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Mercoledí, 13 Maggio 2009

messaggio da P.Dionisio - 13/05/2009 18:20
Da un articolo del Corriere:
Il «Sandokan» di Hugo Pratt, commissionato e mai pubblicato, ora esce da Rizzoli Lizard
La storia del Sandokan è davvero un'avventura. Nel 1971 Mino Milani scrive le sceneggiature per la riduzione a fumetti di Sandokan. Il disegnatore è Hugo Pratt, la commissione viene dal Corriere dei Piccoli. Pratt inizia di gran carriera: il suo è un Sandokan dai tratti malesi, fedele al testo salgariano, e quindi ben diverso dalla solita inconografia del personaggio, ma quel fumetto sul giornale non apparirà mai. Pratt è troppo preso dal suo Corto Maltese, allora agli albori del suo successo, e interrompe il Sandokan.
La storia va perduta, nessuno ne sa più nulla. «Lo stesso Hugo una volta mi chiese a pranzo: 'Ma poi che fine ha fatto il Sandokan?'», ricorda Alfredo Castelli, che al Corriere dei Piccoli era allora redattore, e del fumetto ebbe il compito di preparare le copie per la stampa. «Le ho ritrovate due anni fa, in uno scatolone dove avevo le mie cose di redazione. Lo avevo cercato per anni, ce l'avevo in casa!». Ora il libro esce per la Rizzoli Lizard (Sandokan, 84 pagg., 25 euro): «Le tigri di Mompracem» racconta dell'amore di Sandokan per Marianna Guillonk, la Perla di Labuan, e delle peripezie che affronta per incontrarla. Alla presentazione interverranno Alfredo Castelli, Pietro Gerosa, Mino Milani, Matteo Stefanelli.
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Lunedí, 27 Aprile 2009

weblog/?4474
messaggio da P.Dionisio - 27/04/2009 19:45
Da un articolo del Corriere di Antonio D’Orrico:
Hugo Pratt riservava sempre delle sorprese. Un esempio. Quando morì, nell’agosto del 1995, uscirono i necrologi di rito sul Corriere. Due erano singolari. Il primo era a firma del ministro della cultura, all’epoca si trattava dello storico dell’arte Antonio Paolucci. A suo modo, un documento storico. Perché si trattava del primo riconoscimento ufficiale, ed espresso al massimo livello istituzionale (il Ministero della Cultura), del fatto che Corto Maltese e gli altri fumetti di Pratt erano un bene culturale della Nazione. I francesi l’avevano capito da un pezzo, dalle nostre parti invece si continuava a far finta di nulla.
Avevo pensato finora che quei due necrologi (la superlaurea ad honorem rilasciata dal ministro della Cultura, e l’estremo saluto massonico che confermava l’inafferrabilità esoterica dell’uomo) fossero gli ultimi colpi di scena nella vita spettacolare di Hugo Pratt. Mi sbagliavo. L’ultima delle sue sorprese (ma sarà il caso di dire, all’inglese e a scopo cautelativo, last but non least) è questo libro, Sandokan (Rizzoli Lizard) che racconta, in puro stile Pratt, la prima parte delle Tigri di Mompracem di Emilio Salgari, l’avventura con cui debuttò l’eroe che ha unito l’Italia almeno quanto Garibaldi (se non di più). Una storia mai pubblicata, assolutamente inedita. Il Vate indiscusso del romanzo d’avventura italiano (Salgari) riveduto e corretto (e forse anche scorretto) dal Vate (la parola l’avrebbe fatto sghignazzare) del romanzo (disegnato) d’avventura italiano. Se fosse stato ancora ministro il prof. Paolucci avrebbe organizzato un festeggiamento adeguato: perché è un avvenimento culturale di primissimo ordine ed è anche una bella storia. Anzi due belle storie. La prima è quella delle Tigri di Mompracem secondo Pratt e Mino Milani (lo scrittore che curò la sceneggiatura). La seconda è la storia di come questo libro sia scomparso per quarant’anni, sia stato dato nel tempo per disperso, bruciato, distrutto, mai esistito (una delle solite balle di Hugo), rubato, cestinato, contrabbandato nel caveau di qualche grande collezionista di fumetti, dimenticato in un cassetto, buttato e quindi annegato nelle acque del Lambro (che fine ingloriosa per le tigri di Mompracem!), nascosto dallo stesso Pratt così bene dall’essersi scordato il nascondiglio sicuro che aveva escogitato...
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Lunedí, 2 Marzo 2009

messaggio da Il Team di Collezioneggio - 02/03/2009 20:00
Il sito Collezioneggio propone un'intervista ad Andrea Valente, organizzatore con Grazia Nidasio della mostra a Pavia su Tiziano Sclavi (dal 5 marzo al 26 aprile 2009), realizzata da Enza Mandelli.
Un estratto dell'inervista:
1- Perché una mostra su Sclavi?
La mostra dedicata al lavoro di Tiziano si inserisce in un progetto triennale del comune di Pavia, volto a dar la dovuta luce a tre pavesi illustri: Mino Milani lo scorso anno, Sclavi ora e Grazia Nidasio nel 2010.
2- Da dove siete partiti qual è l’idea all’origine?
L'idea è della stessa Grazia - che ovviamente non prevedeva la terza tappa - soprattutto per gli ottant'anni di Mino, lo scorso anno.
3- Che Sclavi ci farete vedere, ci dai qualche anticipazione?
Come giustamente dici, la mostra è dedicata a Tiziano, anche se Dylan Dog farà la parte del leone. L’opera dello scrittore sarà letta attraverso le immagini dei suoi illustratori: 29 bonelliani, da Stano a Villa, più Federico Maggioni, che con lui collaborò ai tempi del Corriere dei piccoli e di Pilot.

Venerdí, 6 Febbraio 2009

messaggio da G.Gentili - 06/02/2009 23:45
Da un articolo del Corriere:
Appartengono proprio all'autore dei fumetti di Corto Maltese, scomparso nel 1995, decine di tavole ritrovate quarant'anni dopo da quando le disegnò: si tratta di due avventure dedicate nel 1971 a Sandokan, il personaggio di Emilio Salgari, su testi di Mino Milani. «Le avevano preparate per il Corriere dei Piccoli, ma Pratt non le terminò, e fu deciso di non pubblicare nulla». A parlare è Alfredo Castelli, autore anche lui (Martin Mystère, Gli Aristocratici) e studioso dei comics. Castelli ha ritrovato le tavole circa un anno fa, dopo una lunga ricerca, e le ha procurate alla società Cong SA, che detiene i diritti sull'opera di Hugo Pratt: a maggio il materiale diventerà un libro edito per l'Italia dalla Rizzoli Lizard.
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Intanto rivivono nel tratto di Pratt gli eroi che Salgari inventò oltre un secolo fa. «Uomini coraggiosi fino alla pazzia che a un qualunque segno di Sandokan non esiterebbero a saccheggiare il sepolcro di Maometto». Erano queste «Le tigri di Mompracem» nella prosa fantasiosa dello scrittore veronese: pirati che lottano contro la potenza britannica, e che hanno il rifugio sull'isolotto di Mompracem. Nel romanzo Sandokan si innamora di lady Marianna Guillonk, la Perla di Labuan, figlia di un lord inglese e di un'italiana. Poi ci sono Yanez, l'amico portoghese di Sandokan, e il nemico per antonomasia, James Brooke, il Rajah Bianco, rappresentante della Compagnia delle Indie. E nella tavola di apertura delle «Tigri» Sandokan sorride sornione seduto su una poltrona di vimini. «Pare quella di Corto Maltese», osserva Castelli.
Da un articolo de Il Giornale:
Ora però le migliaia di fan di Hugo&Corto hanno qualcosa di ancor più concreto fra le mani: Rizzoli Lazard, la casa editrice che pubblica gli albi del grande scrittore-viaggiatore, ha annunciato che a maggio, per celebrare il 2009 come anno del fumetto, sarà in libreria un'opera assolutamente inedita: «Sandokan», ossia la "traduzione" prattiana del classico di Salgari «Le tigri di Mompracem». Il libro di Salgari - riferisce chi lo ha visto - esce esaltato dalla visione di Pratt: la storia si distingue per la scansione narrativa di Milo Milani e per il tratto di Pratt ai massimi livelli, appena dimostrati con «Una ballata del mare salato» del 1967. Concepita nel 1971 per il «Corriere dei Piccoli» l'opera è legata a un piccolo mistero: scomparve infatti prima di essere pubblicata. E l'alone di leggenda avvolge sia la sparizione sia il ritrovamento di queste tavole: un mistero che - promette l'editore - sarà parzialmente svelato nella prefazione del volume...
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Sabato, 27 Dicembre 2008

weblog/?4224
messaggio da P.Dionisio - 27/12/2008 07:55
Il 27 dicembre il Fumetto italiano festeggia 100 anni: in questo giorno del 1908, infatti, vide la luce il 1° numero de "Il Corriere dei Piccoli", in uscita come supplemento del Corriere della Sera, al prezzo di 10 centesimi di lire.
Come ricordato nella voce di Wikipedia:
Nell'editoriale di quel primo numero, titolato "Come fu e come non fu...", il direttore tracciò le linee guida del piano editoriale del giornale ed esortò il giovane lettore a leggere la rivista sotto la luce più chiara, imitando il genitore che legge con aria di importanza il Corriere della Sera. Il pubblico cui il giornale si rivolgeva era dichiaratamente quello dei figli della nascente borghesia, fedele lettrice del "Corriere", ma non soltanto, tanto che di quel primo numero furono tirate ben 80.000 copie.
Tante le firme che si sono alternate sulle sue pagine e ancor di più gli autori ed i personaggi che hanno allietato le ore ai giovani (e anche non più giovani) lettori, come ricordato sul sito del Comitato Nazionale Un Secolo di Fumetto Italiano:
Durante le molte stagioni della sua esistenza il Corriere dei Piccoli si affida, per i contenuti letterari, a illustri scrittori quali Elsa Morante, Grazia Deledda, Guido Gozzano, Dino Buzzati, Gianni Rodari, Renato Simoni e perfino al papà di Tex Willer, Gian Luigi Bonelli. Mentre, per quanto concerne i fumetti, il settimanale milanese dà spazio alle serie di grandi autori americani di comics umoristici tra i quali Richard Felton Outcault, Frederick Burr Opper, Winsor McCay, George McManus e Pat Sullivan, e di molti artisti italiani, come Antonio Rubino, Attilio Mussino, Sergio Tofano e, dalla fine degli anni Venti, Bruno Angoletta e Carlo Bisi.
Nei quarant’anni successivi il periodico cerca nuove strade adeguando progressivamente i suoi contenuti ai mutati gusti del pubblico, ma mirando sempre a confezionare un giornale di qualità sia letteraria che artistica, grazia a firme italiane come Mino Milani o Grazia Nidasio. A partire dai primi anni Sessanta l’innovazione si estende alla pubblicazione di serie a fumetti di produzione franco-belga come per esempio Lucky Luke, Dan Cooper, Spirù e Fantasio e, sul finire della decade, all’introduzione di prestigiosi maestri italiani quali Dino Battaglia, Hugo Pratt, Sergio Toppi e Mario Uggeri.

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