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Giovedí, 11 Dicembre 2008

messaggio da Lino - 11/12/2008 11:00
Non l'ho sognato perchè è stata una certezza: era un pocket-erotico degli anni settanta, ma bellissimo, la storia si distingueva dalle altre forse anche per l'ambientazione insolita tartara. Sharaz era il nome dell'eroina. Ricordo solo 4 numeri, con bellissime copertine. Sono andato a scovare in cantina e ho trovato il numero 1, ma ho un vago ricordo degli altri 3.
Secondo me alcuni pocket-erotici dovrebbero essere ristampati: Sharaz, Ondina, Vipera bionda, Nanette,Sylvie,Sibilla e tanti altri.

Venerdí, 28 Novembre 2008

weblog/?4166
messaggio da Andrea - 28/11/2008 09:10
Volevo suggerire a degli amici più giovani di me (io 33, loro dai 20 ai 23) un fumetto italiano di cui avevo letto solo un albo che poi è andato disperso che mi aveva impressionato. Bhè non ricordo il titolo, e sarebbe poco male, ma da allora sono entrato in un loop pauroso e nonostante internet non riesco a trovare notizie su questo fumetto. Aiuto! Le cose che mi ricordo è che usciva come trimestrale nel periodo dei primi numeri di ratman (edizioni foxtrot), era di autori italiani, c'erano ambientazioni da medioevo ma le fortezze erano gigantesche costruzioni semoventi, i disegni erano in bianco e nero. Il titolo era solo un numero (ho provato, poichè mi sembrava di ricordare qualcosa, 1345, 1492 e 1600 ma nessuno ha dato risposte positive). Se qualcuno si ricorda o sa qualcosa vi prego di aiutarmi ad uscire dal loop. Giuro che me lo compro tutto!
P.s. non è 1602 di Gaiman Risponde M.Migliori, uBC Staff:
Gli elementi dati erano molti e sul titolo c'eri quasi vicino: si tratta di 2700, la serie tra il fantasy e la fantascienza creata da Manfredi Toraldo e dalla vita editoriale travagliata [cfr. Monitor di marzo 2000]. Per una dettagliata guida alla lettura ti consigliamo la voce 2700 su Wikipedia e gli articoli su Delos e Comicus.
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Martedí, 16 Settembre 2008

weblog/?4037
messaggio da Mauro Boselli - 16/09/2008 22:20
A proposito delle annotazioni sulla mia storia Terre Maledette, si dice che le mie bande sarebbero sempre composte da sette fuorilegge! Beh, sette sono i samurai... E' certamente un numero magico, il MASSIMO consentito per la caratterizzazione in un gruppo. Ma mi tocca in parte dissentire: gli Innocenti sono molto più di sette, addirittura un centinaio, anche se ne compaiono al presente solo NOVE. E gli Irlandesi non sono sette, bensì OTTO. Gli altri numeri sono esatti. Brava, Michela!
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Giovedí, 24 Luglio 2008

weblog/?3975
messaggio da C.Crimi Trigona - 24/07/2008 00:02

Attenzione: il seguente messaggio contiene spoiler alla trama del film

Hellboy 2 può contare su una cosa sempre più rara nel cinema spaccone e imbambolato del cinema americano: una storia misurata ma spettacolare, senza inutili arzigogoli narrativi e stravolgimenti di trama a tutti i costi. È un film sobrio e fantastico, dove la sceneggiatura impeccabile è supportata dall'ottima caratterizzazione dei personaggi, quantomai fedeli agli originali del fumetto, con qualche piccolissima ma azzeccata licenza. Una storia solida, dettata dall'esigenza di Del Toro e Mignola di ampliare l'universo Hellboy al cinema, facendo evolvere i personaggi rispetto al primo film, in previsione di un eventuale terzo capitolo, in cui Hellboy, emancipato dal "Bureau for Paranormal Research and Defense" (sua casa/prigione), si appresta a divenire un Hellman padre, accompagnato dall'affascinante compagna Liz, dal mutante acquatico Abe dalle movenze sinuose e dall'incredibile e ectoplasmatco Johann, con tutto ciò che ne consegue.
Nel corso di questo semplice passaggio gli eroi si imbattono in un mondo deliziosamente favolistico, appena oltre la soglia delle percezioni umane, popolato da creature incredibili, alcune pericolosissime, messo in pericolo dalla solita ottusità dell'avida umanità. È un film pieno di humor fanciullesco e completamente scevro di quella volontà di sbalordire a tutti i costi. Infatti è palese il proposito del regista di abolire quei colpi di scena quintupli carpiati con avvitamento di intrecci a dissolvenze incrociate tanto cari a quei registi (pessimi emuli di Spielberg e Scott che nulla hanno colto del mestiere dei loro maestri) che non hanno molto da dire e che con questi espedienti condiscono eccessivamente la pietanza per nascondere il fetore di andato a male.
Hellboy la si può considerare a tutti gli effetti una fiaba moderna, libera dai clichè da blockbusters, ponderata e pervasa da quel "sense of wonder" leggermente macabro proprio di Del Toro e Mignola.
weblog/?3974
messaggio da L.Cerutti - 24/07/2008 00:01

Attenzione: il seguente messaggio contiene spoiler alla trama del film

Le premesse, visti i trailer, c'erano tutte: una dose ancora più massiccia di fantastico, il team del Dipartimento allargato e maggiormente protagonista, tripudio di effetti speciali.
Putroppo, alla fine, si è confermata soltanto l'ultima: gli effetti speciali di HellBoy - The Golden Army sono di livello eccelso. Non la stessa cosa si può dire del resto.
La trama è debole e telefonata. Qualsiasi spettatore può intuire i colpi di scena con 10 e a volte 20 minuti di anticipo. Non solo, ma lo stesso epilogo viene svelato dopo neanche un quarto d'ora di film. Gli stereotipi del genere ci sono tutti: il giovane ambizioso e guerrafondaio opposto alla sorella pacifica e pura e alla volontà del padre vecchio e debole. Non avrebbe fatto male, per una volta, vedere un vecchio re saggio impazzito per la paura di sprofondare nell'oblio o una giovane dama falsamente ingenua e l'ambizioso guerrafondaio per una volta frainteso ed infine redento. Niente di innovativo, certo, ma almeno NON così prevedibile.
Per non parlare dell'assurdo per cui le razze non-umane, quando entrano in guerra contro gli uomini hanno sempre ragioni da eco-terroristi.
Nessuna differenza culturale tra Umani e Non-Umani: mai una guerra che scoppi non per fermare "il cancro umano" ma per, che so, vendicare l'affronto fatto da un umano che senza saperlo ha tolto il velo ad una principessa Elfa o fatto qualsiasi cosa che renda palese una qualche "alienità" delle rispettive culture. No: Umani ed Elfi ragionano allo stesso modo, utilizzano le stesse arti marziali e apprezzano gli stessi libri...
Telefonati, come si diceva, i sentimenti e quindi i colpi di scena. Nel momento in cui sappiamo che Liz è incinta, intuiamo che ad un certo punto Red verrà ridotto in fin di vita e verrà richiamato da lei e dal futuro dei suoi figli. Nel momento in cui vediamo i principi gemelli sanguinare entrambi per una ferita subita unicamente da lui, sappiamo che lei si suiciderà per fermarlo (quando, come faceva giustamente notare un attento spettatore, sarebbe bastato pugnalarsi la mano e non il cuore). Nel momento in cui Johann Krauss vieta a Liz di andare a salvare Red, sappiamo già che si unirà a loro nel salvataggio... anche se sembra ECCESSIVO che lo faccia solo due minuti dopo (alla faccia della fermezza nelle decisioni). L'esibizionismo del nostro massiccio demone attirerà su di lui la diffidenza della folla... situazione vista e rivista in migliaia di comics e persino manga. Per non parlare della prima missione del Dipartimento in cui i tre agenti "carne morta" che accompagnano gli eroi vengono sacrificati sull'altare della citazione "alla Alien"... sarebbe stato in effetti troppo rivoluzionario salvarne, per una volta, almeno uno.
E poi, certo anche per problemi di tempo, è irritante vedere la relazione sentimentale tra Abe e Nuala andare avanti spedita come un treno verso la, preordinata, prevista e banale, tragedia finale. I loro rossori da fidanzatini mettono in imbarazzo lo spettatore, che si aspetterebbe almeno un po' di nerbo o uno scatto di originalità, un po' di pepe o sale che sia. Putroppo Abe, nella mimica e nel modo di esprimersi, sembra la brutta copia di D3BO di Star Wars e la principessa Nuala è indiscutibilmente e senza speranza l'Ofelia della situazione.
Muta, pura e sfigatella...
Anche discutibile la caratterizzazione di personaggi e situazioni. Il Dipartimento per la Difesa dal Paranormale viene rappresentato come un circo e Manning viene ridotto al suo macchiettistico clown-direttore privo di nerbo e personalità, troppo per essere anche solo minimamente credibile. Sembra di sentire lo Shwarzenegger di "Last Action Hero" che dice al capo: "Ascolta: tu sei l'intermezzo comico!". Peggio ancora Krauss, che sembra parlare in krukkese solo per dare motivi ad HellBoy per prenderlo in giro ed ha appena la metà del carattere ferreo che ci si aspetterebbe dal più grande medium/composto medianico di tutti i tempi.
Insomma, per quanto il comparto visivo si presenti di tutto rispetto (ma più per gli effetti speciali che non per la fotografia che non ha nessun guizzo e pare "invisibile"), il comparto narrativo fa acqua da tutte le parti, privando il film di reali momenti di godibilità.

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