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<dopolavoro> il blog di uBC

Venerdí, 20 Giugno 2008

messaggio da G.Gentili - 20/06/2008 09:50
Da Telefilm Cult:
Quello che si preannuncia come l'evento dell' autunno televisivo americano avrà un prequel a fumetti. J.J. Abrams secondo la rivista on line di USA Today ha infatti raggiunto un accordo con la DC Comics per produrrre una miniserie che racconta gli antefatti della serie televisiva "Fringe". La casa editrice di Batman e Superman sbarcherà nelle fumetterie il 27 agosto, circa due settimane prima della messa in onda della serie sul canale Fox il 9 settembre.
(..)
Si può dire di tutto riguardo a J.J. Abrams - genio o grande bluff? - ma la cosa certa, almeno dopo "Cloverfield", è che ci troviamo di fronte ad uno dei più grandi strateghi di marketing della storia cinematografica e televisiva dai tempi di George Lucas.
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Giovedí, 19 Giugno 2008

weblog/?3915
messaggio da Moreno Burattini - 19/06/2008 19:40
Riguardo all'articolo "Lo strano caso di Zagor e Robert Gray", assolutamente interessante e ben informato (per il quale anzi mi complimento per l'autore), vorrei precisare che, nelle mie intenzioni, il "revisionismo" non voleva essere "politicamente corretto" (la "political correctness" è una pratica mistica contro cui mi sono scagliato anche in alcuni miei aspri commenti pubblicati in passato proprio da uBC) ma soltanto teso a risolvere delle innegabili incongruenze di sceneggiatura presenti nel vecchio albo di vent'anni fa. Si è trattata dunque di una operazione che, al di là del giudizio che si può dare sulla mia "revisione" (qualcuno potrà trovarla giusta, qualcuno sbagliata), era tesa unicamente a rimediare a delle falle logiche (o almeno, tali io le ho sempre ritenute), e mi rammarico che abbia potuto apparire un remake con intenti di edulcoramento. Cosa che è, al contrario, lontana dalla mia personale sensibilità (anche se poi, nel rispetto della tradizione, cerco di non esagerare mai con la "scorrettezza"). Per esempio, mi è sembrato inevitabile cercare di spiegare, sia pure a posteriori, perché i Mohawk del vecchio episodio non fossero comandati da Tonka, capostorico di quella tribù nella serie, oppure perché Cico pur avendo la pistola non intervenisse o perché Zagor, pur dicendo di avere un braccio rotto continuava a usarlo e non lo immobilizzava neppure a distanza di tempo, e molti diversi altri particolari di cui ho parlato in alcuni miei interventi nel forum www.spiritoconlascure.it, sezione "filo diretto con gli autori". Mi premeva dunque non tanto far sembrare Zagor una persona moralmente ineccepibile (e tutto io sono tranne che un moralista) quanto una persona intelligente. Peraltro, di solito vengo accusato di proporre uno Zagor troppo crudo e violento (ricordo le polemiche su un sacrificio umano azteco e su una trappola esplosiva su un battello nella storia "Catene"). Vero è che nell'articolo non si fa mai il mio nome e dunque non si tratta di un appunto personale (nel qual caso, comunque, non ci sarebbe stato niente di male). Un caro saluto Risponde C.Di Clemente, uBC Staff e autore del pezzo:
La ringrazio per i complimenti e per le note, con cui i lettori dell'articolo potranno avere un quadro più completo degli argomenti trattati. Come ha già osservato, nel pezzo non si sono fatti nomi e questo è stato voluto, poiché lo scopo era quello di dargli un significato più generale, basato sull'interpretazione del sottoscritto riguardo alla linea editoriale bonelliana, rimanendo svincolati dai singoli autori di cui conosciamo i trascorsi (e gli interventi su uBC, come ricorda).

Mercoledí, 18 Giugno 2008

messaggio da P.Dionisio - 18/06/2008 14:00
Dall'articolo su LaStampa.it:
È appena uscito il primo numero della nuova serie del magazine a fumetti «Isa & Bea Streghe», la rivista che torna in edicola per iniziativa della casa editrice Asmi, nuovo editore in Italia su licenza della Editing Communications.
Destinata a un pubblico di pre-adolescenti tra gli 8 ed i 12 anni, la rivista racconta la storia di due ragazze dotate di poteri magici, una nata nel Medioevo e l’altra nel futuro, che si ritrovano grandi amiche ai giorni nostri.
messaggio da P.Dionisio - 18/06/2008 11:40
XL dedica uno speciale per CRACK! Fumetti Dirompenti, festival internazionale di fumetti e arte disegnata e stampata dal 19 al 22 giugno a Roma, giunto alla quarta edizione.
weblog/?3905
messaggio da M.Migliori - 18/06/2008 07:15
Un paio d'anni fa l'anteprima su uBC di questo fumetto. Oggi in edicola lo troviamo in una inedita veste, inclusa nel libro "Patto col diavolo", 6°numero della collana SAS, nuova costola dello storico Segretissimo edito da Mondadori, e dedita a ristampe e inediti dell'omonimo personaggio creato da Gérard de Villiers. Spina dorsale da più di 30 anni della collana Mondadori dedicata al mondo dello spionaggio&affini, il personaggio Malko Linge, principe austriaco prestato alla causa della CIA al nobile scopo di finanziare l'eterno restauro del suo castello. Dalla sua estrazione sociale, il soprannome Sua Altezza Segretissima, abbreviato SAS. Anomalia nel mondo sotterraneo delle spie, De Villiers tratteggia un principe dotato di una sua etica che spesso antepone al puro obbligo contrattuale. Non è infatti la sola formula delle 3 s (sesso, sadismo, suspense) a tenere in piedi la serie. E'anche il personaggio profondamente umano nelle sue debolezze, errori e virtù. Una storia complessa che ormai da tempo vede il personaggio in declino. Declino non causato solo dall'autore non più giovanissimo, e nemmeno dalla mancanza di spunti come temevano gli autori di spy story dopo il 1989, perchè di spunti ce ne sono purtroppo sin troppi. Il declino è forse accentuato dalla mancanza di punti di riferimento un tempo assodati, e di cui anche il nostro sente la mancanza. SAS continua a agire come "agente nero" della CIA ma senza la passione di una volta.

Venendo al fumetto (rimontato dato il formato), è una riduzione fedele nel testo, quanto asettica nello spirito, del libro contenuto nel volume. In questo episodio vediamo l'ennesimo ritorno in Jugoslavia (pardon Serbia) del nostro. Incaricato di ritrovare uno dei tanti "criminali di guerra" che si nasconde tra varie complicità. Il libro come la norma per SAS, oltre a presentare i soliti personaggi accentuati (tra cui non mancano mai le bellissime donne ammaliate dagli occhi color oro di Malko...), disegna la visione che il suo autore ha del paese in oggetto. E come sempre il resoconto/giudizio di De Villiers è implacabile nell'evidenziare i caratteri a suo avviso più identificativi, come l'orgoglio serbo e l'assoluta certezza di essere nel giusto. Nel fumetto che parte ovviamente svantaggiato dato il mezzo, si perdono le sfumature che caratterizzano l'opera di De Villiers. Ad esempio la determinazione delle donne serbe che l'autore rappresenta nel romanzo, è riportata fedelmente ma leggendo il solo fumetto, appare fredda, immotivata. Così come lo stesso personaggio di SAS appare algido, adatto al ruolo di principe, ma alieno all'uomo che ormai conosciamo. La scena d'azione di pag.252 ad esempio rappresenta il classico personaggio hollywoodiano perfettamente a suo agio nelle sparatorie stile "Arma Letale". Ma SAS non è questo: è sempre l'adrenalina a farlo reagire, e grande è la sua gioia di vivere quando ha sfuggito un pericolo, non la tranquillità mostrata. I disegni di Mutti sono narrativamente adatti, anche se non può fare miracoli di fronte al testo piegato con l'accetta a rappresentare fedelmente il libro. Dal punto della fedeltà al personaggio, è una opera però inadatta a rappresentarne le sfaccettature. La serie in Francia continua: speriamo in meglio.

Patto col diavolo di Gérard De Villiers (libro) Umberto Ciance e Andrea Mutti (fumetto) - SAS n.6 - 185pp di libro e 100 di fumetto - Mondadori 4.50 euro


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