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<dopolavoro> il blog di uBC

Martedí, 8 Luglio 2008

weblog/?3944
messaggio da P.Dionisio - 08/07/2008 13:55
Su XL di Repubblica Renato Venturelli scrive un articolo dedicato ai film sui supereroi proponendo anche una guida di film divisi per categoria:
Beato quel cinema che non ha bisogno di supereroi, direbbe forse oggi Bertolt Brecht. Ma Hollywood i suoi supereroi se li coltiva e se li tiene ben stretti da quando ha rinunciato agli eroi classici, quelli semplicemente umani che ormai non sembrano interessare più nessuno in un'epoca postmoderna di metacinema e di metaeroi.
(..)
Comincia tutto sul finire degli anni 70 (..) e da Superman in poi, parte l'inarrestabile escalation dei blockbuster miliardari ispirati ai supereroi
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Capita allora che i film smarriscano la complessità delle storie di Frank Miller o Alan Moore: con tutte le loro semplificazioni, il cinema e il nuovo linguaggio hollywoodiano passano proprio da qui, da comics e graphic novels che hanno soppiantato come modelli narrativi i romanzi e gli eroi d'altri tempi. E dopo Iron Man, arrivano il nuovo Hulk e il Batman di The Dark Knight (luglio): aspettando Watchmen, Thor e Captain America, tutti attesi dal 2009.
weblog/?3950
messaggio da P.Dionisio - 08/07/2008 13:30
Dall'articolo su Diabolik pubblicato su Corriere della Sera.it:
Favoloso quel 1962, a riprova di un decennio molto vitale (i dieci anni che sconvolsero l'Italia), a riprova della tesi che forse anche il '68 è nato da Diabolik, o almeno dalle sue parti. The History Channel sta presentano un interessante documentario scritto e diretto da Andrea Bettinetti : «Le sorelle Diabolike». È la storia di Angela e Luciana Giussani le mitiche creatrici del più famoso criminale del fumetto italiano, Diabolik appunto.
(..)
sulla scorta di non pochi fermenti sociali, nasce un personaggio apparentemente negativo (che si carica di tutti i nascenti immoralismi legati al boom economico), che si accompagna a una conturbante e filosofica eroina, Eva Kant, ma che ogni giorno deve fare i conti con il suo alter ego positivo, l'ispettore Ginko.

Lunedí, 7 Luglio 2008

weblog/?3949
messaggio da José Carlos Francisco - 07/07/2008 20:00
Intervista esclusiva a Stefano Andreucci -disegnatore di Tex, Zagor e Dampyr per il quale ha avuto il compito di disegnare il n.100 della serie- nel blog portoghese di Tex in versione italiana e portoghese !
La sua risposta alla domanda "Puoi dirci qualcosa della storia e di come ti trovi a disegnare Dampyr?":
Dampyr è la cosa più difficile che io abbia mai disegnato, ma è anche una sfida. La storia è... rivelatrice e fantastica, daltronde si intitola "Il Re del Mondo"! Draka la fa da padrone, fascinoso più che mai.

Martedí, 1 Luglio 2008

weblog/?3942
messaggio da P.Dionisio - 01/07/2008 14:10
Dall'articolo su Corriere.it dedicato all'opuscolo in formato PDF sulla sicurezza stradale di Vacanze coi fiocchi con testimonial del mondo del fumetto come Dylan Dog, Martin Mystère, e Diabolik:
«Vacanze coi fiocchi» è il titolo di un opuscolo sulla cui copertina Snoopy viaggia sereno al volante della sua decappottabile rossa.
(..)
La sicurezza stradale, secondo il Centro Antartide, deve passare non solo per la prevenzione, l’educazione e la repressione ma anche per l’ironia. Cosicché alcuni personaggi della vita pubblica italiana (fra cui alcuni umoristi di spicco) hanno dato un contributo fondamentale a questo piccolo, grande lavoro.
(..)
E Diabolik, precipitato da una rupe, riesce a trattenere con una corda d’acciaio la sua Jaguar, dicendo a Eva Kant: «Ricorda che SOLTANTO IO ho modo di salvarmi quando non freno in tempo».

Domenica, 29 Giugno 2008

messaggio da S.Mancosu - 29/06/2008 21:30
Dall'articolo di Goffredo Fofi apparso su Internazionale 750:
È ormai un fatto acquisito che il romanzo a fumetti - che è diventato abituale anche da noi chiamare graphic novel dal 1986, anno di pubblicazione di Maus di Art Spiegelman - sia una forma di espressione decisamente adulta, liberata dalla ghettizzazione e dai pregiudizi che hanno ostacolato la sua affermazione presso i cultori delle forme tradizionali di espressione.
(..)
All'opposto [NdR: del cinema da cassetta] c'è il rapporto artigianale e minuzioso che un autore di graphic novel ha con la sua materia: inventare e costruire una storia, stabilire una sceneggiatura e dividerla in sequenze, dosare il rapporto tra le immagini e le tavole, decidere come servirsi della parola, nel dialogo e nella progressione del racconto, scegliere le più congeniali tra le tecniche, e ovviamente tra i generi.
(..)
Per gli autori di graphic novel non è obbligatorio dover comunicare con il grande pubblico. Lontani dal seriale, che sembra aver fatto il suo tempo e concluso il suo ciclo più vitale, si possono accontentare di lavorare per minoranze di lettori fedeli e intelligenti, di essere minoranza.
Anche perché i grandi autori del fumetto contemporaneo sanno bene che la libertà non ha prezzo. Dominati come siamo da un mercato che ci propone immagini che mentono, parole che mentono, suoni che mentono, con i buoni romanzi a fumetti ci capita invece molto spesso di sentirci all'interno di una strana, fondamentale dimensione di necessità e di libertà, sempre più rare in altri campi.
Siamo di fronte a una minoranza artistica eccezionalmente creativa, che produce per una minoranza di lettori che sa scegliere e che rifiuta i diktat del consumo per il consumo.
Minoranza, però, fino a un certo punto. Negli ultimi trent'anni e passa, nessun settore artistico ha prodotto una quantità di titoli degni, diciamo pure di grandi opere, che possa essere lontanamente paragonabile a quella del graphic novel, né ha avuto una pari vitalità e diffusione geografica.

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