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SCREENSHOTS VERSIONE MEGADRIVE

Produttore: Sega (1990), per Megadrive
Dal fumetto: Mickey Mouse (1928), di Walt Disney

Topolino e Minni vivono felici a Vera City, ma la strega Mizrabel è invidiosa, e rapisce Minni per usare contro di lei il Potere dell'Illusione, in modo tale da appropriarsi della sua bellezza. L'unico modo che Topolino ha di salvarla è quello di entrare in possesso delle magiche gemme che permetteranno a Mizrabel di vedere la bellezza che è in lei (almeno così dice l'introduzione del gioco: non chiedetemi altro!). Le gemme, però, sono custodite dal Signore delle Illusioni, all'interno del Castello delle Illusioni che dà il titolo al gioco: un sinistro maniero le cui stanze sono porte verso dimensioni fantastiche e sorprendenti. Come Alice nel paese delle meraviglie, Mickey Mouse deve entrare in tutti i magici mondi, affrontando i nemici più bizzarri. Il topo può eliminare i suoi avversari sia saltandoci sopra, sia sparando proiettili improvvisati, come ad esempio le mele che si trovano nel primo livello (il bosco). Nel contempo, deve evitare tutti gli strambi ostacoli che si interpongono tra lui e la sua fidanzatina.

Naturalmente si tratta di un classico platform-game, dalla struttura sì convenzionale, ma realizzato con grande cura. Già dal primo livello possiamo notare il gradevole scrolling parallattico dello sfondo, e apprezzare la minuziosità con cui è animato il piccolo Mickey. La noiosa musichetta di sottofondo non pregiudica il divertimento di giocare a "Castle of Illusion", che più che altro soffre di una lentezza eccessiva nell'azione di gioco. Solo un anno più tardi, nel 1991, la Sega lanciò il frenetico "Sonic the Hedgehog", che ridefinì completamente il concetto di platform-game all'insegna dell'azione più sfrenata. Come sappiamo, il successo di Sonic fu tale che il piccolo porcospino divenne la mascotte ufficiale del Megadrive, gettando nell'oblio ogni altro videogame dello stesso genere. Tuttavia, "Castle of Illusion" ottenne comunque la sua fetta di successo, tanto da meritarsi un seguito, intitolato "World of Illusion".

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di Daniele Alfonso