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Domenica, 22 Febbraio 2009

messaggio da Jack - 22/02/2009 12:10
I racconti illustrati di Milo Manara rappresentano l'immaginario erotico maschile. Esiste una/o fumettista che rappresenti l'immaginario erotico femminile? E se sì, chi è? Risponde V.Oliva, uBC Staff:
Ridurre a un'autrice (e a un autore) è ridurre a uno la materia più plurima che c'è.
Comunque, alcune esponenti di questa corrente sono Phoebe Gloeckner, Claire Bretecher, Roberta Gregory, Alison Bechdel e -in chiave umoristica- Silvia Ziche, che, tra gli altri, hanno certamente affrontato il tema della sessualità, senza fossilizzarsi e banalizzarsi.

Giovedí, 11 Dicembre 2008

messaggio da Lino - 11/12/2008 11:00
Non l'ho sognato perchè è stata una certezza: era un pocket-erotico degli anni settanta, ma bellissimo, la storia si distingueva dalle altre forse anche per l'ambientazione insolita tartara. Sharaz era il nome dell'eroina. Ricordo solo 4 numeri, con bellissime copertine. Sono andato a scovare in cantina e ho trovato il numero 1, ma ho un vago ricordo degli altri 3.
Secondo me alcuni pocket-erotici dovrebbero essere ristampati: Sharaz, Ondina, Vipera bionda, Nanette,Sylvie,Sibilla e tanti altri.

Venerdí, 28 Novembre 2008

weblog/?4166
messaggio da Andrea - 28/11/2008 09:10
Volevo suggerire a degli amici più giovani di me (io 33, loro dai 20 ai 23) un fumetto italiano di cui avevo letto solo un albo che poi è andato disperso che mi aveva impressionato. Bhè non ricordo il titolo, e sarebbe poco male, ma da allora sono entrato in un loop pauroso e nonostante internet non riesco a trovare notizie su questo fumetto. Aiuto! Le cose che mi ricordo è che usciva come trimestrale nel periodo dei primi numeri di ratman (edizioni foxtrot), era di autori italiani, c'erano ambientazioni da medioevo ma le fortezze erano gigantesche costruzioni semoventi, i disegni erano in bianco e nero. Il titolo era solo un numero (ho provato, poichè mi sembrava di ricordare qualcosa, 1345, 1492 e 1600 ma nessuno ha dato risposte positive). Se qualcuno si ricorda o sa qualcosa vi prego di aiutarmi ad uscire dal loop. Giuro che me lo compro tutto!
P.s. non è 1602 di Gaiman Risponde M.Migliori, uBC Staff:
Gli elementi dati erano molti e sul titolo c'eri quasi vicino: si tratta di 2700, la serie tra il fantasy e la fantascienza creata da Manfredi Toraldo e dalla vita editoriale travagliata [cfr. Monitor di marzo 2000]. Per una dettagliata guida alla lettura ti consigliamo la voce 2700 su Wikipedia e gli articoli su Delos e Comicus.
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Martedí, 16 Settembre 2008

weblog/?4037
messaggio da Mauro Boselli - 16/09/2008 22:20
A proposito delle annotazioni sulla mia storia Terre Maledette, si dice che le mie bande sarebbero sempre composte da sette fuorilegge! Beh, sette sono i samurai... E' certamente un numero magico, il MASSIMO consentito per la caratterizzazione in un gruppo. Ma mi tocca in parte dissentire: gli Innocenti sono molto più di sette, addirittura un centinaio, anche se ne compaiono al presente solo NOVE. E gli Irlandesi non sono sette, bensì OTTO. Gli altri numeri sono esatti. Brava, Michela!
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Giovedí, 24 Luglio 2008

weblog/?3975
messaggio da C.Crimi Trigona - 24/07/2008 00:02

Attenzione: il seguente messaggio contiene spoiler alla trama del film

Hellboy 2 può contare su una cosa sempre più rara nel cinema spaccone e imbambolato del cinema americano: una storia misurata ma spettacolare, senza inutili arzigogoli narrativi e stravolgimenti di trama a tutti i costi. È un film sobrio e fantastico, dove la sceneggiatura impeccabile è supportata dall'ottima caratterizzazione dei personaggi, quantomai fedeli agli originali del fumetto, con qualche piccolissima ma azzeccata licenza. Una storia solida, dettata dall'esigenza di Del Toro e Mignola di ampliare l'universo Hellboy al cinema, facendo evolvere i personaggi rispetto al primo film, in previsione di un eventuale terzo capitolo, in cui Hellboy, emancipato dal "Bureau for Paranormal Research and Defense" (sua casa/prigione), si appresta a divenire un Hellman padre, accompagnato dall'affascinante compagna Liz, dal mutante acquatico Abe dalle movenze sinuose e dall'incredibile e ectoplasmatco Johann, con tutto ciò che ne consegue.
Nel corso di questo semplice passaggio gli eroi si imbattono in un mondo deliziosamente favolistico, appena oltre la soglia delle percezioni umane, popolato da creature incredibili, alcune pericolosissime, messo in pericolo dalla solita ottusità dell'avida umanità. È un film pieno di humor fanciullesco e completamente scevro di quella volontà di sbalordire a tutti i costi. Infatti è palese il proposito del regista di abolire quei colpi di scena quintupli carpiati con avvitamento di intrecci a dissolvenze incrociate tanto cari a quei registi (pessimi emuli di Spielberg e Scott che nulla hanno colto del mestiere dei loro maestri) che non hanno molto da dire e che con questi espedienti condiscono eccessivamente la pietanza per nascondere il fetore di andato a male.
Hellboy la si può considerare a tutti gli effetti una fiaba moderna, libera dai clichè da blockbusters, ponderata e pervasa da quel "sense of wonder" leggermente macabro proprio di Del Toro e Mignola.

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