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Giovedí, 24 Settembre 2009

messaggio da M.Gremignai - 24/09/2009 12:10
Dal 30 settembre 2009 insieme al Corriere della Sera e alla Gazzetta dello Sport saranno allegati i volumi di una collezione per celebrare i 100 anni dalla nascita dei fumetti italiani. Il primo volume è dedicato a Dylan Dog ed i seguenti a Milo Manara, Diabolik, Lupo Alberto, Nathan Never, Paperino, Wolverine, Rat-Man, Zagor, Corto Maltese e molti altri.

Lunedí, 17 Agosto 2009

weblog/?4570
messaggio da M.Gremignai - 17/08/2009 20:05
Da un articolo del Corriere.it:
Dopo un viaggio lun­go 15 anni - e non per colpa del suo inseparabile Maggiolone scassa­to - Dylan Dog arriva finalmente a Hollywood. Tanto ci è voluto per portare l’eroe dei fumetti sul grande schermo dopo abboccamenti, rin­vii, pause e ripensamenti durati tre lustri. Giacca nera, camicia rossa, jeans e Clarks: l’indagatore dell’incubo (giunto all’indagine/albo numero 275) dal 1986 affascina lettori di ogni età con avventure in bilico tra l’horror e il noir, che a volte si inzup­pano di splatter, cercando di argina­re demoni e lupi mannari, vampiri e zombie: non a caso in principio (al­bo numero uno) fu «L’alba dei mor­ti viventi». In Dead of Night tocca a Brandon Routh - classe 1979, ruolo più pre­stigioso quello di Superman in Su­perman Returns (2006), allora quel­lo dei fumetti è un vizio - mettersi i panni di Dylan Dog.
Sceneggiatura originale, dunque non ispirata a un fumetto in particolare, Dead of Ni­ght racconta di come Dylan è diven­tato indagatore dell’incubo per sal­vare il suo assistente ucciso da uno zombie (e a sua volta diventato zom­bie). E siccome Dylan ha pratica­mente una fidanzata al mese (come la cadenza delle sue uscite in edico­la) al suo fianco avrà una donna (Anita Briem) che non sa a chi rivol­gersi - non certo alla polizia, sai co­m’è lì vogliono prove, non supposi­zioni - perché ha visto suo padre ucciso da una creatura mostruosa. La regia è affidata a Kevin Mun­roe (nel suo curriculum il film di animazione sulle Tartarughe Ninja TMNT ) che in un’intervista ha rac­contato perché è stato affascinato dall’indagatore dell’incubo: «Mi ha colpito la natura anticonformista del personaggio. Dylan Dog è un ra­gazzo normale, che, non sempre suo malgrado, finisce per farsi coin­volgere in situazioni bizzarre. È vani­toso, sarcastico ed ha un incredibile fiuto per i guai, ma ha in sé qualco­sa di assolutamente umano. È uno Sherlock Holmes contemporaneo. Nel film raccontiamo le sue pazze vi­cende in maniera leggera: sarà un film per tutti, per ragazzini come per adulti. Non è un horror, non è un thriller dark e violento in cui esplodono teste. Sarà un mistery ro­mantico con zombie e vampiri». Anche Brandon Routh è stato stre­gato da Dylan Dog: «È un personag­gio interessante perché, a differen­za dei consueti supereroi da fumet­to, è pieno di difetti, ed è anche sim­patico. È sarcastico, ma anche un cuore buono... Non gli piacciono le armi. Usa piuttosto la furbizia e l’in­telletto per combattere i mostri, in­tuisce le loro debolezze e colpisce i loro nervi scoperti. Certo qualche ar­ma la tira fuori pure lui...».
(..)

Mercoledí, 29 Aprile 2009

messaggio da José Carlos Francisco - 29/04/2009 23:10
Intervista a Pasquale Frisenda -disegnatore di Magico Vento e Ken Parker- con alcune tavole in anteprima del suo gigante di Tex (ancora inedito) ed anche alcune tavole di prova di Dylan Dog nel blog portoghese di Tex in versione italiana e portoghese.
La sua risposta alla domanda "Secondo Gianfranco Manfredi, una delle cause dell'eliminazione di Magico Vento nel 2010 è la difficoltà che i disegnatori più giovani provano con il western in generale, cosa che ovviamente non è il tuo caso. Come riesci a disegnare tanto bene i cavalli, le diligenze, le città, i villaggi, insomma: il genere western nel suo complesso?":
La cosa curiosa è che io non mi ritengo un disegnatore western! Gente come D'Antonio, Ticci, Milazzo, Serpieri o Giraud, solo per citarne alcuni, hanno saputo rappresentare il west con una capacità più unica che rara, il perché è forse anche legato ad un discorso generazionale. In ogni caso, ognuno di loro conosce molto bene quello che sta disegnando, una conoscenza del genere che va ben oltre un semplice discorso di documentazione.
Io riesco a rappresentare il genere da un punto di vista credo solo "emotivo", amo molto il genere western e le caratteristiche e le atmosfere che gli sono proprie. Ma, da un punto di vista generazionale, il mio immaginario è stato "colonizzato" soprattutto dalla fantascienza. Un certo tipo di fantascienza, quella più legata al filone "umanistico" della letteratura e al cinema di quel genere, emersa all'incirca negli anni settanta/ottanta, insomma più vicino a "Blade Runner" che a "Guerre Stellari" (film che comunque amo). In ogni storia di Magico Vento, dopo trenta pagine, inevitabilmente cominciavo a disegnare da qualche parte astronavi in avvicinamento a qualche strano pianeta o minacciosi cyborg. Ma sono convinto che appena avrò la possibilità di disegnare una storia di SF, dopo trenta tavole comincerò a abbozzare un uomo a cavallo in una sconfinata prateria!

Mercoledí, 15 Aprile 2009

weblog/?4394
messaggio da M.Galea - 15/04/2009 21:58
Da un articolo deI Corriere del Veneto su Manichini, la storia di Dylan Dog realizzata da Cavazzano:
Manichini, disegnato da Giorgio Cavazzano e sceneggiato da Tito Faraci, uscirà presto assieme ad altre tre storie brevi.
«La storia di Cavazzano farà parte di un Dylan Dog Color Fest che sarà realizzato esclusivamente da autori con uno stile cosid detto 'umoristico', o meglio con uno segno più caricaturale e libero rispetto a quello con cui viene disegnato Dylan Dog - spiega Marcheselli - per fare questo siamo partiti proprio da Giorgio Cavazzano e poi abbiamo scelto Fabio Celoni e Corrado Mastrantuono, il quarto lo stiamo ancora cercando ».
Nella storia disegnata da Cavazzano, Dylan entra in un grande incrociatore diventato museo, a Londra. Uno strano personaggio aprirà una porta su un’altra dimensione dove i manichini immobili nella nave prendono vita e attaccano la città.
«L’idea di un’avventura all’interno di una nave risale addirittura al 1874, quando andai a Londra e vidi questo incrociatore ormeggiato sul Tamigi e trovai all’interno questi manichini, abbastanza inquietanti - spiega Cavazzano - mi piacque da subito l’idea di realizzare una storia su questo, e l’occasione è arrivata adesso, quando Tito Faraci mi ha chiesto dove volevo che si ambientasse la storia di Dylan: lo sceneggiatore è partito per Londra integrando le mie foto d’epoca con alcuni scatti nuovi».
Il disegnatore veneziano, riferimento per generazioni di autori disneyani (e non solo), si è così dedicato per la prima volta all’inter pretazione di un personaggio dell’universo Bonelli.
(..)

Sabato, 21 Marzo 2009

messaggio da P.Dionisio - 21/03/2009 12:35
Dalla presentazione della mostra:
Una mostra con i maggiori autori di fumetti e satira italiani che scendono in difesa del nostro pianeta e gridano il loro SOS: prima che lo smog intorno a noi diventi lo smog nel nostro cuore.
MacCheAriaCheFa avrà più tappe e presenterà opere di autori e personaggi del panorama fumettistico italiano del calibro di Bobo, Brendon, Diabolik, Dylan Dog, La Linea, Lupo Alberto, Martin Mystère, Mister No, Nathan Never, Pedrito El Drito, il Signor Rossi e Lola Airaghi, Giancarlo Alessandrini, Altan, Bruno Bozzetto, Andrea Cascioli, Stefano Casini, Alfredo Castelli, Osvaldo Cavandoli, Giorgio Cavazzano, Riccardo Crosa, Massimo Dall’Oglio, Raffaele Della Monica, Pasquale Del Vecchio, Roberto Diso, Luca Enoch, Giovanni Freghieri, Pasquale Frisenda, Vittorio Giardino, Mario Gomboli, Benito Jacovitti, Milo Manara, Corrado Mastantuono, Lorenzo Mattotti, Luigi Mignacco, Paolo Mottura, Bruno Olivieri, Vittorio Pavesio, Andrea Pazienza, Tiziano Sclavi, Gianni Sedioli, Silver, Marco Soldi, Sergio Staino, Antonio Terenghi, Sergio Toppi, Andrea Venturi, Bepi Vigna, Silvia Ziche e molti altri.

Così viene descritta in un articolo de Il Corriere della Sera arricchito da alcune immagini:
«Maccheariachefa» è il titolo di un mostra che apre domenica 22 a Roccabrivio Sforza (San Giuliano Milanese): esposte 130 tavole di fumetti e satira su inquinamento, rifiuti, scorie radioattive. «Sanno raccontare la realtà che ci circonda, andando oltre le apparenze, anche a costo di forzare un po' le previsioni di un pianeta al collasso» scrive il curatore Claudio A. Colombo nel catalogo edito da Aboca. La mostra è aperta martedì e mercoledì 9-12.30; giovedì e venerdì 9-18; sabato e domenica 14-18. Il ricavato dei biglietti (5-2 euro) verrà utilizzato per la piantumazione di 7mila querce nel Parco Agricolo Sud Milano.

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