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<dopolavoro> il blog di uBC

Sabato, 27 Dicembre 2008

weblog/?4224
messaggio da P.Dionisio - 27/12/2008 07:55
Il 27 dicembre il Fumetto italiano festeggia 100 anni: in questo giorno del 1908, infatti, vide la luce il 1° numero de "Il Corriere dei Piccoli", in uscita come supplemento del Corriere della Sera, al prezzo di 10 centesimi di lire.
Come ricordato nella voce di Wikipedia:
Nell'editoriale di quel primo numero, titolato "Come fu e come non fu...", il direttore tracciò le linee guida del piano editoriale del giornale ed esortò il giovane lettore a leggere la rivista sotto la luce più chiara, imitando il genitore che legge con aria di importanza il Corriere della Sera. Il pubblico cui il giornale si rivolgeva era dichiaratamente quello dei figli della nascente borghesia, fedele lettrice del "Corriere", ma non soltanto, tanto che di quel primo numero furono tirate ben 80.000 copie.
Tante le firme che si sono alternate sulle sue pagine e ancor di più gli autori ed i personaggi che hanno allietato le ore ai giovani (e anche non più giovani) lettori, come ricordato sul sito del Comitato Nazionale Un Secolo di Fumetto Italiano:
Durante le molte stagioni della sua esistenza il Corriere dei Piccoli si affida, per i contenuti letterari, a illustri scrittori quali Elsa Morante, Grazia Deledda, Guido Gozzano, Dino Buzzati, Gianni Rodari, Renato Simoni e perfino al papà di Tex Willer, Gian Luigi Bonelli. Mentre, per quanto concerne i fumetti, il settimanale milanese dà spazio alle serie di grandi autori americani di comics umoristici tra i quali Richard Felton Outcault, Frederick Burr Opper, Winsor McCay, George McManus e Pat Sullivan, e di molti artisti italiani, come Antonio Rubino, Attilio Mussino, Sergio Tofano e, dalla fine degli anni Venti, Bruno Angoletta e Carlo Bisi.
Nei quarant’anni successivi il periodico cerca nuove strade adeguando progressivamente i suoi contenuti ai mutati gusti del pubblico, ma mirando sempre a confezionare un giornale di qualità sia letteraria che artistica, grazia a firme italiane come Mino Milani o Grazia Nidasio. A partire dai primi anni Sessanta l’innovazione si estende alla pubblicazione di serie a fumetti di produzione franco-belga come per esempio Lucky Luke, Dan Cooper, Spirù e Fantasio e, sul finire della decade, all’introduzione di prestigiosi maestri italiani quali Dino Battaglia, Hugo Pratt, Sergio Toppi e Mario Uggeri.

Domenica, 21 Dicembre 2008

messaggio da José Carlos Francisco - 21/12/2008 21:55
Intervista a Marco Torricelli -disegnatore per Zagor, Dampyr e Tex- nel blog portoghese di Tex in versione italiana e portoghese con alcune tavole in anteprima della sua storia (ancora inedita) di Tex ed anche alcune tavole in anteprima della sua storia di Zagor che sta realizzando.
La sua risposta alla domanda "Quale è la tua visione del personaggio Tex?":
Sono un purista e in tutta sincerità ritengo che i personaggi appartengano ai loro creatori. Quindi, come per Zagor, Nolitta e Ferri, per Tex prediligo quello di Gianluigi Bonelli e Galep.

Venerdí, 19 Dicembre 2008

messaggio da P.Dionisio - 19/12/2008 22:30
Da un articolo su La Stampa:
«Esbiros de la malonza, mi son qui por farve la fiesta!»: occhio, è arrivato il ciclone Zorry Kid che «escribe la zeta da por todos», combatte i cattivi in divisa e salva i vecchi con la gotta. Insomma, il leggendario eroe mascherato che cavalca tra Messico e California raddrizzando torti e salvando fanciulle nella rilettura dell'irresistibile Benito Jacovitti.
(..)
Zorry Kid arrivò sulle pagine del Corriere dei Piccoli nel 1968 in occasione del ritorno televisivo della serie più famosa del vendicatore mascherato, prodotta tra il 1957 e il 1959 dalla Disney con l'attore Guy Williams (che in realtà si chiamava Guido Catalano, di qui l'aspetto latino) a vestire i panni di don Diego de la Vega, protagonista della saga inventata nel 1919 da Johnston McCulley. Jacovitti riprende la storia per interpretarla nei suoi canoni: dalla storpiatura yankee in Zorry Kid al suo alter ego smidollato Kid Paloma (il don Diego a fumetti), al maggiordomo-complice Carmelito Battiston. Palma non ha un padre (come don Diego) ma un collerico nonno (che molto ispirerà Luciano Secchi per il suo Numero Uno dei Tnt) don Alvaron de la Gota, il sergente Garcia è Martin Pelota mentre la pulzella è una virago di nome Alonza Alonza detta Alonza. Di qui parte il lungo racconto delle «avventure» del ridicolo baffuto Zorry Kid, storie di un dinamismo eccezionale, sorretto dalle inquadrature cinematografiche e stetoscopiche che costituiscono la cifra della genialità artigiana di Jac.
messaggio da P.Dionisio - 19/12/2008 22:21
Dall'articolo di Silva Menetto su IlSole24Ore corredato di galleria fotografica, la notizia della mostra "Milo Manara: Nuovi Sogni" a Venezia presso la Fondazione Querini Stampalia fino all'11 gennaio 2009, all'interno della prima edizione del Venice Comic Art Fest, primo festival internazionale d’arte del fumetto di Venezia organizzato dall’associazione Veneziacomix:
L'omaggio a Manara è il fulcro del Venice Comic Art Fest, primo festival del fumetto organizzato da Veneziacomix per riportare nella città lagunare quell'attenzione e quell'amore per il fumetto che, a partire dagli anni '50, hanno reso centrale Venezia nella pur breve storia di quest'arte, attraverso autori come Hugo Pratt, Dino Battaglia e Giorgio Cavazzano.
In mostra ci sono i "Nuovi Sogni" dell'artista, oltre trecento opere - tra tavole, illustrazioni e quadri ad olio - mai esposte prima al pubblico e del tutto inedite in Italia.

Martedí, 16 Dicembre 2008

weblog/?4201
messaggio da J.Schneider - 16/12/2008 23:20
Sul sito brasiliano UNIVERSO HQ è presente un'intervista a Gianfranco Manfredi ad opera di Sidney Gusman (ne esiste anche una versione in italiano). L'argomento trattato è la chiusura di Magico Vento prevista per il 2010.
Un estratto dell'intervista:
Perchè hai deciso che la serie avrà una fine nel 2010? Arrivati lì si saranno esaurite tutte le storie di Ned Ellis che avresti voluto raccontare?

Negli anni Magico Vento è diventato un lungo romanzo/saga , nel quale i singoli episodi erano legati da una continuity sempre più stretta. Una storia così, deve avere una conclusione, altrimenti diventa una di quelle novelas infinite in cui i protagonisti invecchiano insieme al pubblico. Ecco perchè ho voluto completare l'opera, ora che la serie è ancora vitale, evitando il rischio di un declino per mia stanchezza del genere western (che ormai scrivo da quindici anni) oppure per una progressiva diminuzione di vendite che costringerebbe ad abbassare la qualità facendo lavorare disegnatori meno bravi e che costano di meno, oppure ancora per un crollo di mercato che in questi tempi di crisi è più che possibile. Insomma, tutte queste considerazioni mi hanno spinto a completare il progetto.

Hai riservato qualcosa di grandioso per il finale? Cosa possono aspettarsi i lettori? Fino a che albo arriverà Magico Vento?

Magico Vento terminerà con l'episodio 130 (o 131) cui seguirà lo Speciale che avevamo tanto promesso ai lettori e che è diventato davvero "speciale" perchè dentro una cornice unitaria, ospiterà tre episodi inediti: uno (disegnato da Marcello) risale al principio della serie, un altro racconta la prima inchiesta giornalistica e investigativa di Poe e l'ultimo un episodio della vita di Ned verso la fine delle sue avventure, ambientato in Messico. Le storie prima dello speciale (cioè quelle del 2009/2010) sono divise in tre cicli: il primo, in corso di pubblicazione in Italia, racconta dell'inseguimento di Ned a Hogan lungo tutto il corso del Mississippi fino allo scontro finale nelle paludi di New Orleans, il secondo racconta dello spostamento di Ned attraverso il Texas e il New Mexico per raggiungere i ribelli apache di Victorio in Arizona, e l'ultimo le guerre apache fino alla morte di Victorio in Messico. Se avessi continuato oltre, avrei dovuto raccontare il declino delle nazioni indiane fino a Wounded Knee, e la storia sarebbe diventata tristissima.
[..]
Dopo il finale, c'è qualche possibilità di pubblicazione di albi speciali (senza fissa periodicità) di Magico Vento?

Al momento non ci penso. Se ci fosse una ribellione dei lettori contro la chiusura, valuteremo. Però io credo di aver raccontato tutto quello che volevo raccontare sul West. Tra l'altro in questo periodo sto anche scrivendo degli episodi per Tex.
Quindi ora preferisco pensare a storie di altro tipo.

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