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<dopolavoro> il blog di uBC

Lunedí, 15 Febbraio 2010

messaggio da Napoli COMICON - 15/02/2010 21:15
Un fumetto per immaginare una città senza smog, con meno automobili e più trasporti "verdi". E' questo il tema della dodicesima edizione di Imago, il concorso di Fumetto e Grafica che ogni anno apre le porte del Comicon, il Salone Internazionale del Fumetto, agli studenti delle scuole della Campania.
"La città è mobile! Qual piuma al vento" è infatti il titolo scelto dall'associazione per il concorso 2010 che darà l'opportunità agli studenti, ma anche ai tutti gli appassionati di disegno e grafica non professionisti, di misurarsi sul tema "Quando il diritto alla mobilità incontra la salute. A piedi, in bici o con i mezzi pubblici: dai respiro alla tua città".
Il bando del concorso è stato pubblicato sul sito web www.comicon.it: gli elaborati dovranno pervenire all'associazione Imago entro il 16 aprile 2010 alle ore 19.

Mercoledí, 10 Febbraio 2010

messaggio da L.Ferrini - 10/02/2010 15:15
Sono online sul sito di Sergio Bonelli Editore la terza e la quarta parte della mega-anteprima che, come di consueto, prefigura le uscite di tutto il 2010.
La terza parte è dedicata a Martin Mystère, Zagor e Julia, mentre la quarta ci parla di Nathan Never, Jan Dix e Greystorm.
Tra le novità, l'albo di Storie da Altrove con protagonista Edgar Allan Poe, i festeggiamenti per i 50 anni di Zagor (con un albo a colori e uno "Zagorone"), il ritorno di Myrna Harrod e la conclusione della serie di Jan Dix.

Domenica, 7 Febbraio 2010

messaggio da José Carlos Francisco - 07/02/2010 19:40
Intervista a Gianfranco Manfredi e Fabio Civitelli a proposito della storia "La grande sete" (Tex 585-586) nel blog portoghese di Tex in versione italiana e in portoghese.
La risposta di Gianfranco Manfredi alla domanda "In altro passaggio della storia fai dire a Tex: "I giovani vanno responsabilizzati". È un tema presente nel cinema western classico o pensi sia stato molto poco sfruttato?":
Nel cinema western è un tema centrale. Il rapporto tra genitori e figli, in particolare, è stato trattato in tutti i risvolti. In generale, si può dire che nel west i ragazzini andavano svezzati in fretta. Se non imparavano a cavarsela da soli erano guai.
La risposta di Fabio Civitelli alla domanda "Quali analogie e quali differenze hai riscontrato con il Tex classico?":
Manfredi si è calato con grande umiltà nell’universo texiano e non ha certo creato un Magico Vento in camicia gialla e fazzoletto nero. "La grande sete" è stata apprezzata dai lettori più smaliziati, e fortunatamente anche da quella maggioranza silenziosa che ogni mese va in edicola per ritrovare il ranger che ama fin dall’infanzia. Questo è forse il suo più grande merito: un Tex duro e deciso, nel solco della tradizione bonelliana, un Carson ironico ma anche uomo d’azione, lontano dal vecchietto brontolone e un po’ babbeo che a volte ci è capitato di leggere. Naturalmente, si possono notare delle differenze sia con G. L. Bonelli che con Nizzi, per esempio nel lato "politico" e di denuncia, piuttosto raro nella serie.

Giovedí, 28 Gennaio 2010

messaggio da L.Ferrini - 28/01/2010 19:40
Sono online sul sito di Sergio Bonelli Editore le prime due parti della mega-anteprima che, come di consueto, prefigura le uscite di tutto il 2010.
Prima parte dedicata a Tex, Dampyr e Caravan, seconda parte dedicata invece a Dylan Dog, Magico Vento e Brendon.
Tra le novità più interessanti, il Texone disegnato da Orestes Suarez, il n.600 di Tex disegnato da Giovanni Ticci, il passaggio alla periodicità semestrale del Dylan Dog Color Fest, gli albi conclusivi e lo speciale finale di Magico Vento. Attenzione nella lettura: c'è un pericoloso spoiler sull'albo di febbraio di Caravan!

Lunedí, 25 Gennaio 2010

messaggio da M.Gremignai - 25/01/2010 18:40
Da un articolo del 25 gennaio 2010 pubblicato su Il Corriere della Sera.it il nuovo intervento del sottosegretario di Stato a lavoro, salute e politiche sociali riguardo la storia Mater Morbi di Dylan Dog:
Non ho mai creduto alle letture ideologiche, ai tentativi di decifrazione di un testo in chiave tutta politica: non è attraverso il filtro delle battaglie più o meno civili che la letteratura si fa riconoscere come tale, e può toccarci in profondità. Leggendo l’ultimo numero di Dylan Dog, "Mater morbi", la mia diffidenza verso le interpretazioni politiche si è accentuata. Il racconto è stato esaltato da alcuni quotidiani come presa di posizione su eutanasia e testamento biologico, e certo c'è anche questo. Ma è un discorso assai poco politico, confinato in uno spazio laterale («Nel frattempo, un certo dottor Harker ha alzato un gran polverone con i media, e oggi per tutto il paese si discute di accanimento terapeutico, testamento biologico e suicidio assistito..»). Quando sono stata interpellata da una giornalista sul fumetto, non lo avevo ancora letto; in effetti mi si chiedeva di intervenire nel dibattito sollevato dagli articoli comparsi sulla stampa, e mi aveva colpito in particolare una frase citata: «C'è stato un tempo in cui ero un uomo..». Come a dire: solo la salute garantisce la nostra qualità umana, e forse la nostra dignità di persona. Ma a una lettura diretta del testo, la mia paura si è rivelata del tutto infondata.
(..)

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