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Moebius



Autoritratto
(c) Moebius
Giraud, Jean
(Fontenay-sous-Bois, Francia)
1938
alias Gir
alias Moebius
Da ragazzini si passavano le serate estive a discutere se fosse stato più forte Pelé o Beckenbauer, per poi finire col non assegnare il titolo a nessuno, per differenza di attitudini, di ruolo... e quel titolo è ancora vacante, non essendo ancora nato un calciatore capace di fare faville all'ala, in porta, ovunque. Nel fumetto, il più grande autore dei mondo c'è. Uno che ha fatto di tutto, sempre con un tocco di indefinibile magia. Jean Giraud, dapprima disegnatore per anni di una serie western di successo, già vent'anni fa si sdoppia nel suo alter-ego Moebius, dando il via a una produzione in completa antitesi con il modus narrandi dell'epoca per libertà espressiva e suggestione visionario. Nel 1975 fonda, con altri artisti francesi, Metal Hurlant, "la rivista destinata a rivoluzionare il linguaggio grafico dei fumetto"'. Arzakh e Il garage ermetico sono le due opere che lo consacrano definitivamente quale narratore al di fuori di qualsiasi schema preconcetto. Arzakh, l'assurdo cavaliere sullo pterodattilo che sembra di calcestruzzo, vive avventure minime senza trama, di costruzione circolare, quasi senza inizio né fine. Il garage ermetico è la summa universale delle fascinazioni grafiche ed il primo esperimento di narrazione "esplosa" quasi che ogni vignetta sia una storia a sé, legata da fattori casuali alla precedente e alla successiva, allegoria dell'impossibilità di ordinare l'universo con la narrazione classica.

Dal tentativo fallito dei regista Alexandro Jodorowsky di realizzare il film dal romanzo Dune di Frank Herbert, nasce la collaborazione fattiva con il cineasta, non meno visionario di Moebius stesso e viene alla luce la saga dell'Incal, una lunga epopea dei futuro strutturata su simbologie arcane.

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Maggiore Grubert
(c) Moebius
Nel frattempo per il cinema disegna bozzetti, costumi, story-boards per Blade Runner, Alien e Tron. Dallo spunto di una storia realizzata per la Citröen, Sur l'étoile, ha inizio lo stupendo cielo di Edena, una favola filosofica dagli imprevedibili sviluppi.

Il segno di Moebius è sorprendente, la sua nitida perfezione rende quasi incredibile che quelle linee siano uscite da una mano, mezzo solitamente rudimentale, ma sembrano partorite direttamente da un cervello sognatore.

(c) Moebius
Il Maggiore Grubert
1976-1979
Moebius

E che dire del Moebius illustratore? Tavole incredibili, realizzate con Geoff Darrow, compongono lo stupendo portfolio di "la città dei fuoco", immagini di un futuro "o di un altrove" che non spaventa, come di solito, ma affascina. Il Moebius illustratore non conosce limiti: da un punto di vista tecnico l'aerografo, il pennino, il pastello sono orchestrati con eguale maestria; le tematiche non sono mai banali. Ogni opera, come è nell'arte con la "A" maiuscola, non è puro esercizio estetico ma è carica di un significato riconducibile ad una poetica inconfondibile. Si pensi alle famose visioni di Venezia come alle sconosciute tavole preparatorie per il film Little Nemo commissionategli da Tokyo, si pensi al fascino ermafroditico degli "Starwatchers" come alla stupenda serie di lavori sui cristalli! In un'intervista rilasciata qualche anno fa, Moebius raccontava al suo interlocutore americano di come un'opera "made in USA" fosse fonte di ispirazione ai fumettari europei, riferendosi al Little Nemo in Slumberiand di Winsor McCay; ebbene si può dire oggi che l'opera di Moebius è la "Bibbia" dei produttori di immagini di tutto il mondo.

CLAUDIO FERRACCI

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