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Mercoledí, 16 Dicembre 2009

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messaggio da Comune Napoli - 16/12/2009 20:00
Dal 18 dicembre al 10 gennaio il Castel dell’Ovo di Napoli ospita la mostra Il Grifo: storia di una rivista - Il fumetto è arte dedicata alla letteratura disegnata. Per la prima volta che verrà messo in mostra il contenuto dell’archivio storico de "Il Grifo", la storica rivista diretta dal 1991 al 1995 dal giornalista Vincenzo Mollica. Saranno esposte le tavole dei maggiori artisti che hanno fatto la storia del fumetto d'autore italiano, tra i quali possiamo citare Hugo Pratt, Milo Manara, Guido Crepax, Dino Battaglia, Enki Bilal, Giorgio Cavazzano, Moebius, Andrea Pazienza, Sergio Staino, Danijel Zezelj... La mostra, promossa dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli, curata dal giornalista Vincenzo Mollica, è organizzata da Lorenzo Paganelli per Grifo Cult.
All’inaugurazione, prevista per venerdì 18 dicembre ore 18,00 presso Castel dell’Ovo, parteciperanno, tra le istituzioni, il Sindaco della città di Napoli Rosa Jervolino Russo, l’Assessore alle Politiche Sociali e Politiche Giovanili Giulio Riccio, il consigliere del Comune di Napoli Francesco Minisci, il giornalista Vincenzo Mollica e l’organizzatore Lorenzo Paganelli. Inoltre, interverranno gli artisti Francesco Guccini, Milo Manara, Tanino Liberatore, Vittorio Giardino e tanti altri.
Un’ampia sezione della mostra, forse la più importante, sarà dedicata al contributo di Federico Fellini, che fu tra i primi sostenitori e collaboratori della rivista.

Venerdí, 10 Luglio 2009

messaggio da P.Dionisio - 10/07/2009 23:05
Da un articolo de La Stampa:
Valentina, l’eroina dei fumetti creata da Guido Crepax, è la protagonista della linea di moda mare "Io Valentina" firmata dall’azienda riminese Unimar. Durante il lancio presso l’Aquafan di Rimini, Antonio Crepax ha ricordato la creazione del padre Guido: «Non mi dispiace che Valentina sia il marchio di un costume da bagno.
Mio padre ha sempre amato la contaminazione tra l’arte e la vita reale, e gli è sempre piaciuto - spiega in una nota - portare la sua arte fuori, nel mondo. Anche perché Valentina era così: faceva la fotografa di moda, girava il mondo. Già negli anni ’60 così mio padre realizzò per la Rinascente splendidi foulard di Valentina, ora noi stiamo pensando a una linea di moda, ad oggetti di design, e a rieditare i fumetti. Esistono 3500 tavole di Valentina».
Ma per ora, conferma Crepax, «il fumetto non tornerà in vita. Mia madre è contraria. Anche se il mito di Valentina resiste ancora dopo 40 anni, per mia madre Luisa solo è mio padre poteva disegnare Valentina».
(..)

Mercoledí, 27 Maggio 2009

messaggio da Il Team di Collezioneggio - 27/05/2009 18:30
Vi segnalo su Collezioneggio Fumetti in pillole: pezzi rari e curiosità 4 con "Storia a fumetti dell'Agip" realizzata da Hugo Pratt, "Cartoline Shampoo Clear" 6 cartoline realizzate da Crepax, Milo Manara, Andrea Pazienza, Giovanni Mattioli e Sergio Toppi.

Sabato, 11 Ottobre 2008

messaggio da P.Dionisio - 11/10/2008 15:40
Dall'articolo su LaStampa.it:
Un viaggio, molto illustrato, nel mondo dei comics: da «Il Principe Valentino» di Foster al «Kinowa» di Lavezzolo, da Bilal a Paparella, da Crepax a Toppi, da Tofano a Villa a mille altri con citazioni di film, libri, quadri: è «La freccia di Ulceda» di Antonio Faeti (Coniglio Ed., pp. 180, e 18,50). Un titolo molto bello per un libro che ripercorre la storia del fumetto, delle immagini, dei segni: Ulceda è infatti la figlia del capo Gran Falco della Prateria, graziosa squaw protagonista della prima serie western italiana, realizzata nel 1935 dal grande Guido Moroni Celsi.
(..)
La decisione di ripubblicare questi saggi, usciti negli Anni 80 su «Comic Art» e «L'occhio del gatto», è venuta a Faeti dopo una visita ad «Arte Fiera» a Bologna dove ha ripercorso le tendenze artistiche con la sua lente di docente di Grammatiche della Fantasia (che stupenda dizione!) all'Accademia di Belle Arti. Affermando che «si dovrebbe, finalmente, dire quanto il fumetto sia diverso e come abbia conquistato un territorio dove altri modi di narrare non possono entrare». Quando esce «L'alba dei morti viventi», primo albo del Dylan Dog di Sclavi nel 1986, Faeti scrive: «La storia mi ha attratto, convinto, divertito, perfino un po' spaventato». E per «Fuochi» di Mattotti osserva: «Questo sogno di parole e di immagini, questa soda, ossimorica impalpabilità, gli altri strumenti non la comunicano. Forse è questo, il fumetto».

Venerdí, 19 Settembre 2008

messaggio da P.Dionisio - 19/09/2008 12:00
Dall'articolo di Marco Vinelli su Corriere.it sulla mostra dedicata a Valentina di Crepax presente alla Triennale Bovisa di Milano dal 21 Settembre 2008 al 1° Febbraio 2009:
qualunque. Invece sono i dati anagrafici di un personaggio dei fumetti, la famosissima «Valentina» di Guido Crepax. Un personaggio che ha molti punti di contatto con le persone «normali»: invecchia (a differenza di tanti altri eroi di carta), vive in un luogo definito e caratterizzato (Milano) che, guarda caso, è lo stesso del suo autore. E proprio per celebrare Guido Crepax, creatore (raffinatissimo) di questo personaggio, a 5 anni dalla scomparsa, si apre alla Triennale Bovisa una mostra dal titolo «Valentina, la forma del tempo». «Il trascorrere dei giorni, degli anni è il concetto che ci ha colpito maggiormente mentre esaminavamo l'incredibile mole di materiale, per definire il percorso espositivo - spiega Massimo Gallerani, curatore della rassegna insieme con Caterina Crepax, figlia dell'artista -. Valentina era strettamente legata al suo tempo, così come il suo autore, che riusciva a trasferire sulla carta questa continuità ».
Dall'articolo di Maria Giulia Minetti su LaStampa.it:
Se qualcuno avesse bisogno di un'ulteriore conferma di che genio fosse Giovanni Gandini - non molto attrezzato per le cose pratiche, certo, ma quanti geni lo sono? - ecco quello che racconta sua moglie Annamaria a proposito della nascita di un mito del fumetto nostrano, la Valentina di Guido Crepax (in mostra da domenica alla Triennale Bovisa di Milano), nata sulle pagine di Linus, la rivista di Gandini, appunto, nel 1965. Su quale numero esattamente non sono riuscita a stabilirlo, né con Annamaria, né con Luisa e Caterina Crepax, moglie e figlia di Guido; da qualche perte la rivista c’è, mi hanno assicurato, ma intanto sottomano hanno solo la prima tavola dove Valentina compare, anzi, compaiono soltanto i suoi occhi che seguono una gara d’auto a Monza. La storia, infatti, si chiama La curva di Lesmo.
E forse, non fosse stato per il genio di Gandini, Valentina non sarebbe andata molto oltre quella tavola e quello sguardo. Crepax, voleva centrare tutta la futura produzione sul suo fidanzato e protagonista della Curva di Lesmo, il critico d’arte Philip Rembrandt. «Fu Giovanni a dirgli: "Lascia perdere lui, lavora su di lei"», ricorda adesso Annamaria Gandini.
Dall'articolo di Domenico Rosa su IlSole24Ore corredato di galleria fotografica:
Guido Crepax era un uomo coraggioso. Alla fine degli anni sessanta, mentre in tutto il mondo esplodeva la rivendicazione femminile e la rivoluzione sessuale, si permise soavemente di interpretare, dalla sua condizione di maschio, i sentimenti più intimi e inconfessabili delle donne attraverso Valentina Rosselli, una sinuosa fotografa milanese, protagonista delle sue storie a fumetti. Un sacrilegio. Il livello di indignazione dei movimenti femministi fu direttamente proporzionale al successo del personaggio e all'impudenza dell'autore, bollato come arrogante maschilista. Tutto si ricompose quando fu chiaro che Valentina era l'archetipo della donna futura, disinibita, autonoma, liberata.
Su Repubblica una galleria fotografica sull'evento:
"Valentina la donna è mobile" è un percorso nei cambiamenti degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, incarnati dalla più famosa delle creature di Cepax, Valentina. Al tempo stesso vuol essere un viaggio nella mente dell'artista, reso possibile da un allestimento multimediale che tenta di visitare Cepax dall'interno, con conelaborazioni video, punti interattivi e ambienti sonori che riproducono e amplificano l'attualità delle invenzioni linguistiche di Crepax e il suo ininterrotto dialogo con il cinema.

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