa della crisi economica: nell'ultimo numero di "Amazing Spiderman" anche Peter Parker diventa... disoccupato!
...e anche nell'articolo di Giovanna Mancini su IlSole24Ore con i commenti di Marco Marcello Lupoi, direttore editoriale di Panini Comics, di Leo Ortolani, creatore di Rat-Man, e di Simone Bianchi, copertinista italiano in esclusiva per la Marvel:
Passi che Lehman Brothers o City Group dichiarino bancarotta. Passi pure che il Washington Times o il New York Times licenzino parte dei propri dipendenti. Ma che anche il Daily Bugle, lo storico quotidiano newyorkese per cui lavora Peter Parker (meglio noto alle cronache come alter ego dell'Uomo Ragno) si trovi costretto a licenziare il nostro supereroe in abiti borghesi, è proprio un boccone difficile da digerire.
Eppure è così: i venti di crisi che hanno travolto l'editoria statunitense negli ultimi due anni non hanno risparmiato neppure il mondo della fantasia e l'attualità, fatta di licenziamenti e scatoloni da riempire in fretta per liberare la scrivania, è entrata nei fumetti, dritta fino ai piani alti dei supereroi. Nell'ultimo numero dell'edizione americana di Amazing Spider-Man, in uscita oggi negli Stati Uniti, il giovane Peter, fotoreporter free-lance per il Daily Bugle, viene licenziato in tronco («You're fired», titola la copertina), come del resto sta capitando a milioni di suoi connazionali.
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Lunedí, 1 Marzo 2010

messaggio da José Carlos Francisco - 01/03/2010 22:15
Intervista a Massimiliano Leonardo (LEOMACS) nel blog portoghese di Tex in versione italiana e in portoghese, con tre tavole in anteprima della sua storia (inedita) di Tex che sta realizzando.
La sua risposta alla domanda "Come immagini il futuro del fumetto popolare? Secondo te si trasformerà sempre più in un prodotto di nicchia?":
Non credo si possa semplicemente dire che il mercato è in crisi. Le cose stanno semplicemente cambiando (e pure piuttosto in fretta). Cambia il linguaggio e quindi cambia pure il fumetto (che è un linguaggio esso stesso). Cambia la maniera di pensarlo, di proporlo, di distribuirlo, di venderlo e di conseguenza, anche di consumarlo. Il media fumetto ha oramai raggiunto in tutte le sue fasi di produzione altissimi livelli qualitativi ed è oramai considerato universalmente un linguaggio maturo e moderno almeno quanto il cinema e la letteratura (i videogiochi meriterebbero un discorso a parte), per cui ogni paragone con epoche passate mi sembra poco calzante. Anche il fumetto si è, fortunatamente e nel senso buono, globalizzato. Non è più possibile concepirlo come un media "chiuso" e prevalentemente "nazionale", impermeabile al mutare dei "linguaggi" di segni e parole. Non è concepibile ed è oltretutto deleterio. Il "nostalgismo" è un brutto male che assale più gli autori che i lettori. Sono quei (pochi) autori che hanno smesso di entusiasmarsi, annoiati da qualsiasi cosa che non sia la propria arte, ad impoverire il fumetto. I lettori sanno, più e meglio, accettare la diversità delle cose e il cambiamento che ne consegue. Il fumettista più di ogni altra cosa dovrebbe cercare di non essere noioso. Oggigiorno non basta più saper fare bene, bisogna pure sforzarsi di guardare oltre la punta del proprio naso. La Bonelli continua a rimanere un punto fermo perché, pur rimanendo pienamente nella propria tradizione, sa cogliere questi cambiamenti con l’accortezza, l’onestà e la prudenza che si addicono ad un editore di riferimento.

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