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Magnus



Autoritratto
(c) Magnus
Roberto Raviola
(Bologna, italia)
1939-1996
alias Magnus

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Magnus Walhalla
Magnus Official
ROBERTO RAVIOLA, in arte Magnus, deve il suo pseudonimo ad un vecchio nom de plume con cui firmava le sue prime tavole: "Magnus pictor fecit". Nato a Bologna il 31 maggio 1939, ex-studente dei Liceo Artistico, si è poi laureato nel 1961 all'Accademia di Belle Arti.

MAGNUS & BUNKER
All'inizio degli anni '60, Magnus si presentò all'Editoriale Corno, dove lo accolse un giovane sceneggiatore pieno di idee (quasi tutte ancora da scrivere), Luciano Secchi, in arte Max Bunker. Dal 1964 e per circa un decennio, il duo sfornò una incredibile quantità di fumetti di buon livello, iniziando da Kriminal (1964), un "nero" che usciva nel classico formato tascabile "alla Diabolik" e che contribuì in maniera determinante a modificare il costume italiano di quegli anni. presentava, per la prima volta, dei voluti ed espliciti contenuti erotici, forse ancor più accentuati nel coetaneo Satanik. In questa produzione, i due approfondirono, in modo consapevole, i meccanismi che avevano fatto il successo del rivale Diabolik, fino ad arrivare ad una autonoma linea narrativa. Seguirono Gesebel, Alan Ford, Maxmagnus, ecc.. Poi, nel 1974, la coppia si sciolse e Magnus si avviò, solitario, alla carriera "d'autore".

DA DISEGNATORE AD AUTORE

(c) Magnus
Le femmine incantate
1987-1991
Magnus
Magnus è l'autore italiano che funge da trait-d'union tra il fumetto "popolare" e quello "d'autore". La sua maturità inizia con la prima serie (sei numeri) de Lo Sconosciuto (1975). Tra il 1978 e il 1980 Magnus inizia una propria ricerca stilistica che esplode con Necron (1981), serie destinata ai lettori del porno di bassa qualità, per cui inventa ligne claire rivoluzionaria. Una sintesi ardita, con una nuova concezione del disegno, che ha il difficile compito di sdrammatizzare situazioni altrimenti raccapriccianti o meramente pornografiche. Le influenze della cultura orientale portano a Le 110 pillole (1985), ispirate da un testo cinese, un'opera erotica di grande eleganza, dal disegno curatissimo, che però fa discutere per le ardite scene esplicite.

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Tex Gigante n.9
(c) SBE
TEX OVVERO: RITORNO ALLE ORIGINI
Con Tex Magnus torna al fumetto popolare, ma lo fa portandosi dietro l'esperienza di una vita di disegno. Magnus si rifà al modello galeppiniano ("E' una lezione oggi irripetibile, lavorare a quei ritmi con quella qualità. Ma Tex è quello di Galeppini, con tutto il rispetto per altri, forse anche più bravi") da cui è partito nei suoi studi grafici facendo numerosi bozzetti, fino a raggiungere una certa sicurezza nel rappresentare il carattere dei protagonisti (citiamo alcuni bozzetti sul personaggio di Tiger Jack, un lavoro poi rivelatosi inutile perché Tiger non è presente nella storia). L'importanza quasi maniacale che Magnus attribuisce alla documentazione è invece supportata da un enorme catalogo di oggetti d'epoca e garantisce l'assoluta verosimiglianza di interni ed esterni. Si veda, anzi si ammiri allo scopo, l'interno dell'ufficio di Tom Devlin, vecchio amico di Tex oggi capo della polizia.
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Tex Gigante n.9
(c) SBE

(c) Magnus
Lo Sconosciuto
1975-1996
Magnus

Che dire ancora? Che Magnus ha cercato prima di tutto di calarsi nell'atmosfera del personaggio, onde renderne al meglio la psicologia. A tale scopo ha anche adottato il metodo del disegno "a striscia", realizzando gli originali secondo il processo produttivo degli anni '40 e '50.

Nonostante gli altri nomi, anche più titolati, che hanno realizzato i precedenti texoni, noi siamo certi che quello di Magnus è il primo Tex d'autore della collana. Lunga vita a Tex. Lunga vita a Magnus.

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