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Giovedí, 24 Luglio 2008

weblog/?3974
messaggio da L.Cerutti - 24/07/2008 00:01

Attenzione: il seguente messaggio contiene spoiler alla trama del film

Le premesse, visti i trailer, c'erano tutte: una dose ancora più massiccia di fantastico, il team del Dipartimento allargato e maggiormente protagonista, tripudio di effetti speciali.
Putroppo, alla fine, si è confermata soltanto l'ultima: gli effetti speciali di HellBoy - The Golden Army sono di livello eccelso. Non la stessa cosa si può dire del resto.
La trama è debole e telefonata. Qualsiasi spettatore può intuire i colpi di scena con 10 e a volte 20 minuti di anticipo. Non solo, ma lo stesso epilogo viene svelato dopo neanche un quarto d'ora di film. Gli stereotipi del genere ci sono tutti: il giovane ambizioso e guerrafondaio opposto alla sorella pacifica e pura e alla volontà del padre vecchio e debole. Non avrebbe fatto male, per una volta, vedere un vecchio re saggio impazzito per la paura di sprofondare nell'oblio o una giovane dama falsamente ingenua e l'ambizioso guerrafondaio per una volta frainteso ed infine redento. Niente di innovativo, certo, ma almeno NON così prevedibile.
Per non parlare dell'assurdo per cui le razze non-umane, quando entrano in guerra contro gli uomini hanno sempre ragioni da eco-terroristi.
Nessuna differenza culturale tra Umani e Non-Umani: mai una guerra che scoppi non per fermare "il cancro umano" ma per, che so, vendicare l'affronto fatto da un umano che senza saperlo ha tolto il velo ad una principessa Elfa o fatto qualsiasi cosa che renda palese una qualche "alienità" delle rispettive culture. No: Umani ed Elfi ragionano allo stesso modo, utilizzano le stesse arti marziali e apprezzano gli stessi libri...
Telefonati, come si diceva, i sentimenti e quindi i colpi di scena. Nel momento in cui sappiamo che Liz è incinta, intuiamo che ad un certo punto Red verrà ridotto in fin di vita e verrà richiamato da lei e dal futuro dei suoi figli. Nel momento in cui vediamo i principi gemelli sanguinare entrambi per una ferita subita unicamente da lui, sappiamo che lei si suiciderà per fermarlo (quando, come faceva giustamente notare un attento spettatore, sarebbe bastato pugnalarsi la mano e non il cuore). Nel momento in cui Johann Krauss vieta a Liz di andare a salvare Red, sappiamo già che si unirà a loro nel salvataggio... anche se sembra ECCESSIVO che lo faccia solo due minuti dopo (alla faccia della fermezza nelle decisioni). L'esibizionismo del nostro massiccio demone attirerà su di lui la diffidenza della folla... situazione vista e rivista in migliaia di comics e persino manga. Per non parlare della prima missione del Dipartimento in cui i tre agenti "carne morta" che accompagnano gli eroi vengono sacrificati sull'altare della citazione "alla Alien"... sarebbe stato in effetti troppo rivoluzionario salvarne, per una volta, almeno uno.
E poi, certo anche per problemi di tempo, è irritante vedere la relazione sentimentale tra Abe e Nuala andare avanti spedita come un treno verso la, preordinata, prevista e banale, tragedia finale. I loro rossori da fidanzatini mettono in imbarazzo lo spettatore, che si aspetterebbe almeno un po' di nerbo o uno scatto di originalità, un po' di pepe o sale che sia. Putroppo Abe, nella mimica e nel modo di esprimersi, sembra la brutta copia di D3BO di Star Wars e la principessa Nuala è indiscutibilmente e senza speranza l'Ofelia della situazione.
Muta, pura e sfigatella...
Anche discutibile la caratterizzazione di personaggi e situazioni. Il Dipartimento per la Difesa dal Paranormale viene rappresentato come un circo e Manning viene ridotto al suo macchiettistico clown-direttore privo di nerbo e personalità, troppo per essere anche solo minimamente credibile. Sembra di sentire lo Shwarzenegger di "Last Action Hero" che dice al capo: "Ascolta: tu sei l'intermezzo comico!". Peggio ancora Krauss, che sembra parlare in krukkese solo per dare motivi ad HellBoy per prenderlo in giro ed ha appena la metà del carattere ferreo che ci si aspetterebbe dal più grande medium/composto medianico di tutti i tempi.
Insomma, per quanto il comparto visivo si presenti di tutto rispetto (ma più per gli effetti speciali che non per la fotografia che non ha nessun guizzo e pare "invisibile"), il comparto narrativo fa acqua da tutte le parti, privando il film di reali momenti di godibilità.

Giovedí, 17 Luglio 2008

weblog/?3963
messaggio da Brookie - 17/07/2008 21:45
Teddy Boy: me lo sono sognato?
Ho cercato nel net su questo fumetto degli anni '60 o '70 -non ricordo- ma non ho trovato assolutamente niente... Ricordo che la ragazza si chiamava Paula e alla fine del fumetto c'era il glossario delle parole beat.
Ho le traveggole? Risponde A.Tripodi, uBC Staff:
Il corretto nome del fumetto è Teddy Bob, che portava sopra la testata il grido "il fumetto giovane" e dentro la "T" di Teddy stampigliato il termine "beat". Il fumetto infatti rincorreva il successo beat ed era ambientato on the road in America.
L'ideatore del fumetto fu Pier Carpi (Diabolik, Zakimort etc...), genio folle, eclettico e provocatorio, che passava con facilità dal fumetto, al racconto, al cinema. Il disegnatore principale e creatore grafico fu Giorgio Montorio. L'editore era invece il dottore Gino Sansoni, marito di Angela Giussani, ideatrice di Diabolik.
Teddy Bob nasce nel luglio 1966 in un formato a libretto tipo Diabolik e conta un totale di 154 numeri fino al 14 novembre 1972. Per il protagonista, Montorio si ispirò al Prince Valiant di Hal Foster. Tra i disegnatori anche Pietro Gamba, Gino Marchesi, Luigi Dauro e Nino Laccisaglia.

Martedí, 15 Luglio 2008

weblog/?3960
messaggio da Nicia - 15/07/2008 10:45
Non riesco a capire se il fumetto della Disney "L'ultima battaglia" è una storia autoconclusiva oppure una serie di fumetti. Risponde P.Dionisio, uBC Staff:
Il volume in questione è autoconclusivo. Come descritto in precedenza [cfr. Avvistamento del 6 Luglio 2005], la storia di Tito Faraci e Dan Brereton fa parte della collana Buena Vista Lab pubblicata dalla Disney, nata con l'intento di proporre graphic novel in edicola. Oltre a questo titolo ne hanno fatto parte nell'ordine: Alias di Pierluigi Cothran e Alberto Ponticelli, Nightmare Before Christman, Jungle Town di Tito Faraci e Giorgio Cavazzano e Century West di Howard Chaykin.

Lunedí, 14 Luglio 2008

messaggio da G.Ellistor - 14/07/2008 20:00
Vorrei sapere se è inutile attendere l'uscita del terzo episodio di Oltremare... Risponde P.Dionisio, uBC Staff:
Per il terzo episodio della serie non possiamo che confermare quanto scritto in precedenza [cfr. Dopolavoro del 14 Gennaio 2008]: la data d'uscita è ancora sconosciuta. Nell'attesa, sul blog di Luca Boschi è disponibile un'intervista all'autrice Monica Catalano, corredata di alcune tavole in anteprima.

Venerdí, 11 Luglio 2008

messaggio da P.Laricchia - 11/07/2008 19:20
Wanted, il nuovo film di Timur Bekmambetov con Angelina Jolie e James McAvoy, adattamento dell'omonima miniserie a fumetti scritta da Mark Millar e disegnata da J. G. Jones, uscito il 2 luglio al cinema ha molti tratti in comune con l'eroe Bonelliano Demian.
Sia nel film di Bekmambetov che nel fumetto di Millar (2003-2004) il protagonista è un 24enne, Wesley Gibson, apatico e anonimo che sfugge alla sua monotona esistenza per diventare un talentuoso eroe che deve vendicare l'omicidio del padre. Alla fine, film e fumetto, hanno in comune solo questa base del soggetto. Difatti il film si sposta dalle dinamiche create da Millar per concepire uno svolgimento della storia abbastanza diverso.
Ora, tralasciando la trama del film, il fatto curioso è la straordinaria coincidenza di aspetti col fumetto creato da Pasquale Ruju nel 2006. Di seguito gli aspetti in comune ad entrambi gli eroi con qualche spoiler per chi non avesse visto il film o letto il fumetto:
  • entrambi gli eroi sono giustizieri al soldo di una super organizzazione armata che agisce parallela alla ordinaria giustizia. Se nel in Wanted viene chiamata la Confraternita in Demian ha l’appellativo di Fraternité;
  • sia nel film che nel fumetto la sede della Con/Fraternita viene presa d’assalto e semidistrutta con conseguente sterminio dei con/fratelli;
  • sia Wesley che Demian hanno perso il padre in azione ed entrambi verranno a sapere, in seguito, che la versione loro raccontata dai rispettivi capi, Sloan per Wesley e Tristan per Demian, non è quella vera;
  • comune ai due eroi è la compagnia di un altro agente operativo molto attraente, se in Demian è la sensuale Robin a provocare l’animo dell'eroe marsigliese, in Wanted è la provocante Fox a lanciar occhiate maliziose a Wesley.

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